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30 Novembre 2021 / 21:21
Cresce il credito al consumo “green”

 
Credito

Cresce il credito al consumo “green”

di Flavio Padovan - 10 Novembre 2021
È salita al 7% la quota di mercato coperta da finanziamenti per l’acquisto di beni a basso impatto ambientale. E già 8 banche su 10 offrono soluzioni dedicate, con agevolazioni per i consumatori. La fotografia in una ricerca CRIF, Sda Bocconi e Assofin presentata al CRIF Finance Meeting 2021
Anche nel credito al consumo si sta facendo rapidamente strada la sensibilità ai temi ESG. A provarlo i dati dell’indagine realizzata da CRIF in collaborazione con SDA Bocconi School of Management e Assofin, e presentata in occasione dell’edizione 2021 del CRIF Finance Meeting in programma dall'8 al 12 novembre (qui per la richiesta di iscrizione gratuita: https://bit.ly/3l0o5ra)
La ricerca “Consumer ESG Credit”, la prima realizzata in Italia su questi temi con riferimento ai finanziamenti retail, permette di capire come la trasformazione in atto stia impattando sulla domanda e l’offerta di credito al consumo. Vediamo i principali dati che sono emersi.

Green lending in aumento

Le banche coinvolte nella ricerca – che fa riferimento a un campione di istituti generalisti e operatori specializzati nel credito al consumo, multi-franchise e captive, rappresentativi del mercato italiano - hanno dichiarato nel 2020 una leggera crescita dell’incidenza del credito a sostegno degli acquisti di prodotti a basso impatto ambientale, rispetto al totale dei flussi finanziati. Dall’indagine quantitativa emerge che la percentuale di finanziamenti per spese “green” è aumentata dal 4% nel 2019 al 7% nel 2020 (non considerando le carte di credito), evidenziando un importante incremento dell’incidenza del green lending. Anche le prospettive per il 2021 sono ancora di crescita. 

Dai veicoli elettrici o ibridi una spinta ai prestiti finalizzati verdi

Per quanto riguarda i prestiti finalizzati “green”, le società di credito offrono principalmente soluzioni per supportare investimenti per la mobilità sostenibile, per impianti a energia rinnovabile, isolamenti termici e altri interventi finalizzati a ridurre l’impatto ambientale delle abitazioni.
Negli ultimi anni gli operatori coinvolti nella ricerca hanno registrato un costante aumento delle richieste per prestiti finalizzati all’acquisto di autovetture ibride/elettriche o a due ruote elettriche. In particolare, un quarto dei flussi finanziati nel 2020 per autovetture nuove si riferisce ad acquisti di veicoli ibridi ed elettrici. Gli opinion leader coinvolti nella fase qualitativa dichiarano, inoltre, che tale percentuale sta assumendo un valore ancora più elevato nel corso del 2021.
Significativo il contributo dell’offerta per accompagnare il cliente al cambiamento. Il 50% delle banche e delle società finanziarie che propongono prestiti finalizzati al sostegno di acquisti green – sottolinea la ricerca - include incentivi alla propria offerta di prestiti per l'acquisto di auto e moto a basso impatto ambientale.
Nello specifico, il 29% di queste propone un piano di ammortamento flessibile o un tasso di interesse più basso mentre il 21% offre altre tipologie di agevolazione come l’azzeramento delle spese di istruttoria pratica per indirizzare la clientela verso scelte green. Non sono rare, le proposte di finanziamento con durata più lunga, anche del 40%, per le quattroruote elettriche al fine di accompagnare il cliente al cambiamento.

Efficientamento energetico e rinnovabili trainano i finalizzati ESG per la casa

Tra i beni per la casa per i quali il consumatore può richiede un prestito “green” rientra l’installazione di impianti fotovoltaici e di infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici, la realizzazione di opere di isolamento termico dell'involucro dell'abitazione e di sostituzione degli impianti di climatizzazione, l’acquisto di elettrodomestici e illuminazione di classe A+ (o superiore) e la sostituzione dei serramenti.
Due terzi delle banche e società finanziarie intervistate propongono agevolazioni. Più nel dettaglio, il 60% degli operatori offre un tasso di interesse più basso per i prestiti finalizzati all’acquisto di beni “green” per la casa, rispetto a quelli tradizionali, mentre il 20% propone un piano di ammortamento flessibile.

