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24 Gennaio 2022 / 20:24
Buy Now Pay Later: cosa succede in Europa

 
Pagamenti

Buy Now Pay Later: cosa succede in Europa

di Mattia Schieppati - 15 Ottobre 2021
Sia Partners ha realizzato un benchmark delle principali soluzioni BNPL attualmente presenti nel panorama europeo. Dieci i player analizzati e una tendenza sempre più spinta  verso modelli di omnicanalità “phygital”
Nel mese di settembre, nell’ambito di una serie di progettualità legate al mondo dei pagamenti dilazionati, Sia Partners ha realizzato un benchmark delle principali soluzioni Buy Now Pay Later (BNPL) attualmente presenti nel panorama europeo. L’accesso a queste modalità di pagamento, benché simili ai tradizionali finanziamenti, è ben lontano dai processi lenti e complessi tipici della concessione di un prestito finanziario a cui siamo abituati. I servizi BNPL consistono infatti in una rateizzazione real-time concessa al momento stesso dell’acquisto, in seguito alla raccolta di un numero limitato di informazioni dell’utente e all’applicazione di sistemi di scoring dinamici e flessibili. Il tutto garantendo all’interno di una user experience rapida e seamless. «È proprio nella rapidità di autorizzazione del pagamento, anche per piccoli importi, nel customer journey fluido e poco impattante per l’utente e nelle condizioni economiche che risiede la formula vincente delle soluzioni BNPL e che ne giustifica la rapida diffusione all’interno del mercato odierno», spiega Alberto Casani – Head of Italian Banking Practice di Sia Partners.
Lo studio condotto da Sia Partners ha preso in considerazione 10 diversi player, che hanno adottato soluzioni differenti al fine di conciliare, ciascuno secondo la propria visione, le esigenze di clientela, dei merchant e di tutti gli altri stakeholder coinvolti nel processo. In particolare, il confronto è stato effettuato tramite le informazioni reperibili tramite canali ufficiali e l’esperienza diretta come fruitori del servizio attraverso un’attività di Mistery Shopping. Il panel dei player selezionati ha tenuto conto sia di soluzioni proposte sugli store fisici sia di soluzioni per e-commerce disponibili in Italia (sia made in Italy che importate da altri mercati).
«A livello europeo lo scenario delle soluzioni di pagamento BNPL si è evoluto e differenziato anche in relazione al recepimento all’interno dei framework normativi nazionali della direttiva PSD2 e dell’implementazione dei servizi nati grazie allo sviluppo dell’open banking», osserva Casani, scorrendo le principali evidenze dell’indagine.
La Gran Bretagna, che è stata tra le prime nazioni europee a recepire gli ordinamenti della PSD2, è risultata tra le prime nazioni a compiere importanti passi in avanti sul fronte dei pagamenti rateali. Molto interessanti sono i numeri che raccontano lo sviluppo di questi metodi di pagamento nel mercato francese. Già presenti a partire dal 2010 le soluzioni di pagamento rateali in Francia hanno decisamente spinto la crescita dell’e-commerce. Con un tasso di crescita intorno al 20% anno su anno, l’ammontare di credito concesso attraverso soluzioni di pagamento rateali ha toccato i 6 miliardi di euro nel 2019. Circa il 60% dei francesi che fanno acquisti online ha utilizzato un servizio BNPL almeno una volta e circa il 19% dichiara di farne uso abitualmente, almeno una volta al mese.

Cosa emerge dal benchmark

Queste alcune evidenze più significative del benchmark:
- I sistemi di pagamento più diffusi on-line hanno un’offerta rigida: 3 o 4 rate (il più delle volte senza possibilità di scelta) e un piano di rimborso tra i 42 e 90 giorni (fa eccezione Soisy con piani più lunghi a discrezione del merchant)
- Con riferimento ai player che offrono una soluzione on-line, PagoDIL by Cofidis è l’unico ad offrire un’esperienza completa sugli store fisici senza necessità di effettuare un’attività preliminare su canale digitale (Scalapay e Noosa richiedono un’inizializzazione on-line, Klarna non permette acquisti su store fisici in Italia, e gli altri player presenti sul fisico non hanno un’offerta sull’on-line)
- Con riferimento all’offerta on-line, i dati richiesti dai player, così come gli step propedeutici alla valutazione della richiesta, sono molto variegati: si spazia da richieste minimali (e.g. Scalapay), a percorsi più complessi con richiesta residenza, n. documento di identità (Noosa), a player che richiedono la scansione dei documenti di identità (Splitty Pay) e di scattarsi un selfie appoggiandosi a società terze (Veriff) per la verifica dell’identità tramite processi automatizzati
- Con riferimento alla strategia di comunicazione, spicca su tutti i player Scalapay. Scalapay ha una forte presenza sui social, coinvolge i propri merchant, promuove eventi virtuali e fisici. Di contro non danno informazioni sui propri convenzionati APPpago e Pagolight – sui relativi social ci sono richieste di maggior visibilità da parte dei merchant convenzionati. La forte presenza social di Scalapay è anche supportata da investimenti in advertising
- In merito alle condizioni economiche, queste risultano spesso a costo zero per il cliente. Ciò comporta una valutazione da parte dei player di mercato sulla redditività del prodotto. In merito, si stanno registrando iniziative arricchimento del prodotto a marginalità interessante e con una buona risposta dai clienti finali
Il futuro è “phygital”
Considerando il livello di digitalizzazione del mercato odierno e la pervasività della digitalizzazione a livello societario mondiale, è possibile immaginare che il processo di osmosi per cui le innovazioni introdotte nel commercio fisico finiscono per influenzare l’evoluzione di quello virtuale, veda presto la comparsa di casi inversi per cui saranno le innovazioni nate per servire l’online a condizionare l’evoluzione del commercio in store. Per i pagamenti dilazionati ciò avviene già. Numerosi sono i tentativi in corso di replicare l’esperienza di acquisto dilazionato fatta online anche all’interno dello store. Dopo aver provato i servizi esaminati è sinceramente difficile immaginare che un consumatore sia ben disposto a ricorrere alle soluzioni di finanziamento che hanno caratterizzato l’economia reale fino ad oggi. Digitale e Fisico sono destinati ad avvicinarsi sempre più verso modelli di omnicanalità “phygital” con livelli di User Experience assimilabili a quelli delle migliori piattaforme online. 
Il pagamento, inteso come momento non solo conclusivo di ogni esperienza d’acquisto, ma bensì come momento cruciale che può addirittura determinarne l’esito, diventa un centro di interesse nevralgico per lo sviluppo di nuove tecnologie e apre nuovi mercati dai numeri importanti, molto remunerativi e tendenzialmente a basso rischio, che, verosimilmente, saranno luogo di forte competizione nei prossimi anni tra le tradizionali Financial Institutions e le, fortemente innovatrici, startup del Fintech.
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