Porti, aeroporti, cavi sottomarini, strutture marittime, strade, ponti. Le infrastrutture civili che reggono la vita quotidiana sono diventate uno dei terreni su cui si misura la sicurezza delle economie avanzate. Maurizio Molinari, direttore scientifico del Centro di Competenza Geopolitica ABI ATLAS e direttore editoriale Gruppo SAE, ne parla nella videointervista rilasciata a Bancaforte in occasione di WeSec – Il Salone della Sicurezza.
«L'Europa ha una sfida della sicurezza che passa attraverso le infrastrutture», osserva. Le vulnerabilità più serie delle democrazie industriali, spiega, si trovano oggi sul fronte interno. Chi vuole colpirle punta a indebolire infrastrutture e collegamenti, e molto spesso lo fa attraverso il digitale, senza bisogno di un attacco convenzionale. Attacco cyber e fragilità fisica finiscono così per sovrapporsi. Per Molinari servono una difesa cyber nazionale, Italia compresa, e infrastrutture di nuova generazione capaci di proteggere la continuità dei servizi ai cittadini.
A complicare il quadro c'è il nodo dell'attribuzione. Gli attacchi ibridi arrivano spesso da soggetti sconosciuti, o che richiedono tempo per essere identificati, mentre i loro effetti sono immediati. «La difesa in questa dinamica è più importante dell'attacco», sottolinea Molinari: prima vanno protetti infrastrutture, servizi e comunità, all'origine dell'attacco si risalirà in un secondo momento. Per questo la difesa delle infrastrutture è, a suo giudizio, una questione di sicurezza nazionale.
Per le banche il tema è tutt'altro che teorico. L'esposizione a una crisi non dipende solo dalla presenza in un Paese: può arrivare attraverso le imprese finanziate, le loro filiere e le infrastrutture da cui quelle filiere dipendono, anche lontano dal punto in cui l'attacco è avvenuto.
Accanto alla difesa c'è poi un tema di investimenti, perché le infrastrutture vanno protette ma anche ammodernate. Molinari vede qui uno spazio preciso per ABI ATLAS: far crescere nella comunità economico-finanziaria la consapevolezza del valore delle infrastrutture e aprire un confronto sulle opportunità che la loro difesa e il loro rinnovamento offrono a investitori e consumatori. Nessuno può farlo da solo. Serve, dice, una «comunità intellettuale» in cui banche, investitori, consumatori e governo abbiano ciascuno un ruolo. «ABI ATLAS può essere il punto di incontro fra tutti questi attori per tentare di identificare quali sono le vulnerabilità e dunque le soluzioni possibili».
