Attacchi agli ATM, criminalità predatoria, sicurezza delle filiali, collaborazione con le Forze dell’Ordine. OSSIF porta a WeSec una competenza maturata negli anni sul presidio della sicurezza fisica e del territorio. Un’esperienza che oggi si apre a un perimetro più ampio, nel quale fisico e digitale si intrecciano e la collaborazione tra settori diversi diventa parte della risposta alle minacce.
"La grande novità di WeSec è che analizzeremo i problemi insieme e insieme cercheremo le soluzioni", spiega Marco Iaconis, Coordinatore OSSIF, nella videointervista rilasciata a Bancaforte a pochi giorni dalla prima edizione del Salone della Sicurezza promosso dall'ABI, in programma il 22 e 23 settembre a Milano.
È questa, per Iaconis, la logica della sicurezza integrata: superare i silos tra sicurezza fisica e digitale e mettere a fattor comune competenze, dati ed esperienze di banche, istituzioni e altri settori esposti agli stessi fenomeni criminali.
Uno dei fronti più delicati resta quello degli attacchi agli ATM, oggi particolarmente attenzionato. Le modalità utilizzate, spesso con il ricorso a esplosivi, possono provocare danni rilevanti non soltanto alle filiali, ma potenzialmente anche agli edifici e alle abitazioni circostanti. A WeSec il tema sarà oggetto di uno specifico approfondimento, insieme alle strategie di prevenzione e alle esperienze maturate sul campo.
Per Iaconis, però, la sicurezza fisica non si governa soltanto attraverso nuovi presidi tecnologici. Un ruolo decisivo lo gioca la collaborazione con le Autorità di Pubblica Sicurezza. "Il metodo di lavoro è quello di condividere dati, informazioni, buone pratiche e strategie di azione", spiega. È una logica che ABI e OSSIF hanno già tradotto in iniziative operative e che al Salone verrà messa a confronto con esperienze provenienti da territori e settori diversi.
Tra queste c’è Osservatorio Territori Sicuri, già avviato con le Prefetture di Milano, Roma, Bari, Brindisi, Torino, Bergamo e Treviso. L’obiettivo è creare nelle province una cabina di regia in grado di mettere a disposizione delle Forze di polizia dati e informazioni utili sia al controllo del territorio sia alle attività investigative. La novità è che il modello non riguarda soltanto le banche. Poste Italiane è coinvolta fin dall’avvio e l’intenzione è aprire progressivamente l’Osservatorio agli altri comparti esposti alla criminalità predatoria. Farmacie, tabaccherie, grande distribuzione, rete carburanti: attività diverse, ma spesso alle prese con fenomeni che presentano caratteristiche comuni.
L’intersettorialità è uno degli elementi che caratterizzeranno WeSec. La sicurezza, nella lettura proposta da OSSIF, diventa più efficace quando esperienze e informazioni maturate in ambiti diversi possono essere messe a fattor comune. Non per cancellare le specificità dei singoli settori, ma per individuare fenomeni ricorrenti, prevenire meglio gli attacchi e costruire risposte coordinate.
A questa dimensione operativa si aggiunge oggi quella dei dati. Informazioni più ricche, strumenti di analisi e intelligenza artificiale possono migliorare la capacità di leggere i fenomeni criminali e orientare le decisioni del management bancario. Anche qui, però, la tecnologia ha una doppia faccia: può rafforzare prevenzione e analisi, ma può offrire nuovi strumenti anche alla criminalità. OSSIF curerà a WeSec sessioni dedicate alla collaborazione con le Autorità di Pubblica Sicurezza, al confronto intersettoriale sulla criminalità predatoria, alla sicurezza degli ATM, al valore delle informazioni, all’intelligenza artificiale e agli aspetti organizzativi della sicurezza.
Il filo che le lega è proprio il passaggio dalla sicurezza fisica considerata come ambito separato a una visione integrata, capace di mettere in relazione territorio, filiali, infrastrutture, dati e digitale. Una trasformazione che non ridimensiona la specificità della sicurezza fisica: al contrario, ne valorizza le competenze dentro un perimetro più ampio, nel quale prevenzione, collaborazione e qualità delle informazioni diventano sempre più decisive.