Anche i prestiti personali guardano alla sostenibilità

Il 44% degli istituti finanziari coinvolti nella ricerca dichiara di avere evidenza che il prestito personale concesso sia stato utilizzato per spese e investimenti in prodotti “green” quali autovetture ibride o elettriche e impianti per l’efficientamento energetico delle abitazioni.
Inoltre, quasi la metà degli operatori ha confermato di offrire una linea di prodotti con particolari caratteristiche per i prestiti personali “green”, proponendo un tasso di interesse più basso (nel 50% dei casi) e minori commissioni (per il 25%) rispetto all’erogazione di un prestito tradizionale.
“La sensibilità dei consumatori verso la sostenibilità e le tematiche ambientali è sempre più elevata anche se le scelte di acquisto “green” spesso restano ancora influenzate dal vantaggio economico immediato”, commenta Simone Capecchi, Executive Director di CRIF. “Gli intermediari finanziari stanno maturando una chiara consapevolezza di come, offrendo prodotti di credito ad hoc, potranno cogliere importanti opportunità di business e, al contempo, giocare un ruolo determinante nel favorire il perseguimento degli obiettivi climatici e della transizione verso un modello di sviluppo sostenibile. Un’ulteriore spinta arriva anche le linee guida dell’Autorità Bancaria Europea (EBA) che contengono nuovi criteri da adottare durante la fase di concessione e gestione dei finanziamenti, ricorda Capecchi, suggerendo di incorporare anche i fattori ESG nell’analisi finanziaria dei richiedenti credito.

Sempre più attenzione ai temi ESG

L’attenzione alle tematiche ESG da parte degli operatori di settore trova riscontro nelle offerte rivolte ai clienti finali, che incoraggiano i consumatori e le imprese a fare scelte più ecosostenibili e a generare un impatto sociale positivo. Per soddisfare la crescente domanda, molti operatori del credito stanno lanciando soluzioni di prodotti “green” mirati, come mutui e prestiti, allo scopo di stimolare gli acquisti o la realizzazione di lavori in ottica sostenibile.
Dalla ricerca CRIF-SDA Bocconi-Assofin emerge che già oggi l’81% delle società intervistate offre soluzioni di prestito "green" ai propri clienti, ovvero finanziamenti dedicati all’acquisto di beni e servizi che contribuiscono principalmente a ridurre il proprio consumo energetico o l’utilizzo di energia da fonti fossili.
Se fino a qualche anno fa i prodotti “green” occupavano una parte minoritaria del portafoglio delle offerte di credito ai consumatori, oggi per il 43% delle banche e società finanziarie rappresentano una priorità addirittura maggiore dei prodotti tradizionali. Priorità destinata a crescere in modo sostanziale nei prossimi 2-3 anni per oltre il 57% delle aziende di credito intervistate, guidata da una serie di driver tra i quali l’opportunità di miglioramento della propria reputazione e immagine aziendale (29%) e un’aumentata customer loyalty (15%) e il necessario allineamento alle normative vigenti (14%).

Credito al centro della transizione

Per Umberto Filotto (nella foto sopra), Affiliate Professor di Banking and Insurance di SDA Bocconi School of Management, il credito è un vettore essenziale per promuovere la transizione green nelle abitudini dei consumatori e l’accensione di un finanziamento a sostegno della realizzazione di un progetto eco-virtuoso incontra, rispetto al passato, maggiore apertura da parte dei consumatori. Ma, sottolinea Filotto, vi è ancora non poca strada da percorrere: da un lato i consumatori debbono acquisire ancor maggior sensibilità ai temi ambientali e far propria l’idea che acquistare un bene green è positivo di per sé e non solo se accompagnato da un beneficio economico, dall’altro banche e finanziarie, alla luce della sensibilità appena evidenziata, devono sviluppare proposte sempre più convenienti anche per quanto riguarda le condizioni.
“Allocare parte degli incentivi pubblici riconosciuti al green sulla componente finanziamenti – dichiara Filotto - potrebbe avere effetti importanti posto che i dati dicono che oltre la metà degli italiani sostiene che la possibilità di accedere ad un finanziamento agevolato aumenterebbe la propria propensione a sostituire gli impianti domestici o l’auto passando a sistemi e tecnologie ecosostenibili”.
Secondo Capecchi i risultati della ricerca evidenziano come la maggior parte degli operatori di settore siano impegnati a modificare l’offerta di credito al consumo, investendo in linee di prodotto specifiche, anche a seguito del graduale processo che vede prioritaria la produzione di beni di consumo a bassa emissione CO.
“Si tratta di una scelta quasi obbligata che permette ai player del credito al consumo di posizionarsi in tempo con un’offerta di finanziamenti in linea con le nuove esigenze dei consumatori che dopo il Covid sembrano diventati più sensibili alle tematiche ambientali”, conclude Capecchi.
 
Si svolgerà il 13 e 14 dicembre la prima edizione di ESG in banking: sostenibilità è sviluppo, il nuovo evento annuale promosso dall’ABI sulla trasformazione sostenibile dell’industry bancaria.
Al centro della due giorni lo sviluppo di una economia sostenibile,asset sempre più centrale nelle strategie dei principali gruppi bancari da tempo impegnati a migliorare i propri profili ESG, e pilastro fondante del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).
Qui per maggiori informazioni: https://esg.abieventi.it/
 
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