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04 Dicembre 2021 / 10:24
Pagamenti digitali, crescita a doppia cifra nel quinquennio 2021-2025

 
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Pagamenti digitali, crescita a doppia cifra nel quinquennio 2021-2025

di Flavio Padovan - 1 Aprile 2021
L'impatto della pandemia Covid-19 e l'introduzione delle misure governative a favore del cashless hanno accelerato il trend di digitalizzazione dei pagamenti e cambiato il contesto di riferimento. Secondo The European House – Ambrosetti le transazioni elettroniche aumenteranno con un tasso del 12,7% nei prossimi 5 anni. A trainarle soprattutto il boom dell'e-commerce, che nel 2025 raggiungerà i 100 miliardi di euro di valore transato, e il nuovo atteggiamento degli italiani, sempre più propensi ad utilizzare carte e strumenti di pagamento digitale. Nonostante ciò, la velocità di cambiamento dell’Italia è ancora insufficiente per realizzare una vera Cashless Revolution e raggiungere le best practice europee
L'Italia sta accelerando il suo percorso verso la cashless society, ma non è ancora abbastanza veloce nella sua trasformazione per recuperare il gap con gli altri Paesi europei e per sfruttare appieno i vantaggi dell'economia digitale come motore per la ripartenza e lo sviluppo. Questo il messaggio che emerge dal Rapporto 2021 della Community Cashless Society organizzata da The European House – Ambrosetti.
La pandemia e le misure governative del Piano “Italia Cashless”, primo tra tutti il Cashback di Stato, hanno avuto un impatto rilevante sui comportamenti d'acquisto dei consumatori, tanto che nel 2020 si stima una riduzione del valore delle transazioni cashless limitato del 2% rispetto al -11,8% registrato dai consumi. Una lieve flessione, quella dei pagamenti digitali, che sarà del tutto riassorbita quest'anno. Proprio a partire dal 2021, infatti, e fino al 2025 si potrà assistere a una crescita esponenziale, con un incremento medio annuo del 12,7% (che porterà a superare i 425 miliardi di euro di transazioni a fine quinquenno) contro una crescita del 10,1% nel periodo 2015-2019. Una differenza di 2,6 punti percentuali rispetto al trend storico che – sottolineano i ricercatori - rappresenta concretamente l’accelerazione del trend dei pagamenti cashless legati alla “nuova normalità” post Covid che l'Italia sta vivendo.

Il boom dello shopping online

A sostenere la dinamica positiva di crescita stimata per i pagamenti cashless nei prossimi anni sarà in primo luogo l’e-commerce. Una tesi confortata dai dati dell'indagine effettuata secondo la quale 8 italiani su 10 hanno dichiarato che le abitudini di acquisto tramite e-commerce sviluppate nel periodo COVID-19 perdureranno anche una volta che l’emergenza sarà conclusa. Una tendenzacondivisa anche sul fronte business: circa il 75% degli operatori e-commerce delretail ritiene che gli attuali livelli di vendita sul canale online si stabilizzerannoanche quando la situazione legata alla pandemia si sarà normalizzata. Inoltre, sottolinea il Rapporto,la pandemia COVID-19 sta incrementando la diffusione di un comportamentodi acquisto dei consumatori multicanale con un rafforzamento del legame trastore online e fisici.
A rafforzare l'ipotesi di una crescita sostenuta dell'e-commerce è anche un confronto con gli altri Paesi. Oggi il mercato italiano vale 35,6 miliardi di euro, valore rilevante ma ancora lontano dal fatturato dell’e-commerce nel Regno Unito, dove raggiunge i 93 miliardi di Euro (2,6 volte quello italiano).
Partendo da queste evidenze, The European House – Ambrosetti ha stimato che l'e-commerce possa superare i 100 miliardi di euro nel 2025, con un tasso medio annuo del 20,7% nel prossimo quinquennio. Una crescita che spingerà i pagamenti cashless: nel 2025 il valore delle transazioni con carte di pagamento raggiungerà il 24% del totale, contro il 9,3% del 2015.

