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28 Febbraio 2020 / 01:07
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Open Banking, la sfida è in atto

 
Fintech

Open Banking, la sfida è in atto

di Flavio Padovan - 11 Febbraio 2020
Dal Paris FinTech Forum 2020 buone notizie per l'Italia: la piattaforma CBI Globe, a cui ha aderito l'80% dell'industria bancaria italiana, è un best case a livello internazionale e sta attirando l'attenzione anche di operatori di altri Paesi. E con la sua evoluzione, che sarà completata entro aprile, i PSP potranno svolgere un ruolo da protagonisti nell'offerta di servizi innovativi. Ne parla Liliana Fratini Passi, direttore generale CBI
L'industria bancaria italiana può contare su una piattaforma all'avanguardia in Europa per cogliere le opportunità dell'open banking e affrontare la nuova sfida competitiva che si gioca nel nuovo scenario delineato dalla PSD2. È questa la rassicurante notizia che arriva dal Paris FinTech Forum, l'evento che ha trasformato Parigi nella capitale internazionale della nuova finanza declinata nell'universo digitale. Due giorni di confronto tra quasi 3000 partecipanti provenienti da più di 70 Paesi, oltre 160 fintech presenti e 250 interventi da parte di Ceo che hanno contribuito a comporre un quadro d'insieme di un settore quanto mai dinamico che sta trainando l'evoluzione dei servizi finanziari e modificando modelli di business consolidati.
Solo 3 i relatori italiani inviatati dal Paris FinTech Forum. Tra questi Liliana Fratini Passi, direttore generale di CBI, chiamata a presentare nella sessione “Open banking in Europe: where do we stand?” l'esperienza di CBI Globe, piattaforma internazionale di open banking che aggrega ormai l’80% dell’industria bancaria italiana e che ha recentemente annunciato importanti evoluzioni entro aprile 2020 (leggi qui l'articolo). Bancaforte ha incontrato Fratini Passi al suo ritorno da Parigi per capire le dinamiche di questo settore strategico per il futuro dell'industria finanziaria e bancaria.

L'open banking è realtà dallo scorso 14 settembre. Al di là della compliance alla PSD2, qual è lo stato di evoluzione del settore finanziario europeo rispetto al cambiamento di paradigma che la direttiva abilita? E come si colloca l’esperienza italiana?

“Il panorama europeo si presenta ancora particolarmente frammentato. Un aspetto che le istituzioni europee stanno seguendo con attenzione perché potrebbe frenare il percorso di sviluppo di servizi in ambito open banking nonostante l’Europa sia all’avanguardia in tema di standard interoperabili di pagamento e di garanzie di sicurezza per il consumatore. In questi mesi in Europa sono state sviluppate molteplici piattaforme di open banking, basate principalmente su standard Berlin Group – caso a parte UK che si è mossa da vari anni con il proprio standard Open Banking – che però aggregano pochi soggetti. In tale scenario l’Italia può esser considerata una best in class in quanto CBI Globe, risponde pienamente al quadro regolamentare con una soluzione interoperabile a livello internazionale basata su standard EU wide (Berlin Group), ed è la piattaforma con il più alto numero di aderenti in termini di Prestatori di Servizi di pagamento e la più alta quota di mercato raggiunta rispetto al settore bancario di riferimento, aggregando l’80% dell’industria finanziaria italiana. Inoltre l'Italia, anche grazie al lavoro di coordinamento tra la Banca d'Italia, l'ABI e il CBI con lo sviluppo di CBI Globe, è tra i Paesi con la percentuale più alta di banche che hanno che hanno ricevuto l'esenzione dalla necessità di attuare un soluzione di fallback, in quanto la loro attività è stata giudicata completamente soddisfacente e in linea con i requisiti delle RTS. Al riguardo ricordo che oltre le 300 banche aderenti, ad oggi sono oltre 100 le Terze Parti che, a vario titolo, stanno interagendo con CBI Globe per servizi informativi (Account Information Service - AIS) e di pagamento (Payment Initiation Service - PIS), tra i quali sono presenti anche vari operatori esteri e le banche medesime”.

La sua partecipazione al Paris FinTech Forum è stata anche l'occasione per presentare l’evoluzione della piattaforma CBI Globe a livello europeo. Quale è stata la reazione degli operatori presenti?

