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06 Ottobre 2022 / 16:29
Euro digitale, sperimentazione al via dal 2023

 
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Euro digitale, sperimentazione al via dal 2023

di Flavio Padovan - 19 Novembre 2021
Fabio Panetta (Bce) lo ha annunciato nell’audizione al Parlamento europeo, sottolineando come sia essenziale accelerare sul progetto “per consentire l’utilizzo della moneta della banca centrale a fini transattivi anche in futuro, nell`era digitale" e "per preservare la nostra sovranità monetaria e il grado di apertura e concorrenza del mercato dei pagamenti”
La task force per l’euro digitale guidata dalla Bce dovrebbe sbloccare i principali nodi progettuali entro l’inizio del 2023 e quindi si potrà iniziare a sviluppare un prototipo nei mesi seguenti. Ad annunciarlo durante l’audizione alla Commissione per i problemi economici e monetari del Parlamento europeo è Fabio Panetta, Membro del Comitato esecutivo della BCE, facendo il punto sulle ragioni che inducono a procedere “speditamente, ma senza fretta” nella creazione dell’euro digitale.
"La posta in gioco è elevata - ha spiegato parlando del progetto avviato a luglio in fase istruttoria - e ci muoviamo su un terreno inesplorato. Dobbiamo prenderci il tempo di lavorare scrupolosamente e considerare tutti gli aspetti affinché la moneta della banca centrale continui a svolgere il suo ruolo di àncora della stabilità al centro del sistema dei pagamenti e del sistema finanziario".

Perché è importante l’euro digitale

Nel suo intervento Panetta ha ricordato le ragioni per le quali la Banca Centrale Europea ritiene fondamentale portare avanti il progetto dell’euro
“In un'economia sempre più digitale – ha detto - il contante potrebbe essere emarginato perché non servirebbe più alle esigenze di pagamento delle persone. E le persone avrebbero pochi incentivi a detenere denaro se non fossero in grado di usarlo come mezzo di scambio".
Da qui l’importanza del progetto relativo all`euro digitale, “essenziale per consentire l`utilizzo della moneta della banca centrale a fini transattivi anche in futuro, nell`era digitale". Oggi, ha rilevato Panetta, i cittadini possono detenere la moneta della banca centrale sotto forma di banconote contanti, ma ricorrono in misura crescente ai mezzi di pagamento digitali e agli acquisti online. In un`economia sempre più digitale il contante rischia però di perdere rilevanza, in quanto potrebbe infatti divenire progressivamente meno adatto alle esigenze dei consumatori".

Sovranità monetaria da difendere

Ma c’è anche un problema di sovranità monetaria. Il 70% circa delle transazioni con carte effettuate in Europa fa capo a soggetti esteri, ha ricordato Panetta. “Se il ruolo di questi operatori continuasse a crescere ci dovremmo porre seri interrogativi sull`autonomia dell`Europa nel campo dei pagamenti e sulle possibili implicazioni per i consumatori. Oggi molti cittadini europei possono utilizzare anche all’estero le loro carte di debito – come l’EC-Karte in Germania o il Bancomat in Italia –  grazie a un accordo stipulato tra le loro banche e le società internazionali emittenti delle carte. Ma in futuro per alcune carte l`uso transfrontaliero potrebbe essere limitato da decisioni prese nell`ambito dei circuiti di carte internazionali, dalle quali dipende la possibilità di continuare a offrire tali servizi".
Inoltre, ha continuato Panetta, il ricorso alle attività digitali quali le cripto-attività e le stablecoin e la loro fruibilità come strumenti di pagamento, benché ancora limitati, sono in rapido aumento; dagli inizi del 2020 il valore delle stablecoin in circolazione è aumentato da 5 a 120 miliardi di dollari. Al tempo stesso le grandi società tecnologiche, le cosiddette bigtech, sono divenute attive nella prestazione di servizi finanziari. Una possibile confluenza di queste due tendenze – la crescita delle stablecoin e il maggior ruolo delle bigtech nella finanza – potrebbe alterare il funzionamento dei mercati finanziari globali e spiazzare i servizi di pagamento tradizionali.
Secondo Panetta, "ciò richiede innanzi tutto di ridefinire il quadro regolamentare e di vigilanza. Ma anche questo potrebbe non bastare. Un euro digitale ridurrebbe il rischio che il funzionamento e il grado di concorrenza del sistema dei pagamenti europeo siano alterati dal ruolo preponderante di strumenti di pagamento digitali gestiti da soggetti esteri e bigtech in grado di sfruttare ampie economie di scala e forti vantaggi informativi. Al fine di preservare la nostra sovranità monetaria e il grado di apertura e concorrenza del mercato dei pagamenti dobbiamo intervenire ora".

Con l'euro digitale privacy protetta

Un altro fattore che spinge a creare l'euro digitale è la privacy dei cittadini, perché, ha affermato Panetta, "la BCE non ha obiettivi di profitto connessi con la disponibilità dei dati personali degli utenti. L’euro digitale innalzerebbe quindi il livello di riservatezza, offrendo ai cittadini una forma di moneta digitale pienamente rispettosa della privacy".
Non sempre è così oggi con la digitalizzazione dei pagamenti. "Ogni operazione che effettuiamo con strumenti digitali - avverte Panetta - contiene informazioni personali che sono spesso successivamente impiegate da società private per svariate finalità. Le norme esistenti mirano a evitare abusi, ma non sempre sono sufficienti per tenere il passo dell’innovazione tecnologica".

Nuove opportunità

La Banca centrale è convinta che l'euro digitale  possa creare "nuove opportunità commerciali per l’offerta di servizi finanziari",  agendo anche  da catalizzatore per il progresso e l’innovazione tecnologica nel settore privato. Inoltre, evidenzia Panetta, "si realizzerebbero condizioni di parità concorrenziale per gli intermediari finanziari, aumentandone la competitività. Essi potranno offrire alla clientela una forma di moneta della banca centrale, da combinare con nuovi servizi digital euro inside”.

"Le buone scelte richiedono lungimiranza"

Per Panetta le banche centrali devono mostrare capacità di innovazione per tenere il passo con il mutare delle abitudini di pagamento e gli sviluppi globali. Nella progettazione dell’euro digitale, ha continuato, dobbiamo prendere in considerazione non soltanto il sistema dei pagamenti di oggi, ma anche quello di domani, in cui potrebbero irrompere nuovi protagonisti, nuove attività digitali e nuove soluzioni di pagamento. "Le buone scelte richiedono lungimiranza", ha concluso Panetta.
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