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05 Ottobre 2026 / 17:45
Il migliore anno della nostra vita

 
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Il migliore anno della nostra vita

di Ildegarda, Ferraro - 12 Gennaio 2018
Accanto alle tragedie quotidiane cresce la tendenza a riconoscere che il mondo migliora. E invece di mitizzare i bei tempi andati si guarda al futuro con l’obiettivo di concreti passi avanti. E così, da un punto di vista complessivo, l’anno migliore della nostra vita è quello passato…e quello che vivremo
“Non pensate solo alle crisi. Il 2017 è stato l’anno migliore”. Guardo il quotidiano e spicca nitido in prima pagina. È l’editoriale di Nicholas Kristof, giornalista, scrittore e premio Pulitzer. Kristof, che normalmente per mestiere si occupa di tragedie, fa due conti semplici semplici. “Ogni giorno – scrive nel suo editoriale – il numero di persone in tutto il mondo che vivono in povertà assoluta (quelli che guadagnano meno di 2 dollari al giorno) scende di 217.000 unità, secondo i calcoli di Max Roser, un economista dell’Università di Oxford che gestisce un sito chiamato Our World in Data (il nostro mondo in dati). Ogni giorno 325.000 persone in più hanno accesso all’energia elettrica. E 300.000 persone in più hanno accesso a un’acqua potabile pulita”. Kristof va avanti e ricorda che non è mai stata così bassa la percentuale di chi soffre la fame, è in miseria o non sa leggere e scrivere. Scende anche il numero di chi è sfigurato dalla lebbra, accecato da malattie come il tracoma o affetto da altri mali.
E Nicholas Kristof non è un invasato che vuole raccontare una realtà inesistente. Scrive tutti i giorni di guerre e sciagure (qui il suo profilo), ma si rifiuta di fermarsi al dato contingente. Senza andare troppo lontano nel tempo ricorda che sessanta anni fa la maggioranza delle persone era analfabeta e viveva in estrema povertà. Ora meno del 15% degli esseri umani nel mondo non sa leggere e scrivere e meno del 10% vive in povertà estrema. Insomma, di questo passo in una quindicina d’anni l’analfabetismo e la povertà estrema potranno scomparire.
C’è tutta una scuola di pensiero che va in questa direzione. Steven Pinker, psicologo e neuroscienziato di Harvard, è autore tra l’altro di un best seller sul declino della violenza (ne abbiamo parlato qui). È in uscita un suo nuovo libro alla fine del prossimo febbraio, Enlightment Now, che rafforza gli studi su questi progressi. L’obiettivo di Pinker è tracciare un grande affresco sul progresso umano: le persone vivono più a lungo, più in salute, più libere e hanno vite più felici. Certo ci sono problemi anche di notevole spessore, le soluzioni secondo Pinker si possono trovare nell’ideale illuminista dell’uso della ragione e della scienza.
Anche chi si occupa in genere di guerre e disastri, come appunto Nicholas Kristof, è convinto che guardando lo scenario d’insieme non si possono non rintracciare evidenti progressi. E questo è certamente vero per il 2017. A meno che “il cielo non ci cada sulla testa”, unica preoccupazione di Abraracourcix, il capo del villaggio di Asterix tutto congiura perché le cose vadano meglio. D’altra parte, rispetto all’universo il mondo può essere considerato il villaggio di Asterix. Insomma, è probabile che il migliore anno della nostra vita come mondo è quello che vivremo. E non è solo un augurio.
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