Le disabilità invisibili rappresentano una delle sfide più complesse per chi vuole costruire ambienti di lavoro realmente inclusivi. Per affrontarla, UniCredit ha avviato un percorso strutturato che parte dalla governance e arriva fino al cambiamento culturale dell'organizzazione. A raccontarlo è Claudia Chiaraluce, Head of Welfare Italy di UniCredit, a margine della prima edizione del Premio ABI D&I dove ha ricevuto il riconoscimento nella categoria Valorizzazione Culturale e Comunicazione Inclusiva per "Rendere visibile l'invisibile" e "Valorizzare i talenti".
"Il progetto nasce dalla nostra strategia di inclusione e dalla volontà di valorizzare tutte le unicità e anche i talenti invisibili delle nostre persone", spiega Chiaraluce. Il percorso ha preso avvio con la definizione di una governance dedicata, dalla nomina del Disability Manager alla creazione dell'Osservatorio delle persone con disabilità, fino allo sviluppo dei Disability Employee Network, che oggi coinvolgono circa 90 colleghi impegnati nella promozione dell'inclusione.
Da queste basi è nato il programma pluriennale "Rendere visibile l'invisibile", dedicato alla conoscenza delle disabilità non immediatamente riconoscibili. Attraverso tredici incontri tematici, oltre 14 mila dipendenti hanno approfondito temi come autismo, depressione, emicrania cronica e fibromialgia. "Quando una condizione non è conosciuta può generare pregiudizi o rendere difficile parlarne", osserva Chiaraluce. Favorire consapevolezza significa quindi creare un ambiente nel quale le persone possano esprimersi con maggiore serenità. L'iniziativa non si è fermata alla sensibilizzazione.
UniCredit ha coinvolto anche realtà del Terzo Settore e testimonial esterni, come i Terconauti, per arricchire il confronto e valorizzare nuove competenze. "Abbiamo scelto di imparare anche dall'esterno per migliorare la nostra capacità di includere e valorizzare i talenti", sottolinea Chiaraluce.
La risposta dei dipendenti ha superato le aspettative. "Pensavamo fosse un tema di nicchia, invece abbiamo trovato una partecipazione straordinaria", racconta. Il cambiamento più significativo, però, è stato culturale: "Abbiamo cambiato lo sguardo dei nostri colleghi".
Un risultato che si traduce in maggiore empatia, collaborazione e senso di appartenenza, con effetti positivi che, secondo UniCredit, si estendono anche alle famiglie e alle comunità in cui le persone vivono.


