Gestire la crescente complessità dei rischi di mercato senza sacrificare la qualità del giudizio umano: è questa la sfida alla base di SofIA, il progetto con cui Intesa Sanpaolo ha vinto il Premio ABI Innovazione 2026 nella categoria Operatività e processi interni.
“SofIA nasce in un contesto complesso, dove i calcoli sono molteplici e la mole di dati è enorme”, spiega Jorge Miguel, Head of Market Risk SA Measurement and Reporting. L’obiettivo non è sostituire l’analista, ma ridefinirne il ruolo: “mettere la persona nella condizione di esercitare il proprio giudizio, delegando la gestione dei dati a un agente più potente”.
SofIA si configura come un agente AI end-to-end, in grado di accompagnare l’analista lungo l’intero processo di analisi del rischio. “È capace di raccogliere i dati, attivare i motori di calcolo e fornire insight utili anche nella fase di interpretazione dei risultati”, sottolinea Miguel. Non solo automazione, quindi, ma un supporto decisionale che consente di migliorare la qualità e la tempestività delle valutazioni, in un contesto regolamentare sempre più articolato.
I benefici si articolano su più livelli. Il primo riguarda la velocità e l’efficienza dei calcoli, ma il vero salto è nell’interazione uomo-macchina. “Siamo nell’era dell’intelligenza aumentata, in cui la macchina gestisce il calcolo e l’uomo si concentra sul giudizio”, evidenzia Miguel.
A questo si aggiunge la costruzione di una base di conoscenza dinamica, che rende accessibile il patrimonio informativo della banca senza richiedere competenze tecniche avanzate, e la riallocazione delle competenze verso attività a maggior valore.
Un cambio di paradigma che sposta il baricentro dall’elaborazione alla decisione, liberando risorse e migliorando l’efficacia complessiva del processo di risk management.
Un esempio concreto di come l’intelligenza artificiale possa essere integrata nei processi core, rafforzando trasparenza, governabilità e capacità di risposta alle sfide del mercato.


