Geopolitica, AI, fiducia: nella Plenaria di apertura di WeSec una visione comune
di Mattia Schieppati
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2 Settembre 2026
Con due tavole rotonde e una fireside chat il prossimo 22 settembre a Milano si apriranno i lavori di WeSec, Il Salone della Sicurezza. Tanti punti di vista da contesti diversi - banche, imprese, istituzioni italiane e internazionali - trovano un momento di confronto e di dialogo in occasione dell'evento promosso dall'Abi. Tutti i relatori e i temi della mattinata.
In uno scenario nel quale tensioni geopolitiche, intelligenza artificiale e crescente interdipendenza delle infrastrutture moltiplicano i fattori di rischio, la sicurezza diventa una componente della stabilità economica e della capacità stessa di innovare. Sono tanti e complessi i temi che verranno attraversati dalle diverse voci chiamate a portare il loro punto di vista, il prossimo
22 settembre dalle 10 all'Allianz MiCo di Milano, nella
Sessione Plenaria di apertura della prima edizione di
WeSec, Il Salone della Sicurezza, l'evento promosso da ABI e organizzato da ABIServizi in collaborazione con CERTFin, ABI Lab, OSSIF e FEduF e con Deloitte come Knowledge Partner.
Una mattinata, trasmessa anche in diretta su Sky 507 e guidata da Mariavittoria Zaglio, Journalist & Editor Innovation & Technology di Class CNBC, che traccia il perimetro delle due giornati di lavori. Il titolo, "Navigare l'incertezza: la fiducia come fondamento della stabilità", indica già la chiave di lettura della Plenaria: in un contesto sempre più digitale e interconnesso, la sicurezza non riguarda soltanto la capacità di respingere un attacco, ma quella di preservare la fiducia nelle istituzioni, nelle infrastrutture e nei servizi sui quali si fonda l'economia.
Ad aprire i lavori, alle 10, saranno gli interventi introduttivi del presidente dell'Abi, Antonio Patuelli, e del direttore di Milano Finanza, Roberto Sommella. Il confronto entrerà quindi nel vivo con la prima tavola rotonda, dedicata al rapporto tra instabilità geopolitica, accelerazione digitale e fiducia: un'occasione per mettere in dialogo prospettive normalmente distinte: quella bancaria di Roberto Parazzini, co-presidente del Comitato Tecnico-Scientifico sulla Sicurezza Digitale dell'Abi e Ceo di Deutsche Bank Italy, e di Antonio De Vita, Chief Security Officer di Intesa Sanpaolo; quella delle infrastrutture di pagamento con il presidente di Nexi, Marcello Sala; quella europea, con la vicepresidente BEI Gelsomina Vigliotti; quella della sicurezza nazionale, con il direttore generale dell'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale Andrea Quacivi e il capo di Stato Maggiore dell'Esercito Carmine Masiello.
Il passaggio dalla dimensione sistemica a quella più specificamente cyber sarà affidato al Fireside Chat dal titolo "Cyber conflict e resilienza europea nell'era dell'AI". Andrea Rigoni, componente dell'Advisory Board del Comitato Tecnico-Scientifico sulla Sicurezza Digitale dell'Abi e fondatore e managing partner di Altirium, dialogherà con Richard Clarke, esperto di politica di sicurezza nazionale del governo statunitense. Un confronto che parte da trent'anni di cyber conflict per interrogarsi sul salto di scala determinato dall'intelligenza artificiale e, soprattutto, sulla necessità di una collaborazione tra settori diversi per costruire una resilienza europea capace di rispondere a minacce che non rispettano più confini tra pubblico e privato.
A chiudere la plenaria sarà la seconda tavola rotonda, "Governare il digitale tra etica, sicurezza, innovazione e investimenti". Il punto di osservazione si sposta così dalla gestione della minaccia alla costruzione delle condizioni per anticiparla: nuovi standard, modelli di governance, responsabilità e investimenti diventano parti dello stesso disegno. Ne discuteranno Luigi Mastrangelo, FSI Industry Leader di Deloitte; Massimo Tononi, presidente di Banco BPM; Jane Horvath, partner di Gibson Dunn ed ex Chief Privacy Officer di Apple; David Neumarker, Ciso di Aruba; Stefano Stoppani, Country Manager di Visa Italia; e Fabrizio Burlando, Ceo di Bancomat.
Percorrendo le diverse voci, emerge con evidenza un fil rouge che attraversa l'intera mattinata e, più in generale, l'interno evento WeSec: la necessità di passare da un concetto di sicurezza costruito per compartimenti separati a un modello integrato, nel quale finanza, istituzioni, difesa e tecnologia condividano responsabilità e strumenti.
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