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22 Maggio 2022 / 13:51
Credito, il Rapporto ABI a maggio

 
Credito

Credito, il Rapporto ABI a maggio

22 Maggio 2020
Tra le principali evidenze: i prestiti a famiglie e imprese sono aumentati dell’1,4% rispetto a un anno fa. I tassi di interesse sulle nuove operazioni di finanziamento sono su livelli particolarmente bassi, con un tasso medio sul totale dei prestiti del 2,44%
(Il rapporto mensile dell’ABI rende disponibili una serie di informazioni quantitative che sono in anticipo rispetto ad ogni altra rilevazione in proposito. Tale possibilità è determinata dal fatto che le banche sono i produttori stessi di queste informazioni).

Dinamica dei prestiti bancari

Ad aprile 2020, i prestiti a famiglie e imprese sono aumentati dell’1,4% rispetto a un anno fa. Tale evidenza emerge dalle stime basate sui dati pubblicati dalla Banca d’Italia, relativi ai finanziamenti a famiglie e imprese (calcolati includendo i prestiti cartolarizzati e al netto delle variazioni delle consistenze non connesse con transazioni, ad esempio, variazioni dovute a fluttuazioni del cambio, ad aggiustamenti di valore o a riclassificazioni) (tabella 1).

Tassi di interesse sui prestiti

Ad aprile 2020 i tassi di interesse sulle nuove operazioni di finanziamento sono su livelli particolarmente bassi, e registrano le seguenti dinamiche:
  • il tasso medio sul totale dei prestiti è il 2,44% (2,46% il mese precedente e 6,18% prima della crisi, a fine 2007) (tabella 2).
  • il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese è l’1,18% (1,07% il mese precedente; 5,48% a fine 2007).
  • il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni è l’1,40% (1,38% a marzo 2020, 5,72% a fine 2007).

Qualità del credito

Le sofferenze nette (cioè al netto delle svalutazioni e accantonamenti già effettuati dalle banche con proprie risorse) a marzo 2020 sono 26,5 miliardi di euro, in calo rispetto ai 31,7 miliardi di marzo 2019 (-5,2 miliardi pari a -16,3%) e ai 52,8 miliardi di marzo 2018 (-26,3 miliardi pari a -49,7%) (tabella 3). Rispetto al livello massimo delle sofferenze nette, raggiunto a novembre 2015 (88,8 miliardi), la riduzione è di oltre 62 miliardi (pari a -70,1%).
Il rapporto sofferenze nette su impieghi totali è dell’1,53% a marzo 2020 (era 1,84% a marzo 2019, 3,04% a marzo 2018 e 4,89% a novembre 2015).

Dinamica della raccolta da clientela

In Italia i depositi (in conto corrente, certificati di deposito, pronti contro termine) sono aumentati, ad aprile 2020, di oltre 95 miliardi di euro rispetto ad un anno prima (variazione pari a +6,3% su base annuale), mentre la raccolta a medio e lungo termine, cioè tramite obbligazioni, è scesa, negli ultimi 12 mesi, di circa 11 miliardi di euro in valore assoluto (pari a -4,7%). La dinamica della raccolta complessiva (depositi da clientela residente e obbligazioni) risulta in crescita del +4,8% ad aprile 2020 (tabella 4).
Tassi di interesse sulla raccolta
Ad aprile 2020 il tasso di interesse medio sul totale della raccolta bancaria da clientela (somma di depositi, obbligazioni e pronti contro termine in euro a famiglie e società non finanziarie) è in Italia lo 0,57%, (0,57% anche nel mese precedente) ad effetto:
  • del tasso praticato sui depositi (conti correnti, depositi a risparmio e certificati di deposito), 0,36% (0,36% anche nel mese precedente);
  • del tasso sui PCT, che si colloca a 0,38% (0,34% il mese precedente);
  • del rendimento delle obbligazioni in essere, 2,12% (2,14% a marzo 2020; tabella 5).
Margine tra tasso sui prestiti e tasso sulla raccolta
Il margine (spread) fra il tasso medio sui prestiti e quello medio sulla raccolta a famiglie e società non finanziarie permane in Italia su livelli particolarmente infimi, ad aprile 2020 risulta di 187 punti base (189 punti base nel mese precedente), in marcato calo dagli oltre 300 punti base di prima della crisi finanziaria (335 punti base a fine 2007).
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