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11 Gennaio 2026 / 03:11
Compensare o non compensare: una questione di consapevolezza

 
ESG

Compensare o non compensare: una questione di consapevolezza

di Francesca Rosati * e Giorgio Recanati ** - 20 Dicembre 2025

Nel percorso verso la neutralità climatica, la compensazione delle emissioni non è una scorciatoia tecnica ma una scelta strategica. Il mercato volontario dei crediti di carbonio è in evoluzione e richiede alle banche metodo, trasparenza e consapevolezza. Il progetto ABI Lab "Action Plan for CO₂ Offset" e il report "Perché ogni tonnellata conta" offrono un quadro di riferimento per orientare decisioni che incidono sul bilancio climatico, sulla credibilità ESG e sulla fiducia degli stakeholder

Ridurre le emissioni è ormai un imperativo condiviso, ma cosa succede quando le azioni diabbattimento non bastano più? È qui che può entrare in gioco la compensazione delleemissioni attraverso i crediti di carbonio, che corrispondono alla riduzione oall'assorbimento di tonnellate CO₂ eq. Tale strumento può risultare utile ma il suo usorichiede conoscenza, cautela e trasparenza.
Le banche italiane, impegnate da anni nei propri percorsi di decarbonizzazione, sonochiamate ad approfondire un tema rilevante: il ricorso ai crediti di carbonio non solocome scelta "tecnica" ma anche come decisione strategica. Compensare, infatti,significa assumersi la responsabilità di contribuire al bilancio climatico globale, ma anchedi comunicare in modo chiaro come, dove e perché lo si fa.
In questo contesto, ABI Lab ha coordinato negli ultimi due anni il progetto "Action Plan forCO₂ Offset", al quale hanno aderito 12 banche. Obiettivo del progetto è consistito neldelineare un quadro metodologico complessivo, volto a supportare le banche nellavalutazione di un eventuale accesso al mercato volontario dei crediti di carbonio. Gli highlights di un anno di attività sono stati descritti nel report "perché ogni tonnellata conta:approcci, criteri e strumenti per l'uso consapevole dei crediti di carbonio".

Un mercato in evoluzione

Il mercato volontario dei crediti di carbonio è in continua trasformazione. Gli standard diriferimento - come ISO 14068-1:2023, le IETA Guidelines e i principi della Science BasedTargets initiative (SBTi) - forniscono orientamenti importanti, ma non ancora uniformi.Alcuni aspetti cruciali, come il momento in cui utilizzare i crediti nel percorso verso il "netzero" o i criteri di qualità dei progetti, sono ancora oggetto di dibattito.
Per questo, l'invito che emerge dal documento di ABI Lab è di procedere con prudenza emetodo, inserendo, laddove utilizzata, la compensazione in una strategia di lungo termine,coerente con gli impegni ESG della banca e con la normativa europea che tuttavia è inevoluzione.

Cinque domande per orientarsi

Nel valutare l'utilizzo dei crediti di carbonio nel percorso verso la neutralità climatica, lebanche si trovano di fronte a interrogativi concreti:
  • Cosa serve per compensare? Prima di tutto, una conoscenza precisa della propriacarbon footprint e obiettivi di riduzione chiari e verificabili. La compensazione,infatti, non può sostituire le azioni di riduzione, ma piuttosto integrarle.
  • Quali co-benefits ricercare? I progetti di carbon offset non si misurano solo intonnellate di CO₂: va considerato anche il valore aggiunto generato, ad esempiofavorendo la tutela della biodiversità o il sostegno alle comunità locali.
  • Quale strategia adottare? Le banche possono scegliere un approccio tattico,acquistando crediti anno per anno, oppure una visione strategica di lungo periodo,integrata nei piani di decarbonizzazione complessiva.
  • Come acquistare i crediti? È possibile operare direttamente o tramite intermediariqualificati, ma servono procedure di verifica interna, controlli sulla qualità deiprogetti e garanzie di tracciabilità.
  • Come comunicare le scelte? Ogni azione di compensazione deve essere raccontatain modo trasparente, fornendo informazioni chiare sulle scelte adottate. In questomodo è possibile rafforzare la fiducia degli stakeholder.
Queste domande non hanno risposte univoche: riflettono piuttosto la necessità di unapproccio maturo che unisca rigore tecnico e responsabilità etica.
Laddove la banca decida di intraprendere la strada della compensazione, il processo divalutazione dei progetti che generano crediti di carbonio deve basarsi su dati verificabili esu una conoscenza approfondita dei parametri di qualità riconosciuti a livellointernazionale.
La checklist metodologica elaborata nel progetto ABI Lab "Action Plan for CO₂ Offset" econtenuta nel report citato, rappresenta uno strumento utile in questa direzione, offrendocriteri concreti per confrontare progetti, valutarne la solidità e individuare quelli piùcoerenti con i valori della banca.
Ma al di là degli strumenti, il messaggio centrale resta uno: ogni tonnellata conta. Nonsolo per il calcolo delle emissioni, ma per ciò che rappresenta - la misura tangibile di unimpegno collettivo verso un'economia più sostenibile e trasparente.
 
* Francesca Rosati, Coordinatrice Area Sustainable Transition, ABI Lab** Giorgio Recanati, Ricerca, ABI Lab
Crediti fotografici: Immagine concessa da ABI Lab
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