Duemila responsabili coinvolti nella definizione dei comportamenti attesi, una palestra digitale, podcast, programmi radiofonici e un roadshow in undici città. Respect è cresciuto attraverso linguaggi e strumenti diversi, ma con un obiettivo rimasto costante: trasformare il rispetto in una pratica riconoscibile nella vita quotidiana dell’azienda. Il progetto ha ottenuto una menzione speciale al Premio ABI D&I 2026 per la replicabilità del modello. A raccontarne l’evoluzione a Bancaforte, nella videointervista rilasciata a margine del Premio, è Licia Ciocca, Responsabile "Diversity Inclusion e Social" di Banco BPM.
Respect nasce cinque anni fa, sostenuto fin dall’inizio dall’amministratore delegato e costruito con il coinvolgimento diretto della popolazione aziendale. Il primo passaggio è stato affidato a circa duemila responsabili, chiamati a contribuire alla definizione di un manifesto degli impegni: non principi astratti, ma comportamenti da adottare ogni giorno nelle relazioni professionali. La diffusione successiva ha utilizzato formule meno convenzionali.
Nella palestra digitale, per esempio, le persone si sono confrontate con avatar e situazioni concrete, valutando se i comportamenti rappresentati fossero rispettosi. Sono arrivate poi Radio Respect, le serie podcast e, nel 2025, un roadshow culturale che ha coinvolto oltre 900 persone, senza distinzioni di ruolo, età o livello gerarchico.
«Siamo abituati ai roadshow commerciali. Noi abbiamo portato sul territorio cultura e valori», racconta Ciocca. Gli incontri hanno attraversato undici città e ampliato la riflessione: come migliorare le relazioni interne, ma anche come esprimere il rispetto nel rapporto con comunità e stakeholder. Il punto di arrivo è un passaggio che Banco BPM considera decisivo: dall’inclusione all’inclusività. La prima interviene per dare spazio a gruppi o persone meno rappresentati. La seconda riguarda l’intera organizzazione e la capacità di far sentire ciascuno riconosciuto, valorizzato, rispettato e partecipe. «Se non c’è rispetto, non c’è inclusione», sintetizza Ciocca.
Questa impostazione non separa la D&I dagli obiettivi dell’impresa. Il coinvolgimento delle persone, nella lettura di Banco BPM, contribuisce alla sostenibilità dell’organizzazione e alla sua capacità di generare risultati. Il rispetto diventa quindi anche un elemento di posizionamento e un modo per tenere insieme cultura aziendale e performance.
La difficoltà maggiore è stata far comprendere che non si trattava di una campagna, ma di un percorso di cambiamento. Affrontare il rispetto significa infatti mettere in discussione consuetudini che possono apparire innocue: una battuta davanti alla macchina del caffè, il contributo di una collega non adeguatamente riconosciuto durante una riunione, la difficoltà di una persona nel parlare liberamente del proprio orientamento affettivo.
Sono questi piccoli episodi, osservati nei cinque anni del progetto, a dare la misura del cambiamento. Respect non pretende di affidare la trasformazione a una sola iniziativa. Lavora piuttosto sulla continuità, sulla partecipazione e sulla responsabilità individuale. È questa struttura aperta, adattabile e diffusa ad averne fatto un modello replicabile, riconosciuto dalla giuria del Premio ABI D&I.
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