Prende il via il 16 ottobre la quarta edizione di è cultura!, il Festival promosso da ABI e ACRI sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica. Fino al 24 ottobre il programma attraversa l’Italia con aperture straordinarie, concerti, mostre, visite guidate, presentazioni, laboratori e appuntamenti Edu dedicati alle scuole. L’edizione 2026 coinvolge anche L’Aquila, Capitale Italiana della Cultura.
Perché il settore bancario investe su questo fronte? «L’impegno delle banche e delle fondazioni di origine bancaria è assolutamente costante», risponde Antonio Patuelli, Presidente dell’ABI, nella videointervista rilasciata a Bancaforte. «La cultura è un elemento intrinseco, essenziale per il nostro lavoro».
Il riferimento è a Luigi Einaudi, primo Governatore della Banca d’Italia del dopoguerra, che ricordava come chi lavora in banca debba essere interlocutore delle imprese e delle famiglie. Una base, osserva Patuelli, «che dobbiamo umilmente riacquisire giorno per giorno, studiando e aggiornandoci sempre»: non solo numeri, ma anche regole giuridiche, contesti economici e sociali, attenzione alla solidarietà. Ed è proprio su quest’ultimo fronte che richiama il ruolo delle fondazioni di origine bancaria, «leader nella solidarietà».
Al Festival partecipa anche la Banca d’Italia, che apre al pubblico alcune delle proprie sedi storiche. Una presenza che Patuelli definisce «molto autorevole, molto importante», perché consente di rendere questi luoghi accessibili «alla conoscenza».
C’è poi un aspetto meno visibile: la conservazione del patrimonio. Banche e fondazioni, ricorda Patuelli, sostengono direttamente i costi di mantenimento di questi beni - edifici storici, ma non solo - «senza gravare sulla spesa pubblica». Una responsabilità che ha un valore culturale, ma anche sociale, e che occasioni come è cultura! rendono più evidente.
Un altro tratto distintivo della manifestazione è la capillarità territoriale. «L’Italia è molto diversificata, le banche sono tutte diverse, ma anche le città sono tutte diverse», osserva Patuelli. I grandi centri custodiscono naturalmente una parte importante del patrimonio storico e artistico, ma anche nelle città più piccole si trovano luoghi «di grandissimo rilievo». È questa presenza diffusa che permette al Festival di costruire un programma realmente nazionale e in continua crescita, con un numero sempre maggiore di eventi in agenda e di luoghi storici e culturali aperti al pubblico.
Il calendario completo degli appuntamenti è su eculturadavivere.it.