Gli altri driver per la Cashless Revolution

L’e-commerce non è, però, l’unico trend di rilievo nell’evoluzione dei pagamenti digitali. Esistono, spiega il Rapporto, almeno altri quattro trend, che comprendono ambiti regolatori e di mercato, da monitorare con attenzione nel processo evolutivo.
Innanzitutto la diffusione rapida degli innovative payment basati sull'uso di smartphone e wearable. Le stime sul 2020 vedono la sola componente di mobile payment nei negozi fisici raddoppiare rispetto al 2019 passando dagli 1,8 miliardi di euro fino a 3,3 miliardi di euro.
Altro driver è lo sviluppo di soluzioni di pagamento funzionali a semplificare e ampliare le modalità di pagamento offerte ai cittadini attraverso soluzioni digitali. L'esempio più in evidenza è l’assegno digitale.
Ancora: l’affermarsi di un paradigma di open finance che abilita modelli di collaborazione e competizione tra operatori finanziari tradizionali e le c.d. third party provider (TPP) che migliora la customer experience aumentando le opzioni di pagamento digitali a disposizione dell’utente.
Infine, la promozione di una Retail Payment Strategy da parte della Commissione Europea con l’obiettivo di realizzare un sistema di pagamenti al dettaglio completamente integrato nell’Ue.

Cashback, un contributo efficace? Sì, per 7 italiani su 10

È ancora molto acceso il dibattito politico sull'efficacia del Piano Italia Cashless, e in particolare sull'opportunità di destinare risorse significative sul Programma Cashback e sulla Lotteria degli Scontrini, le misure chiave individuate dal Governo per favorire e accelerare l'uso quotidiano degli strumenti di pagamento alternativi al contante.
Per analizzare questo aspetto, The European House – Ambrosetti ha effettuato un'indagine tra gli italiani, che non sembrano avere dubbi. Il 70% degli intervistati ha infatti dichiarato che il Cashback di Stato ha spinto ad un utilizzo più frequente dei mezzi di pagamento elettronici e il 39% ha affermato che ciò ha determinato anche un aumento dei consumi. Numeri che testimoniano da un lato l’efficacia della misura nell’avvicinare i cittadini agli strumenti di pagamento cashless e, dall’altro lato, a sostenere la dinamica dei consumi in un periodo di crisi come quello che sta attraversando il Paese.
Inoltre, il report evidenzia come gli effetti più marcati sono stati registrati tra i giovani e nel Mezzogiorno d’Italia. Il 93,3% dei cittadini nella fascia d’età 25-30 anni e il 77,1% dei residenti nel Mezzogiorno hanno dichiarato che il Cashback di Stato li ha spinti ad utilizzare maggiormente ipagamenti elettronici (rispetto ad una media italiana del 69,9%). Inoltre, il 60% della fascia d’età 25-30 anni e il 48,4% dei residenti nel Mezzogiorno hanno dichiarano che il “Cashback” di Stato li ha spinti a consumare di più (rispetto ad una media italiana del 39,3%).
Secondo il report di The European House – Ambrosetti l’introduzione del Cashback ha generato e può generare nei prossimi anni anche benefici diffusi per l’economia. In particolare, gli analisti hanno stimato consumi aggiuntivi fino a 24 miliardi di euro, con un gettito incrementale di circa 4,4 miliardi di euro e recupero del sommerso di 1,2 miliardi euro cumulati nel periodo dicembre 2020-dicembre 2022. Questo a fronte di una dotazione finanziaria complessiva di circa 5 miliardi nello stesso periodo.
Inoltre, il rapporto stima che anche dopo il 2022, grazie alla diffusione della cultura cashless tra i cittadini, il Cashback potrà abilitare tra recupero di gettito IVA aggiuntivo e recupero del sommerso e del VAT gap un valore complessivo cumulato di circa 9,2 miliardi aggiuntivi nel periodo dicembre 2020-2025.

Un gap che non si riduce

I dati positivi sul fronte dei pagamenti digitali registrati nel 2020 non devono far dimenticare la distanza che ancora ci separa dagli altri Paesi europei. Secondo il Cashless Society Index 2021 - lo strumento di monitoraggio che fotografa il posizionamento dei Paesi europeisulla base di 16 Key Performance Indicator – il divario dell'Italia con i best performer, ma non solo, è confermato. Anche quest'anno, infatti, siamo sestultimi in Europa, in ventitreesima posizione su 28 Paesi, per stato di avanzamento della cashless society. Dietro di noi solo Ungheria, Croazia, Grecia, Romania e Bulgaria.
E il Cashless Society Speedometer – un secondo indicatore elaborato dalla Community che misura la velocità con cui i Paesi dell’Unione Europea si muovono nella transizione verso a cashless society - conferma come l’Italia non possieda una velocità adeguata per raggiungere l’obiettivo nel 2025, anche se in lieve accelerazione verso i best performer europei. Infatti, il Paese ha raggiunto un punteggio pari a 9,2, superiore rispetto all’8,5 registrato nel 2020, ma ben inferiore alla media europea di 28,3.
 
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