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02 Dicembre 2021 / 03:48
Il Salone al via. Patuelli: «Banche e pagamenti muovono l’innovazione»

 
Pagamenti

Il Salone al via. Patuelli: «Banche e pagamenti muovono l’innovazione»

di Mattia Schieppati - 3 Novembre 2021
Dal presidente dell’Abi, che apre le giornate del Salone dei Pagamenti, un quadro delle sfide di un futuro che è già presente: l’Euro digitale come prospettiva comune, il ruolo di tutti gli attori della filiera dei pagamenti nella trasformazione digitale del Paese. Nella Sessione plenaria di mercoledì 3 novembre i temi chiave dell’evoluzione in atto
Nessuna autocelebrazione, ma anzi estrema concretezza, che parte da una consapevolezza forte del momento decisivo che si sta vivendo e attraversando – di ripartenza, dopo quasi due anni incertezza dettata dalla pandemia – e del ruolo fondamentale che il mondo dei pagamenti e i diversi attori che lo muovono (banche, circuiti, fintech, aziende tecnologiche…) sta giocando e può giocare nel percorso di trasformazione digitale (che significa anche “sostenibile”) imboccata dal Paese.
La Sessione plenaria che mercoledì 3 novembre ha aperto la prima giornata dell’edizione 2021 del Salone dei Pagamenti è guidata da un titolo ampio, I Pagamenti in Europa: il futuro è già qui?, e gli interventi stanno al passo di questa domanda estremamente sfidante. Confermando, come sottolinea Andrea Cabrini, direttore di Class CNBC e chair dei lavori della Plenaria, come il Salone sia ormai diventato «l’evento di riferimento per la comunità dei pagamenti nel nostro Paese, e non solo: è un palcoscenico che guarda all’Europa e al mondo, soprattutto quest’anno, con la Pandemia che ha segnato uno spartiacque per la digitalizzazione del paese, compresi e a partire dal settore dei pagamenti».

Patuelli: «Le banche protagoniste dell'innovazione

«Non è un caso che l’ABI sia impegnata a promuovere ogni anno questo evento: le banche, in Italia, sono state, sono e saranno protagoniste dell’innovazione, e nello specifico dell’innovazione applicata ai pagamenti», dichiara con nettezza Antonio Patuelli, Presidente dell’Abi, nell’intervento che apre i lavori del Salone: «Lo sono state dalla metà dell’800, quando dopo l’Unità d’Italia hanno lavorato all’unificazione monetaria del Paese, lo sono state tra fine 800 inizio 900, come protagoniste della trasformazioni negli usi e nella fruizione del denaro cartaceo in sostituzione delle monete metalliche, e hanno continuato a esserlo, con un’accelerazione sempre maggiore, in tutto il percorso che ci ha portato oggi ai sistemi di pagamento elettronico. Le banche in Italia non hanno mai avuto paura dell’innovazione, ma sono anzi artefici dell’innovazione digitale nei pagamenti. E con questa stessa positività stiamo lavorando oggi al tema dell’Euro digitale, che sarà uno strumento importantissimo di evoluzione. Quella che dobbiamo far crescere, rispetto all’Euro digitale, più che una capacità tecnologica o tecnica, è una preparazione culturale e concettuale: le criptovalute rappresentano un’avanguardia tecnologica, se pur sregolata o non regolata, di un processo che sta avanzando. Siamo certi che la Bce, così come le altre Banche Centrali, saranno impegnate con le loro valute digitali ufficiali, istituzionali, nella lotta al riciclaggio, e nella lotta agli abusi delle pseudo valute digitali: sono questi i binari dei quali dobbiamo avere consapevolezza, che portano alla certezza del diritto».

