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13 Marzo 2026 / 14:51
 
Credito alle famiglie: oltre sei italiani su dieci hanno un finanziamento

 
Credito

Credito alle famiglie: oltre sei italiani su dieci hanno un finanziamento

- 13 Marzo 2026
La Mappa del Credito CRIF fotografa un mercato in crescita nel 2025: aumentano i cittadini con mutui o prestiti, rata media stabile a 279 euro
Il credito alle famiglie torna a crescere in Italia, con una platea sempre più ampia di cittadini che ricorrono a mutui o prestiti per sostenere consumi e investimenti. Nel 2025 oltre sei italiani su dieci hanno almeno un finanziamento attivo, una quota pari al 61,4% della popolazione maggiorenne, in aumento del 3,8% rispetto all'anno precedente.
È questa una delle principali evidenze che emergono dalla Mappa del Credito realizzata da Mister Credit - CRIF, lo studio che analizza l'utilizzo del credito rateale nel Paese a partire dai dati del sistema di informazioni creditizie EURISC e che restituisce una fotografia dettagliata delle dinamiche territoriali e delle scelte finanziarie delle famiglie italiane.
Parallelamente all'aumento della platea dei cittadini che ricorrono al credito, l'indebitamento complessivo resta sostanzialmente stabile. Nel 2025 la rata media mensile rimborsata dagli italiani è pari a 279 euro, mentre il debito residuo medio pro capite si attesta a 31.850 euro, con una crescita limitata allo 0,6% rispetto all'anno precedente. 
"Nel corso dell'ultimo anno il credito alle famiglie è tornato a crescere, sostenuto da una politica monetaria più favorevole e da un mercato del lavoro in condizioni complessivamente positive. Oggi più di sei italiani su dieci fanno ricorso al credito, mantenendo però grande attenzione alla sostenibilità della rata mensile, che rimane sostanzialmente stabile", osserva Beatrice Rubini, Direttore della linea Mister Credit di CRIF

Prestiti finalizzati la forma di credito più diffusa

Analizzando la composizione dei finanziamenti attivi emerge come i prestiti finalizzati all'acquisto di beni e servizi restino la forma di credito più diffusa tra le famiglie italiane, con una quota pari al 46,8% del totale. Seguono i prestiti personali, che rappresentano il 29,5%, mentre i mutui immobiliari si attestano al 23,7% dei contratti attivi. Le principali categorie di spesa confermano il ruolo centrale degli investimenti legati alla casa: al primo posto si collocano infatti interventi e acquisti per l'abitazione (42,3%), seguiti dai mezzi di trasporto (30,3%) e da elettronica ed elettrodomestici (18,7%). 

Differenze territoriali: rate più alte al Nord

L'analisi territoriale evidenzia differenze significative tra le diverse aree del Paese, soprattutto per quanto riguarda l'importo delle rate mensili. Le regioni con i valori più elevati sono Trentino-Alto Adige (425 euro), Lombardia (318 euro) e Veneto (306 euro), seguite da Emilia-Romagna (299 euro) e Friuli-Venezia Giulia (295 euro). Queste dinamiche riflettono in larga misura la maggiore incidenza dei mutui e il valore mediamente più elevato degli immobili nelle regioni del Nord. All'opposto, nel Sud e nelle Isole si registrano le rate più contenute, con valori intorno ai 236 euro in Sardegna e Sicilia e 237 euro in Calabria e Molise, territori nei quali il peso dei mutui nel portafoglio delle famiglie è inferiore alla media nazionale. 
Scendendo al livello provinciale, la rata media più elevata si registra a Bolzano (440 euro), seguita da Trento (410 euro), mentre tra le province con rate più basse figurano Sud Sardegna (218 euro) e Frosinone (220 euro). 

Debito residuo: valori più elevati nelle regioni con più mutui

Una distribuzione simile emerge anche osservando il debito residuo medio pro capite, cioè lo stock di debito ancora da rimborsare. Anche in questo caso il Trentino-Alto Adige guida la classifica nazionale con 52.956 euro, seguito dalla Lombardia con 40.448 euro e da Emilia-Romagna e Veneto, entrambe intorno ai 38.500 euro. All'estremo opposto della graduatoria si collocano diverse regioni del Sud: in Calabria, ad esempio, l'indebitamento medio si ferma a 19.208 euro, circa la metà rispetto ai livelli registrati nelle regioni del Nord con maggiore diffusione dei mutui. 

Come cambia la composizione del credito nelle regioni

La distribuzione delle diverse forme di finanziamento evidenzia differenze marcate tra i territori. I mutui risultano particolarmente diffusi nel Trentino-Alto Adige (32,4%), nel Friuli-Venezia Giulia (32,1%) e in Valle d'Aosta (30,9%), regioni nelle quali il finanziamento bancario rappresenta una leva centrale per l'acquisto della casa.
Nel Sud e nelle Isole, invece, la quota dei mutui scende sensibilmente, con valori pari al 12,9% in Calabria, 15,9% in Sicilia e 16,9% in Molise, anche per effetto di fattori sociali e culturali, come il maggiore ricorso al supporto familiare o la più diffusa permanenza dei giovani nell'abitazione dei genitori. 
Al contrario, nel Mezzogiorno risultano più diffusi prestiti personali e prestiti finalizzati, che in alcune regioni arrivano a rappresentare oltre la metà dei finanziamenti attivi, come nel caso della Calabria (53%) per i prestiti destinati all'acquisto di beni e servizi. 

Il profilo di chi ricorre al credito

Dal punto di vista demografico, il credito resta fortemente concentrato nella popolazione in età lavorativa. Le fasce 30-60 anni rappresentano infatti la quota più consistente dei consumatori attivi nel sistema creditizio, con oltre quattro persone su cinque tra i 41 e i 50 anni che hanno almeno un finanziamento in corso.
Tra i 18-30 anni la quota scende invece al 34%, riflettendo una minore capacità reddituale nella fase iniziale della vita adulta. Gli uomini rappresentano il 59,2% dei soggetti con finanziamenti, mentre le donne sono il 40,8%; nell'ambito dei mutui, tuttavia, la quota femminile sale al 45,6%, anche grazie alla diffusione delle richieste congiunte all'interno delle famiglie. 
 
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