Casa, formazione, sostegno ai figli, bisogni essenziali. Per una donna che sta uscendo da una situazione di violenza, l’autonomia passa spesso da risposte molto concrete. È su questo terreno che si colloca “Insieme per le donne”, il progetto con cui BPER Banca ha ricevuto una menzione speciale alla prima edizione del Premio ABI D&I 2026 per l’impegno nella promozione dell’indipendenza economica femminile. A raccontarlo a Bancaforte è Lucia Landi, Responsabile Academy, Direzione People Transformation di BPER Banca, nella videointervista rilasciata a margine del Premio. L’iniziativa affronta un tema ancora troppo poco visibile: la violenza economica. Una forma di controllo più silenziosa rispetto alla violenza fisica o psicologica, ma capace di limitare in profondità la possibilità per molte donne di scegliere, progettare e ricostruire il proprio futuro. “Quando si parla di violenza di genere si pensa spesso alle forme più evidenti”, osserva Landi. Ma esiste anche una violenza “più silenziosa e meno conosciuta”, che passa attraverso la dipendenza economica, la mancanza di accesso alle risorse, l’impossibilità di gestire il denaro o di prendere decisioni autonome. Secondo i dati richiamati da D.i.Re, il 34% delle donne che si rivolge ai centri antiviolenza ha subito anche violenza economica. Per questo BPER Banca ha scelto di lavorare accanto a D.i.Re - Donne in Rete contro la violenza, sostenendo per il quarto anno consecutivo un percorso che unisce raccolta fondi, sensibilizzazione, educazione e formazione interna. Le risorse raccolte sono state destinate al Fondo Autonomia di D.i.Re, contribuendo a sostenere spese essenziali per donne impegnate in percorsi di uscita dalla violenza: casa, formazione, supporto ai figli, bisogni primari. L’impatto più importante, sottolinea Landi, “è quello che si realizza nella vita delle persone”. Non solo un aiuto economico, quindi, ma un passaggio concreto in un percorso di riconquista: autonomia, sicurezza, possibilità di ripartire. Anche per questo la menzione ricevuta al Premio ABI D&I assume un valore particolare: riconosce un progetto che non si limita a denunciare una fragilità, ma prova a intervenire sulle condizioni che possono renderla superabile. Accanto al sostegno diretto, BPER ha lavorato anche sulla consapevolezza. La campagna ha coinvolto dipendenti, clienti e comunità, accendendo un riflettore su un fenomeno che spesso resta fuori dal dibattito pubblico. In questa prospettiva, l’educazione finanziaria diventa parte integrante dell’autonomia femminile: non solo competenza tecnica, ma strumento per rafforzare la capacità di scelta e ridurre le condizioni di dipendenza. Guardando avanti, BPER intende ampliare le iniziative di educazione finanziaria e promuovere nuove occasioni di confronto. Per Landi, il contributo di una banca non può limitarsi a contrastare le conseguenze della disuguaglianza: deve aiutare a rimuoverne le cause. È qui che il progetto assume il suo significato più ampio. “Istituzioni, imprese e associazioni devono lavorare insieme”, afferma, perché solo insieme la solidarietà può trasformarsi in opportunità concrete.