“È stato un evento internazionale molto stimolante, con oltre 3.000 partecipanti e rappresentanti di Prestatori di Servizi di Pagamento e Fintech da oltre 70 Paesi. Nel panel a cui ho preso parte erano rappresentate le esperienze open banking del mercato inglese, francese e norvegese, oltre che quella italiana di cui mi sono fatta portavoce. Dal dibattito è emerso che in Europa le iniziative collaborative sono poche e queste poche sono molto apprezzate non solo dalle Istituzioni e dagli intermediari del settore finanziario, ma anche da quei soggetti che vogliono agire in qualità di Terze Parti – tra cui molteplici banche - e che, per poter offrire un servizio alla clientela, hanno necessità di una esperienza unificata ed integrazione uniforme con le banche, grazie ad una interfaccia semplificata come quella offerta da CBI Globe. Dopo aver implementato le API obbligatorie tutti si stanno concentrando sul rilascio di servizi di BFM (business finance management) e PFM (personal finance management) ma ancora i numeri non decollano e non sembrano emergere a livello europeo use case killer application. A livello nazionale le banche sono in grande fermento e quelle più avanti partiranno con i servizi di BFP e PFM da offrire alla propria clientela; ma questo è solo il punto di partenza. Come CBI abbiamo già identificato use case per consentire ai PSP di svolgere al meglio il ruolo attivo in ambito Open Finance, attraverso la proposizione commerciale di servizi innovativi alla più vasta clientela, anche attraverso un nuovo modello distributivo che vede la collaborazione tra più soggetti della filiera del mercato”.

Con la nuova funzione attiva di CBI Globe le banche e le Tpp potranno raggiungere i conti correnti dei propri clienti in tutta Europa. Quali sono i benefici per singole banche e terze parti?

“Questa nuova funzionalità consente alla banca di continuare ad essere il punto di riferimento per il proprio cliente. Non solo: le permette anche di svolgere un ruolo da fintech innovativa in grado di sviluppare servizi in modalità multibanca, raggiungendo i conti online detenuti dai propri clienti presso altre banche in tutta Europa. Con CBI Globe, soddisfatta la compliance PSD2, la banca aderente è ora in grado di comunicare con tutti i soggetti extra piattaforma, consentendo ai PSP di efficientare gli investimenti altrimenti necessari per implementare connessioni caratterizzate da diverse specifiche tecniche. Ciò consente, a chiunque lo desideri, di “giocare un nuovo ruolo attivo” nel mercato finanziario, di avere accesso a una soluzione basata sulle tecnologie più avanzate e dotata dei massimi standard di sicurezza. Una piattaforma che permette di connettersi con molteplici Intermediari di radicamento di conto tramite una singola connessione, in luogo delle molteplici connessioni altrimenti necessarie, garantendo pertanto notevoli risparmi in termini economici e di effort necessari. La flessibilità e scalabilità della piattaforma garantisce, inoltre, lo sviluppo di servizi multibanca innovativi, come ad esempio quelli di aggregazione di conti internazionali, gestione finanziarie avanzate, inizializzazione di pagamenti tramite applicazioni terze. Questi e molti altri servizi potranno essere offerti alla clientela mediante applicazioni e portali web caratterizzati da un’elevata customer experience portando la banca ad agire in una logica evoluta di bank as a platform".

Puntate a un'adesione vicina a quella ottenuta con il primo step di CBI Globe per la compliance alla PSD2? Vedete possibilità di mercato per CBI Globe anche a livello europeo?

“Lo scenario attuale è estramemente sfidante. I numeri raggiunti con il primo step sono molto elevati e la concorrenza in questa fase è certamente più ampia. CBI Globe è sicuramente una delle piattaforme che si candida ad attrarre Prestatori di Servizi di Pagamenti a livello internazionale. E non intendo solo gli incumbent, ma anche gli altri soggetti che desiderano offrire micro-servizi finanziari evoluti in risposta alle crescenti esigenze della clientela Corporate e Retail. CBI da oltre 20 anni rappresenta la «industry utility» per l’innovazione del settore finanziario a livello italiano ed europeo. Offriamo da sempre agli Intermediari servizi di standardizzazione e sviluppo pre-competitivo di servizi e piattaforme tecnologiche pienamente interoperabili e raggiungili da tutti gli attori dell’ecosistema finanziario, anche grazie alla costante presenza nei principali consessi di standardizzazione e normazione internazionale. È nostra intenzione continuare a garantire una risposta ai clienti con un time to market rapido e coerente con le dinamiche evolutive del mercato. Data la sua storia e il suo DNA, CBI non fa distinzione tra mercato nazionale ed internazionale e pertanto si rivolgerà a tutti coloro che vorranno giocare un ruolo attivo nel nuovo mercato dei pagamenti. La sfida è in atto”.
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