Liquidità per investire sulla ripresa

Oltre a guardare all’orizzonte di sviluppo delle valute digitali, l’intervento di Patuelli guarda con concretezza al presente, a quei 1.800 miliardi di liquidità che gli italiani hanno sul conto corrente, un accumulo che è uno dei “frutti” della pandemia. «Gli italiani sono stati molto previdenti, purtroppo con differenze – non possiamo infatti assolutamente dimenticare chi non ha potuto accumulare, e anzi ha vissuto e sta vivendo delle difficoltà», osserva Patuelli. «Questa importante liquidità è utile. Non alle banche, ma affinché sia indirizzata verso investimenti produttivi, se pur mai con costrizioni. Confido che nella manovra complessiva che le Istituzioni stanno preparando ci siano degli incoraggiamenti per gli investimenti non speculativi ma a medio-lungo termine. Io ho una percezione personalissima: gli italiani sono usciti dalla pandemia e hanno in gran parte ripreso le normali abitudini con maggiore entusiasmo, voglia di vivere, lavorare, fruire, investire. Credo quindi che non assisteremo a ulteriori incrementi nei depositi, ma ci sarà una crescita dei consumi. Lo dimostra negli ultimi mesi per esempio la vivacità del mercato immobiliare, ma lo vediamo anche in tanti altri settori. “Eppur si muove”, insomma, mi viene da dire usando una citazione».
Un “movimento” in avanti che deve essere guidato all’interno di binari di garanzia tanto per gli attori in campo, quanto per gli stessi cittadini, nella consapevolezza – come ha sottolineato anche Patuelli – che «rispetto all’innovazione, le norme arrivano sempre dopo. L’importante è che  in questa fase le norme seguano a ruota l’innovazione, non con anni o decenni di ritardo».
 

 

Coeuré: «Il ruolo di stabilizzazione delle banche centrali»

Un tema cui ritorna nel suo intervento Benoit Coeuré, Head of the Innovation Hub Bank for International Settlements, che fotografa con lucidità lo scenario presente: «I pagamenti sono sempre stati un elemento di disruption», dice: «Anche e proprio per questo, quello che le banche centrali sono chiamate a fare in questo scenario di pagamenti in profonda trasformazione è attenersi al loro mandato e garantire la stabilità monetaria e finanziaria. Lo fanno e lo hanno sempre fatto con le valute fisiche, ora sono chiamate a farlo anche nel nuovo contesto della valuta digitale. Un contesto che – per dare davvero garanzie a tutti – ha bisogno di un grande sforzo di cooperazione, tra le Authorities, le banche centrali, le banche e tutti gli attori coinvolti».
 

 

Sella: «Così andiamo verso l'Euro digitale»

Una collaborazione che nel sistema italiano è già in atto, con il lavoro che sta svolgendo il Comitato Tecnico Innovazione ABI e rispetto al lavoro del quale è Pietro Sella, Presidente del Comitato (oltre che CEO di Sella Group), a portare una sintesi in questa apertura di Salone. «L’innovazione nel mondo dei pagamenti è ormai un dato di fatto, non è più un’ipotesi tecnica: lo vediamo in ogni attività quotidiana, nei volumi che vengono intercettati dai canali innovativi, nell’accesso di terze parti ai dati delle banche grazie ai sistemi di open finance, in tutto il mondo fintech…. Abbiamo ormai una consapevolezza diffusa che, per le banche, governare ed essere protagoniste dell’innovazione è una chiave di successo e di competitività. Non possiamo più pensare di rispondere ai nuovi bisogni con soluzioni vecchie: le banche lo sanno e vogliono giocare secondo le nuove regole del gioco. Il tema della Central Bank Digital Currency, che comunemente chiamiamo Euro digitale, si muove in questo scenario. Come Comitato Tecnico Innovazione abbiamo avviato un percorso di avvicinamento a questo nuovo scenario avviando sperimentazioni che ci consentano di comprenderne le funzionalità, di fare quei piccoli errori che sono normali in questa fase e che ci consentono di mettere poi a punto un sistema dove non possano verificarsi errori “grandi”. L’euro digitale può essere una piattaforma capace di abilitare casi d’uso nuovi che rispondano meglio alle nuove esigenze dei consumatori,  in primis l’esigenza di protezione e sicurezza».

