Credito: costruire “infrastrutture del futuro” in tempi incerti
di Mattia Schieppati
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13 Marzo 2026
In vista di Credito al Credito 2026 (31 marzo-1 aprile), con Umberto Filotto, Segretario Generale Assofin, abbiamo provato a declinare il titolo dell'evento nella realtà dell'approccio delle famiglie al credito. Con uno scenario globale più che mai in evoluzione, l'attesa per l'implementazione della nuova Direttiva europea, e le nuove opportunità che innovazione tecnologica e AI mettono a disposizione del settore.
Il credito come "infrastruttura del futuro". Questo il titolo dell'edizione 2026 di
Credito al Credito, l'evento promosso da ABI in collaborazione con ASSOFIN in programma i prossimi
31 marzo e 1 aprile a Milano (info e iscrizioni
qui). Un titolo - e un approccio di pensiero - coraggiosi, in una fase storica nella quale le incertezze, senza dubbio, prevalgono rispetto a quella stabilità che è un presupposto fondamentale per mettere in campo visioni di lungo termine. Ma, al contempo, è una riaffermazione del ruolo centrale che il credito svolge e necessariamente deve continuare a svolgere nel sostenere la crescita di famiglie e imprese, ovvero l'infrastruttura sociale ed economica del Paese. L'intervista con
Umberto Filotto, Segretario Generale di Assofin, parte proprio da questo delicato, ma sostanziale, contrasto tra la necessità per il settore di ragionare sul lungo periodo.
Professor Filotto, il titolo di quest'anno riconosce al credito il ruolo di "infrastruttura del futuro". In uno scenario globale così incerto, quale può essere il ruolo del credito?
Dire cosa succederà nei prossimi mesi o anni è estremamente difficile. Può sostenere di saperlo con certezza solo chi è in possesso della leggendaria sfera di cristallo. Il mercato del credito alle famiglie è, prima di tutto, un mercato di aspettative: le persone ricorrono ai finanziamentisolo se contano di poter restituire il denaro ricevuto. Questo significa che fattori esterni, come l'andamento dell'economia o le tensioni geopolitiche, incidono molto sui scelte. Se domani terminassero i conflitti che oggi pesano sul contesto internazionale, assisteremmo senza dubbio a una forte ondata di ottimismo. Se invece l'incertezza dovesse prolungarsi, sarà necessario capire quanto durerà e quali effetti potrà produrre su inflazione, redditi e fiducia. Su questo, oggi, nessuno può fare previsioni affidabili.
Nonostante questo quadro complesso, quali sono stati gli andamenti del mercato del credito al consumo nell'ultimo anno?
Il 2025 è stato un anno tutto sommato positivo. Il credito al consumo ha registrato una crescita del 4,3% e la componente fruttifera (escludendo quindi le carte a saldo) è aumentata del 6,7%. Non è certo stato un anno privo di tensioni, e non stiamo attraversando dal punto di vista del credito un periodo particolarmente brillante, ma non abbiamo osservato cambiamenti significativi nei comportamenti delle famiglie. Hanno contribuito alla stabilità della situazione sia la discesa dei tassi sia una certa resilienza del sistema economico.
Uno dei temi più rilevanti per il settore, e che sarà protagonista anche a Credito al Credito, è il recepimento della CCD2, la nuova direttiva europea sul credito ai consumatori. A che punto siamo?
La Direttiva è stata recepita con un decreto legislativo, ma ora siamo in attesa delle Istruzioni di vigilanza che ne definiranno l'applicazione concreta. Questo passaggio è fondamentale, perché stabilirà come i principi contenuti nella normativa verranno tradotti operativamente. Gli operatori auspicano tempi brevi, anche perché l'Italia è stata tra i primi Paesi a recepire la Direttiva nella normativa primaria. È un vantaggio importante: arrivare prima significa poter lavorare con regole già definite mentre altri Paesi stanno ancora adeguando il proprio quadro normativo. Perdere questo vantaggio competitivo sarebbe un peccato.
Quali elementi della Direttiva possono incidere maggiormente sul settore?
La Direttiva nasce con l'obiettivo di rafforzare la tutela dei consumatori. È una caratteristica tipica delle normative europee . Tuttavia, a mio avviso, il testo è stato costruito con equilibrio e il recepimento italiano è stato fatto con attenzione. Introduce nuove forme di protezione e maggiore trasparenza nei confronti dei clienti, ma senza trascurare le esigenze operative degli intermediari. Molto dipenderà, comunque, dalle modalità con cui queste disposizioni verranno applicate nella pratica.
In questo contesto, quale ruolo può avere un appuntamento come Credito al Credito?
L'evento, come ci viene confermato ogni anno, è prima di tutto un momento di confronto importante tra gli operatori del settore. La sua funzione è proprio quella di creare uno spazio in cui discutere i principali fenomeni che stanno trasformando il mercato. In una fase di grande incertezza come quella che stiamo attraversando, avere l'occasione di incontrarsi, confrontarsi, osservare le questioni da diversi punti di vista e capire quali sono gli orientamenti del settore diventa particolarmente prezioso.
Tra le "infrastrutture" che stanno cambiando il settore c'è sicuramente quella tecnologica. Quanto stanno incidendo innovazione e intelligenza artificiale nel credito al consumo?
Il credito al consumo è sempre stato un settore molto avanzato dal punto di vista tecnologico. Già in passato è stato tra i primi a utilizzare sistemi evoluti di analisi dei dati e oggi continua su questa strada. Le tecnologie più recenti, inclusa l'intelligenza artificiale, stanno rendendo ancora più sofisticata la capacità di leggere e interpretare le informazioni disponibili. Non si tratta solo di valutare il merito creditizio: gli strumenti digitali incidono anche sul marketing, sull'individuazione dei target di mercato e sulla gestione della relazione con il cliente. Bisogna ricordare che il credito al dettaglio lavora su numeri molto grandi, spesso milioni di persone. Per questo servono strumenti in grado di individuare profili specifici all'interno di una massa di dati apparentemente uniforme, così da rispondere in modo mirato ai bisogni dei diversi clienti. È una sfida complessa, ma il settore è abituato a confrontarsi con l'innovazione tecnologica.