La prima edizione di WeSec - Il Salone della Sicurezza si chiude con una convinzione rafforzata dal confronto tra mondi diversi: nessun settore può affrontare da solo minacce che attraversano infrastrutture, tecnologie, organizzazioni e persone. Veronika Vavrova, Responsabile Operational Governance ABI, lo sintetizza con un’espressione molto netta: «Possiamo veramente parlare della sicurezza solo se parliamo della sicurezza collaborativa».
Nella videointervista rilasciata a Bancaforte al termine delle due giornate, Vavrova parte dalle sensazioni raccolte tra sale e tavole rotonde: «Una grandissima energia positiva», fatta di voglia di fare, interesse e curiosità. Soprattutto, osserva Vavrova, è emersa con chiarezza la volontà di collaborare. A WeSec si è parlato spesso di abbattere i silos, uscire dal proprio settore, guardarsi intorno e aprire il confronto a prospettive diverse. Da qui una consapevolezza che Vavrova considera centrale: della sicurezza si può parlare davvero solo in termini collaborativi, quando «facciamo sistema, facciamo rete».
C’è poi un secondo elemento che Vavrova porta con sé da WeSec e riguarda le persone. Tra gli aspetti che l’hanno colpita di più c’è il ritorno, emerso in numerose sessioni, della componente umana. Ogni innovazione e ogni strategia di difesa dipendono, alla fine, da chi le concepisce e da chi le mette in pratica.
«Oltre alla tecnologia c’è il pensiero umano e la volontà umana», sottolinea Vavrova. Ed è proprio questa componente, aggiunge, che può «fare la differenza» ed essere un fattore di successo.
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