T+1: l’implementazione entra nel vivo
di Flavio Padovan
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13 Marzo 2026
Il 18 marzo a Milano il confronto promosso da ABI e AMF Italia sulle sfide operative della migrazione europea al nuovo ciclo di settlement
Nel funzionamento dei mercati finanziari il fattore tempo è decisivo. Ridurre il ciclo di regolamento delle transazioni in titoli da T+2 a T+1 significa accorciare l'intervallo tra la negoziazione e il regolamento finale dell'operazione, ma anche ripensare processi, flussi informativi e modelli organizzativi lungo tutta la catena del valore, dal trading al settlement.
È questo il cambiamento che il progetto europeo di migrazione al T+1 porterà nei mercati dei capitali. Un passaggio che, se da un lato rappresenta un adeguamento tecnico, dall'altro costituisce una leva strategica per migliorare efficienza, resilienza e competitività dell'ecosistema finanziario europeo.
La roadmap verso il nuovo modello sta ora entrando in una fase decisiva. Il 2026 segna infatti l'avvio delle attività di implementazione, con la valutazione e l'adeguamento dei processi interni richiesti a tutti i soggetti coinvolti, mentre il 2027 sarà dedicato alla fase di test delle diverse componenti dell'ecosistema, in vista della migrazione prevista nell'ottobre dello stesso anno.
Un appuntamento per accompagnare il settore
In questo contesto si inserisce l'evento "T+1: l'implementazione è iniziata", promosso da ABI e AMF Italia e in programma il 18 marzo 2026 a Milano, presso SpazioPola.
L'incontro rappresenta un momento di confronto e approfondimento per l'intero ecosistema dei mercati finanziari, riunendo istituzioni, banche, intermediari finanziari, infrastrutture di mercato e fornitori di servizi informativi e tecnologici con l'obiettivo di analizzare le implicazioni operative, tecnologiche e regolamentari della riforma.
L'iniziativa si inserisce nel quadro delle attività del Comitato tecnico strategico ABI "Unione Mercato dei Capitali" e del Comitato Permanente Post Trading di AMF Italia, che stanno accompagnando il settore bancario e finanziario nel percorso di preparazione alla nuova architettura di settlement europea.
Perché il T+1 cambia il funzionamento dei mercati
La riduzione del ciclo di regolamento comporta implicazioni rilevanti per l'intero ecosistema del post-trading.
Un settlement più rapido consente infatti di ridurre il periodo di esposizione ai rischi di controparte, di mercato e di credito, migliorando la stabilità complessiva delle operazioni di mercato.
Allo stesso tempo, la transizione al T+1 rappresenta una spinta alla modernizzazione dei processi, perché richiede livelli più elevati di automazione e una maggiore qualità dei dati lungo tutte le fasi operative.
Il minor tempo disponibile per il regolamento delle operazioni rende infatti necessario ridurre al minimo le attività manuali, rafforzare l'integrazione tra sistemi e migliorare la tempestività degli scambi informativi tra intermediari, infrastrutture e provider di servizi.
In questo scenario, il progetto europeo può diventare anche un'opportunità per armonizzare pratiche operative e infrastrutture tra i diversi mercati, contribuendo a rafforzare la competitività dei mercati europei rispetto ad altre giurisdizioni che hanno già adottato cicli di regolamento più brevi.
Il confronto tra istituzioni e operatori
L'evento del 18 marzo sarà l'occasione per fare il punto sullo stato di avanzamento del progetto europeo e sulle principali sfide operative per il settore.
Ad aprire i lavori saranno Pietro Carlo Padoan, Presidente del Comitato tecnico strategico ABI "Unione Mercato dei Capitali" e Presidente UniCredit, e Marco Ventoruzzo, Presidente AMF Italia.
La sessione di apertura, coordinata da Miriam Felici, Segretario Generale AMF Italia, e David Sabatini, Responsabile Mercato dei Capitali ABI, vedrà inoltre il contributo di rappresentanti delle istituzioni e delle autorità di vigilanza, tra cui Salvatore Lo Giudice, Responsabile Ufficio Post-Trading Consob, e Barbara Lupi, Responsabile Divisione Post Trading - Servizio Supervisione Banca d'Italia.
Il confronto entrerà poi nel vivo con una prima tavola rotonda dedicata all'attuale fase del progetto e ai prossimi step operativi, coordinata da Paolo Caniccio, Business Advisor Deloitte, con la partecipazione di operatori e infrastrutture di mercato tra cui Societe Generale Securities Services, BNP Paribas Securities Services, Citibank, Equita Sim ed Euronext Securities Milan.
La seconda tavola rotonda sarà invece dedicata a una domanda cruciale per il settore: "Siamo pronti per l'implementazione?". Il dibattito, coordinato da Annalisa Izzo, Partner e Capital Markets Leader Deloitte, vedrà il contributo di rappresentanti di Banca Sella, Intesa Sanpaolo, TAS, Almaviva, DTCC Europe e Base Digitale, offrendo una prospettiva concreta sul grado di preparazione dell'ecosistema finanziario.
Un passaggio strategico per il futuro dei capital markets
La transizione al T+1 dimostra come l'evoluzione dei mercati dei capitali europei passi sempre più attraverso una collaborazione stretta tra istituzioni, intermediari, infrastrutture di mercato e provider tecnologici.
In questo contesto, momenti di confronto come quello promosso da ABI e AMF Italia rappresentano un passaggio importante per condividere esperienze, allineare strategie e accompagnare il settore nella gestione di una delle principali trasformazioni operative dei mercati europei degli ultimi anni.
L'appuntamento del 18 marzo offrirà quindi l'occasione per fare il punto sul percorso di implementazione, confrontare approcci operativi e individuare le priorità che accompagneranno il settore verso la fase di test del 2027.
La presenza in sala è riservata agli Associati ABI e AMF Italia, fino a esaurimento dei posti disponibili.
È comunque possibile seguire l'evento in diretta streaming, indicando la modalità preferita nel form di registrazione.