Interoperabilità e sovranità, la nuova agenda dei pagamenti europei
di Flavio Padovan
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20 Aprile 2026
Il confronto promosso a Roma da ABI e AEB segna un'accelerazione concreta verso l'integrazione del mercato dei pagamenti. Nell'intervista a Bancaforte, Gianluca Tiani analizza le priorità strategiche per il settore: ridurre la frammentazione, rafforzare la resilienza e costruire un ecosistema capace di coniugare innovazione, sicurezza e autonomia europea.
L'evoluzione del mercato europeo dei pagamenti sta attraversando una fase di accelerazione, in cui le direttrici dell'innovazione tecnologica si intrecciano con esigenze sempre più rilevanti di autonomia strategica, sicurezza e competitività globale. In questo contesto, il tema dell'interoperabilità tra soluzioni nazionali si afferma come uno snodo cruciale per superare la frammentazione e accompagnare la costruzione di un vero mercato unico dei pagamenti.
È in questa prospettiva che si inserisce l'incontro "Interoperability and European Payments Sovereignty", promosso dall'Associazione Bancaria Italiana e dall'Asociación Española de Banca (AEB) insieme a Bancomat e Bizum, tra i principali schemi domestici di Italia e Spagna. Un confronto che ha superato la dimensione tecnica per assumere un valore pienamente strategico: rafforzare la cooperazione tra attori europei e accelerare il percorso verso un mercato unico dei pagamenti. E che ha confermato il ruolo dell'ABI come piattaforma di coordinamento e indirizzo, capace di favorire la convergenza tra interessi industriali, innovazione di mercato e obiettivi di policy a livello europeo.
Il messaggio emerso dall'incontro è chiaro: la costruzione di un ecosistema dei pagamenti più integrato non può prescindere da una collaborazione rafforzata tra attori pubblici e privati, né da una visione condivisa che sappia coniugare sviluppo tecnologico, resilienza delle infrastrutture e fiducia degli utenti.
A margine dell'evento abbiamo intervistato Gianluca Tiani, Head of Strategy, Innovation & International Affairs Division dell'ABI, che a Bancaforte offre una chiave di lettura particolarmente significativa delle trasformazioni in atto e delle priorità che guideranno l'evoluzione del mercato europeo nei prossimi anni.
Dott. Tiani, i pagamenti sono oggi al centro del dibattito strategico europeo. Come si è arrivati a questo cambio di paradigma?
Negli ultimi anni i pagamenti hanno compiuto un salto di qualità molto significativo: da funzione di back office sono diventati uno degli ambiti più rilevanti della trasformazione digitale dei servizi finanziari. Oggi sono al centro di scelte strategiche, dinamiche competitive e processi di innovazione, spinti da tre driver principali - tecnologia, regolamentazione e preferenze degli utenti. Questo cambiamento è stato chiaramente formalizzato anche dall'Eurosistema e dalla Commissione europea con la Retail Payments Strategy, che ha segnato un punto di svolta e i cui obiettivi stanno progressivamente trovando attuazione.
In questo contesto, quanto pesa oggi il tema della sovranità europea nei pagamenti?
Il tema è diventato centrale, anche alla luce dell'evoluzione del contesto geopolitico. Oggi non possiamo più limitarci a parlare di efficienza o integrazione del mercato: dobbiamo affiancare a questi obiettivi anche la resilienza e l'autonomia strategica. Rafforzare la sovranità europea nei pagamenti è una priorità condivisa, che riguarda non solo il settore finanziario ma l'intera economia.
Quale contributo possono dare le soluzioni di mercato a questo obiettivo?
Come dimostrano Bancomat e Bizum, il settore privato ha un ruolo fondamentale. È chiamato a sviluppare soluzioni sull'area Euro, e in prospettiva paneuropee, che siano interoperabili, basate su modelli account-to-account e costruite sul pieno utilizzo degli instant payments. L'obiettivo è collegare le diverse iniziative esistenti, ridurre la frammentazione e offrire ai cittadini europei un'esperienza di pagamento omogenea anche oltre i confini nazionali.
L'interoperabilità sembra essere il punto chiave. Perché è così strategica?
Perché rappresenta la risposta più efficace alla frammentazione del mercato europeo. L'Europa è per sua natura diversificata, ma questa diversità non deve tradursi in inefficienza. L'interoperabilità consente di mettere a sistema le soluzioni esistenti in tempi relativamente rapidi e con costi contenuti, pur riconoscendo le complessità tecniche e commerciali che questo comporta.
Che ruolo deve giocare invece il settore pubblico, in particolare con il progetto dell'euro digitale?
Il settore pubblico ha una responsabilità fondamentale. Il progetto dell'euro digitale rappresenta un tassello importante dell'evoluzione del sistema dei pagamenti. Storicamente, moneta pubblica e privata hanno sempre coesistito, e riteniamo che questa coesistenza debba essere preservata anche in un contesto completamente digitalizzato. È quindi essenziale costruire un equilibrio sano e sostenibile tra queste due componenti. Per questo motivo, come settore bancario italiano e come ABI, siamo impegnati fin dall'inizio nel dialogo con l'Eurosistema e con i co-legislatori europei sul progetto di euro digitale. Continuiamo a contribuire attivamente affinché si arrivi alla migliore soluzione possibile. Sebbene non tutti gli aspetti siano ancora soddisfacenti, rileviamo segnali positivi di ascolto da parte della BCE e dei legislatori europei su diversi punti rilevanti.
Oltre a euro digitale e instant payments, quali altre evoluzioni dobbiamo aspettarci?
Un altro elemento chiave riguarda lo sviluppo di strumenti come e-money, deposit token e stablecoin. Sono soluzioni già oggi in fase di sperimentazione o applicazione e che potranno ampliare gli use case disponibili. Anche in questo ambito sarà fondamentale disporre di infrastrutture adeguate e garantire interoperabilità tra le diverse soluzioni.
Che ruolo gioca la cooperazione tra attori europei in questo scenario?
È un fattore decisivo. Negli ultimi anni abbiamo assistito a un livello di collaborazione tra operatori europei senza precedenti, anche grazie alla crescente consapevolezza dell'urgenza di agire. È fondamentale mantenere questo slancio e continuare a lavorare insieme per cogliere le opportunità e rafforzare l'autonomia strategica europea.
Guardando al futuro, quali saranno le direttrici principali dello sviluppo dei pagamenti in Europa?
Integrazione, sovranità e fiducia saranno i tre pilastri. L'Europa continuerà a essere un contesto plurale e articolato, ma dovrà essere in grado di costruire un ecosistema dei pagamenti capace di coniugare innovazione, sicurezza e competitività su scala globale.
Questi temi saranno centrali anche nell'agenda dell'edizione 2026 del Salone dei Pagamenti?
Assolutamente sì. Il tema della sovranità europea nei pagamenti, insieme all'interoperabilità tra soluzioni e alla coesistenza tra modelli pubblici e privati, rappresenta uno dei nodi strategici per il futuro del settore e sarà sicuramente al centro del confronto anche nella prossima edizione del Salone.