Nella tavola rotonda, le voci dei protagonisti

Dopo questi interventi che tracciano il perimetro e lo scenario all’interno del quale si muovono le idee del Salone 2021, una tavola rotonda mette a confronto le sensibilità e le pratiche messe in campo dai principali operatori del settore, banche, circuiti di pagamento, mondo della consulenza.
Ad aprire la discussione è una survey realizzata da Accenture e le cui evidenze sono presentate da Massimiliano Colangelo, Senior Managing Director della società, che sottolinea come «nei prossimi tre anni le banche affronteranno un cambiamento significativo guidato degli elementi “core” de pagamenti, da prodotti e servizi come bonifici, addebiti, carte. Assiteremo a un processo di innovazione front-to-back, che parte dalla nuove esigenze evolute di customer experience e offre alle aziende la possibilità anche di creare nuove value proposition che siano limitrofe alla pura attività di pagamento».
Per tutti i protagonisti della tavola rotonda è evidente come la cesura della Pandemia abbia modificato in maniera netta lo scenario proprio a partire dalle mutate abitudini delle persone nella quotidianità. Marco Ferrero, Commercial Division Director Nexi, sottolinea come «c’è ormai una consapevolezza diffusa del fatto che il pagamento digitale non solo è più sicuro, ma è anche più semplice, più efficace per tutti: questa è una tendenza ormai consolidata. Stiamo vivendo un percorso di accellerazione digitale anche – soprattutto – grazie alle banche e agli attori che hanno affrontato la situazione di pandemia con grande resilienza e reattività: la maggiore diffusione dei pos e delle carte c’è stata perché le banche si sono attivate. Negli ultimi due anni è stata poi fatta anche una grande opera di education, ne confronti del mondo retail e dei consumatori, di cui si parla meno ma è importante tanto quanto l’investimento sulla tecnologia».
Alessandro Baroni, Deputy Head of Global Financial Services Worldline, afferma che «le forme di pagamento digitale sono il vero volano dell’iperdigitalizzazione che stiamo vivendo. A guidare questa accelerazione è la dinamica della domanda: consumatori ed esercenti hanno alzato il livello delle esigenze e della richiesta di tecnologie applicate ai pagamenti, e questo ha dato la spinta al sistema. Vediamo un incremento sensibile della complessità e della sofisticazione del sistema di cui facciamo parte, all’interno di un paradigma di open innovation che ha dato la chiave di volta».
 
 
Per Stefano Favale, Responsabile Global Transaction Banking Intesa Sanpaolo, «il settore bancario ha la resilienza, la forza e la clientela per essere determinante anche nell’ambito dell’innovazione, può dare un contributo importante che stiamo per esempio dimostrando nei proof of concept e nei test che realizziamo nel campo dell’instant payment. Facendo un ragionamento di sistema, e tornando al tema dell’Euro digitale, si tratta senza dubbio di una sfida rispetto alla quale per l’Europa e l’Italia si pone un’opportunità enorme per uscire da una situazione di frammentazione, e per lavorare in maniera avanzata sul fronte crossborder».
A riconoscere «il grande sforzo delle banche – a partire dalle banche nostre azioniste - per investire nelle iniziative di pagamento digitale» è Alessandro Zollo, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Bancomat, che attraverso i dati degli ultimi 18 mesi disegna un quadro di importante accellerazione dei digital payments e della loro pratica di utilizzo. Dati che non costituiscono un punto di arrivo, ma spingono in avanti: «Dopo gli importantissimi investimenti in tecnologia, adesso bisogna investire nella prospettiva di smaterializzazione delle carte, portandole negli smartphone. La sfida è dare velocità ai pagamenti, senza perdere in sicurezza».
«I trend di crescita, sia sul contactless che sull’ecommerce – anche dopo le riaperture dei negozi fisici – sono confermati. Gli obiettivi su cui come operatori dobbiamo focalizzarci sono la sicurezza dell’infrastruttura e la customer experience, che deve essere piacevole, qualunque strumento venga usato per la transazione», indica Stefano M. Stoppani, Country Manager Visa Italy, che rilancia: «Poi c’è un macro-compito rispetto al quale dobbiamo mettere in campo tutta la nostra responsabilità, e che non può che essere condiviso: bisogna lavorare tantissimo sull’educazione digitale del Paese, tutti insieme, mettendo da parte la competizione e i diversi obiettivi, per migliorare il sistema Paese».
Michele Centemero, Country Manager Italy Mastercard, conferma come l’evoluzione dei pagamenti digitali «stia procedendo di pari passo nel retail digitale come nel negozio fisico. Abbiamo registrato un +40% rispetto al 2019, e parliamo solo del mercato domestico, dal momento che il turismo praticamente non c’è stato. Quel che vediamo è che siamo di fronte a un consumatore molto più attento ed esigente, sa cosa vuole e come cercarlo, e questo spinge le aziende a uno sforzo ancora maggiore di innovazione orientata al cliente».
A portare su una prospettiva allargata il ragionamento è Liliana Fratini Passi, Direttore Generale CBI: «Una spinta importante ai trend di cui stiamo parlando è stata data dall’impegno comune sul fronte regolatorio», osserva Liliana Fratini Passi, Direttore Generale CBI. «Uno dei driver decisivi, in questo senso, è la spinta che arriva dalle Istituzioni europee a rimuovere le barriere all’interoperablità e guardare alla sicurezza operativa, per esempio puntando su tecnologie come la blockchain. Come CBI stiamo come sempre lavorando per promuovere questa innovazione collaborativa».
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