C’è una distanza di cinquant’anni fra due immagini: le italiane che nel 1946 votano per la prima volta e il 1996, quando la violenza sessuale diventa finalmente un reato contro la persona, anziché contro la morale. In mezzo, il rifiuto di Franca Viola, nel 1966, di sposare l’uomo che l’aveva violentata e la riforma del diritto di famiglia, che solo nel 1975 riconosce la parità giuridica fra i coniugi.
La storia della Repubblica si può leggere anche così: guardando quanto tempo è servito perché diritti che oggi sembrano ovvi entrassero davvero nelle leggi e nella vita delle persone.
A raccontarla è l’archivio dell’ANSA, con la mostra «Le donne della Repubblica. Ottanta anni di conquiste nelle cronache dell’ANSA. 1946-2026», inaugurata alle Scuderie di Palazzo Altieri, sede dell’ABI a Roma, nell’ambito di «è cultura!», il Festival promosso da ABI e Acri.
122 fotografie, 135 donne. Ci sono le prime sindache del dopoguerra e le 21 donne elette all’Assemblea costituente su 556 componenti. C’è Letizia De Martino, tra le prime otto donne a superare nel 1965 il concorso per la magistratura; ci sono Tina Anselmi, prima donna ministra, e Nilde Iotti, prima presidente della Camera. La cronaca segue anche Anna Magnani, Novella Calligaris, Fabiola Gianotti, Samantha Cristoforetti: il cambiamento attraversa il cinema, lo sport, la ricerca scientifica.
Le fotografie restituiscono anche il contesto di quelle conquiste. Le manifestazioni, le battaglie legislative, i cambiamenti nel mondo del lavoro, le resistenze incontrate. Dietro ogni «prima volta» c’è una società che deve imparare a considerare normale ciò che fino a poco prima escludeva. E ci sono tante donne che, lontano dai riflettori, hanno contribuito a spostare quel confine.
L’archivio giornalistico permette di cogliere questa trasformazione in modo particolare. Scatti nati per documentare un fatto di cronaca, a distanza di decenni diventano testimonianze storiche e aiutano a comprendere la portata di cambiamenti che non sono mai stati automatici né scontati. Il percorso arriva fino alla legge del 2025 che introduce il reato autonomo di femminicidio, ricordandoci quanto siano ancora attuali molte delle questioni affrontate.
All’inaugurazione, alla presenza anche del Direttore Generale ABI Marco Elio Rottigni, il Presidente Antonio Patuelli ha richiamato la riproduzione del decreto Bonomi del 1945 sul voto alle donne e ha definito la mostra un’occasione di «educazione civile», legata alla piena attuazione della Costituzione. Il Direttore dell’ANSA Luigi Contu ha ricordato soprattutto ai più giovani che «la libertà non è scontata».
Un messaggio che trova spazio anche nelle attività del Festival dedicate alle scuole: la visita alla mostra è affiancata da «Contiamo Pari», il percorso della FEduF su pari opportunità, stereotipi di genere, diritti e indipendenza.
Nel reel, alcuni momenti dell’inaugurazione. La mostra è visitabile gratuitamente alle Scuderie di Palazzo Altieri, a Roma, nelle giornate previste dal programma fra il 17 e il 24 ottobre.
Informazioni, orari e prenotazioni:
https://www.ansa.it/sito/notizie/speciali/le-donne-della-repubblica-2026/info-servizio.html
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