Con esportazioni che hanno raggiunto il valore record di 72,5 miliardi di euro e una leadership mondiale in numerose produzioni, l’agroalimentare italiano si trova oggi davanti a una sfida decisiva: consolidare la propria competitività in un contesto segnato da cambiamenti climatici, volatilità dei mercati e crescente esposizione ai rischi. Per Raffaele Borriello, Capo di Gabinetto del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, il credito rappresenta uno degli strumenti fondamentali per accompagnare questa trasformazione.
“Credito e gestione dei rischi in agricoltura sono temi sui quali è necessario costruire una visione prospettica delle sfide future”, afferma Borriello intervenendo alla Convention 2026 della Fondazione Mario Ravà. Un tema tanto più rilevante alla luce dei risultati raggiunti dal settore. “Abbiamo conquistato traguardi storici e un patrimonio che dobbiamo preservare sostenendo le imprese negli investimenti e offrendo loro strumenti adeguati per gestire i rischi”.
Tra le priorità individuate dal Ministero c’è la riforma del Decreto Legislativo 102 del 2004, che da oltre vent’anni rappresenta uno dei pilastri della gestione del rischio in agricoltura. “Oggi abbiamo l’opportunità di mettere mano a questo testo con una visione nuova”, spiega Borriello.
Una revisione che nasce anche dal crescente interesse internazionale verso il tema: “L’Unione Europea ha affidato uno studio alla Banca Mondiale, la BEI lavora su questi temi e la gestione del rischio è ormai una priorità a livello europeo”.
L’obiettivo è ampliare la prospettiva tradizionale. “Non dobbiamo guardare soltanto al sostegno degli agricoltori, ma al sostegno dell’intero settore”, sottolinea Borriello. In questo quadro assume un ruolo centrale il rafforzamento degli strumenti di difesa attiva, chiamati a diventare “un baluardo contro la perdita delle produzioni e contro gli effetti dei rischi climatici”.
Per raggiungere questo risultato serve però un approccio di sistema. “Tavoli come quello organizzato dalla Fondazione Ravà sono essenziali”, osserva Borriello. Il confronto tra istituzioni, associazioni agricole, settore bancario e operatori del mercato consente infatti di costruire politiche condivise e responsabilità comuni. Un modello che il Ministero intende rafforzare anche attraverso il prossimo tavolo di lavoro dedicato alla riforma del sistema di gestione del rischio.
Fondamentale, infine, il contributo del settore bancario. “Abbiamo lavorato molto bene con il mondo del credito”, evidenzia Borriello. Grazie ai protocolli sottoscritti con diversi istituti e alle risorse mobilitate dal comparto finanziario, è stato possibile amplificare gli effetti degli investimenti sostenuti dal PNRR e dal PNC - Piano Nazionale Complementare. “Le banche hanno dato risposte positive”, conclude, confermando il ruolo strategico del credito nel sostenere gli investimenti e la resilienza dell’agricoltura italiana.
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