Formare il personale, mettere a disposizione materiali pensati anche per le esigenze delle persone con demenza e rendere più semplice la relazione con la banca nei momenti in cui memoria e capacità cognitive possono creare difficoltà. Sono alcune delle azioni concrete previste dal protocollo d’intesa siglato tra ABI e Fondazione Alzheimer Italia ETS.
Per Katia Pinto, Presidente della Fondazione Alzheimer Italia ETS, l’accordo ha un significato che va oltre il rapporto con i servizi finanziari: contribuisce a permettere alle persone con demenza di continuare a partecipare alla vita quotidiana mantenendo autonomia, dignità e inclusione.
«Oggi è una giornata importantissima per noi», afferma Pinto nella videointervista rilasciata a Bancaforte in occasione dell’incontro “Alzheimer, inclusione e nuove alleanze per il futuro”, organizzato dall’ABI a Palazzo Altieri, a Roma.
La banca, osserva, fa già parte della quotidianità delle persone. Per chi vive con una forma di demenza, però, anche operazioni abituali possono diventare progressivamente più complesse: ricordare un PIN, comprendere tutti i passaggi necessari per effettuare un’operazione o ripetere più volte la stessa richiesta.
Poter incontrare personale preparato a riconoscere e gestire queste situazioni significa facilitare la relazione anche per il cliente e, allo stesso tempo, fornire agli operatori strumenti utili per affrontare con maggiore consapevolezza esigenze che possono presentarsi allo sportello.
«Avere a fianco le banche significa finalmente vincere uno stigma», sottolinea Pinto. Il punto, nella sua lettura, è evitare che la diagnosi produca automaticamente esclusione: le persone con demenza devono poter continuare a vivere la propria quotidianità e a essere parte della società, con rispetto e dignità.
Il protocollo nasce proprio con l’obiettivo di rendere questo impegno più strutturato e diffuso, attraverso formazione e strumenti di supporto che possano progressivamente arrivare anche nelle realtà territoriali più piccole.
L’orizzonte iniziale dell’accordo è di tre anni, ma Pinto guarda già oltre. «Spero che duri per sempre», afferma, auspicando che questa attenzione possa radicarsi sempre di più nelle filiali e diventare parte stabile della relazione con le persone più fragili.
Anche i numeri richiamati dalla Presidente della Fondazione spiegano la dimensione della sfida. In Italia, riferisce Pinto, sono circa 1 milione e 480 mila le persone con demenza, alle quali si aggiungono circa 2 milioni di persone che le assistono. E si tratta, avverte, soltanto della parte del fenomeno che emerge dalle rilevazioni, perché esiste anche una quota non ancora intercettata.
Una popolazione molto ampia, destinata secondo Pinto a crescere sensibilmente nei prossimi decenni. Per questo intervenire oggi significa preparare servizi, competenze e relazioni a un cambiamento demografico che interesserà sempre più famiglie.
L’accordo tra ABI e Fondazione Alzheimer Italia parte quindi da situazioni molto concrete della vita quotidiana per affrontare una questione più ampia: fare in modo che la fragilità cognitiva non diventi motivo di esclusione e che anche la relazione bancaria possa continuare a essere vissuta con rispetto, attenzione e dignità.





