Torriero: “Il credito è l’infrastruttura che trasforma il risparmio in crescita”
di Flavio Padovan
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13 Marzo 2026
Il Vice Direttore Generale Vicario dell'ABI anticipa i temi di Credito al Credito 2026: dall'impatto di AI e dati nella gestione del credito alle nuove regole europee, fino alle sfide per imprese e famiglie in una fase di profondi cambiamenti economici
Il credito è il motore silenzioso dell'economia. Trasforma il risparmio in investimenti, sostiene i progetti delle imprese, accompagna le scelte delle famiglie e alimenta la crescita dei territori. Oggi innovazione tecnologica, nuove regole europee e un contesto geopolitico sempre più complesso stanno ridefinendo il modo in cui il credito viene valutato, distribuito e utilizzato. L'intelligenza artificiale e l'uso avanzato dei dati stanno aprendo nuove possibilità nella gestione del rischio e nella relazione con la clientela, mentre il progressivo superamento delle politiche straordinarie di sostegno all'economia e la fase che si apre dopo il PNRR pongono nuove domande sul ruolo del credito nel sostenere investimenti e competitività.
In questo scenario il credito torna a essere uno snodo strategico dell'economia: il punto di incontro tra innovazione e stabilità, tra sviluppo del mercato e tutela della clientela, tra crescita economica e sostenibilità finanziaria.
È da queste trasformazioni che prende il via l'edizione 2026 di Credito al Credito, l'appuntamento promosso dall'ABI che il 31 marzo e 1° aprile riunirà a Milano banche, istituzioni e operatori del mercato per confrontarsi sull'evoluzione del credito tra innovazione tecnologica, nuove regole e sviluppo dell'economia.
Ne parliamo con Gianfranco Torriero, Vice Direttore Generale Vicario dell'ABI, che anticipa i temi al centro dell'agenda e il ruolo che il credito è chiamato a svolgere in una fase di grandi trasformazioni.
Il titolo dell'edizione 2026 definisce il credito come "infrastruttura del futuro". In uno scenario segnato da transizioni economiche, tecnologiche e geopolitiche, perché il credito torna a essere un elemento strategico per la crescita del Paese?
Il credito ha sempre avuto una rilevanza fondamentale per l'economia. In questa edizione abbiamo voluto sottolineare il suo ruolo di infrastruttura strategica proprio perché rappresenta uno dei meccanismi chiave attraverso cui si crea crescita. Le banche svolgono una funzione essenziale: trasformano il risparmio in credito e quindi in investimenti. Ed è proprio questa capacità che consente di creare le condizioni per lo sviluppo economico. Se il risparmio non viene indirizzato verso investimenti produttivi si perde una leva fondamentale per la crescita. Il credito, invece, permette di attivare investimenti che generano benessere collettivo e sviluppo per l'intero sistema economico. In questa trasformazione il ruolo della banche è centrale e fondamentale.
La sessione plenaria sarà dedicata a intelligenza artificiale, dati e nuove regole. In che modo queste dimensioni stanno cambiando il modo di fare credito?
Il settore bancario vive da sempre in una dinamica di cambiamenti continui. Prima Internet, poi la digitalizzazione e oggi l'intelligenza artificiale: ogni fase di innovazione tecnologica apre nuove opportunità. Quando questi cambiamenti vengono governati correttamente diventano un fattore di crescita. Creano le condizioni per sviluppare nuovi prodotti, migliorare i servizi e rispondere meglio alle esigenze della clientela. La digitalizzazione, ad esempio, ha già trasformato il modo in cui banche e clienti interagiscono, creando nuove modalità di contatto tra banche e clienti, riuscendo a intercettare in modo innovativo attese e bisogni della clientela. L'intelligenza artificiale si inserisce in questo percorso evolutivo: richiede nuove competenze, ma offre anche strumenti più rapidi per elaborare informazioni e supportare decisioni più consapevoli. È un'innovazione che può rafforzare la relazione con il cliente, sia nel segmento delle imprese sia in quello delle famiglie.
Tra i temi dell'edizione 2026 ci sono anche le novità della direttiva CCD2 e l'evoluzione del credito ai consumatori. Quali cambiamenti porteranno?
A Credito al Credito approfondiamo non solo le innovazioni tecnologiche ma anche quelle regolamentari. La nuova direttiva sul credito ai consumatori rappresenta un passaggio importante perché ridefinisce diversi aspetti del mercato e delle modalità con cui i prodotti creditizi vengono offerti alla clientela. L'obiettivo è continuare a rafforzare un quadro che consenta di offrire servizi di credito alle famiglie sempre più coerenti con l'evoluzione del mercato e con le esigenze della clientela, mantenendo elevati standard di tutela e trasparenza. Il credito rappresenta infatti uno strumento importante per accompagnare decisioni economiche rilevanti e sostenere progetti di vita delle famiglie.
In questa prospettiva, una parte del confronto di Credito al Credito 2026 sarà dedicata proprio all'evoluzione del credito alle famiglie e al nuovo quadro normativo europeo. Al centro dell'analisi ci saranno gli effetti della direttiva CCD2 su ambiti come digital lending, cessione del quinto, BNPL e modalità di valutazione del merito creditizio, insieme alle implicazioni per agenti, mediatori e reti distributive. Un focus specifico sarà dedicato anche al rinnovato fondo per il credito ai giovani, pensato proprio per sostenere e valorizzare il talento delle nuove generazioni, rafforzandone l'autonomia nelle scelte formative, come leva di sviluppo dell'Italia.
Un altro tema centrale sarà l'accesso al credito nell'era post PNRR. Che cosa cambia per le imprese?
Stiamo vivendo una fase caratterizzata da forti cambiamenti geopolitici e da un contesto di grande incertezza. In queste condizioni diventa ancora più importante capire come sostenere l'attività di finanziamento alle imprese, in particolare a quelle che operano sui mercati internazionali e alle piccole e medie imprese.
Uno degli strumenti fondamentali rimane il sistema delle garanzie pubbliche. I fondi di garanzia sono particolarmente importanti nei momenti di maggiore incertezza perché aiutano a rendere bancabili i progetti di investimento delle imprese. Il dialogo tra mondo pubblico e privato è essenziale per questo nel programma di Credito al Credito ci sono sessioni dove si parlerà anche di evoluzione delle garanzie pubbliche, nuove progettualità con la BEI, integrazione tra credito e finanza agevolata e iniziative per sostenere lo sviluppo territoriale e le filiere produttive.
Credito al Credito è diventato negli anni un appuntamento di riferimento per il mercato. Qual è il valore di questo confronto?
Il valore aggiunto di questo evento è la possibilità di mettere attorno allo stesso tavolo operatori pubblici e privati, innovatori e analisti con competenze diverse, creando uno spazio di dialogo in un settore strategico per il Paese. Un momento di confronto che consente di condividere conoscenze, leggere in modo più approfondito le trasformazioni in atto e individuare nuove opportunità di sviluppo per il mercato del credito e per l'economia reale.
Per offrire anche una chiave di lettura macroeconomica dello scenario, quest'anno avremo come keynote speaker Libero Monteforte, Direttore del Servizio Analisi Macroeconomica dell'Ufficio Parlamentare di Bilancio. È da questo confronto tra competenze, esperienze e visioni diverse che il credito può continuare a evolvere come una vera infrastruttura dell'economia, capace di sostenere investimenti, accompagnare l'innovazione e contribuire alla crescita dell'Italia.