Identità digitale, il nuovo perimetro di sicurezza per le banche
A cura della redazione
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28 Settembre 2026
L'esperienza di Bludis e la piattaforma di Ping Identity mettono al servizio degli istituti finanziari un modello in cui ogni accesso viene verificato, autorizzato e governato in base al rischio reale
La trasformazione dei servizi finanziari ha reso il rapporto con la banca più semplice e immediato. Oggi clienti, dipendenti, consulenti, partner e applicazioni accedono a servizi e informazioni da canali diversi, spesso distribuiti tra sistemi cloud, infrastrutture interne e piattaforme storiche. Questa evoluzione amplia però la superficie di rischio: proteggere la rete non basta più, perché l'identità digitale è diventata uno dei principali punti di ingresso per frodi e accessi non autorizzati.Per una banca, mettere in sicurezza l'identità significa anzitutto verificare che chi richiede l'accesso sia davvero chi dichiara di essere, ma anche stabilire quali operazioni possa compiere e controllare che il livello di fiducia resti adeguato nel tempo. Una password corretta o una singola conferma sullo smartphone non sono sempre sufficienti. Il contesto può cambiare: un dispositivo mai utilizzato, una posizione insolita o un comportamento anomalo possono indicare un tentativo di compromissione.
Ping Identity è un'azienda specializzata nella gestione e nella protezione delle identità digitali di clienti, dipendenti, partner e applicazioni. La sua piattaforma riunisce autenticazione, autorizzazione, governance degli accessi e prevenzione delle frodi, offrendo alle banche un approccio coerente ai diversi momenti del rapporto digitale: dall'ingresso nei servizi online fino alle operazioni più sensibili.
Il principio è semplice: non attribuire fiducia in modo definitivo dopo il login, ma valutarla in base al rischio effettivo. Se l'utente accede con modalità abituali, l'esperienza può restare fluida. Se cambiano il dispositivo, la posizione o il comportamento, la banca può richiedere una verifica aggiuntiva o impedire l'operazione. I controlli diventano così più rigorosi quando serve, senza introdurre ostacoli indiscriminati per clienti e dipendenti.
La stessa logica può accompagnare l'intera sessione. Un accesso inizialmente regolare può infatti diventare rischioso in seguito, per esempio prima di un bonifico, della modifica di un beneficiario o della variazione dei limiti operativi. Correlando i segnali relativi all'identità, al dispositivo e al comportamento, Ping Identity aiuta a intercettare le anomalie prima che si traducano in una frode o in un accesso non autorizzato.
La protezione riguarda anche ciò che ogni identità è autorizzata a fare. Accessi e privilegi possono essere assegnati in modo coerente con il ruolo e riesaminati nel tempo, riducendo il rischio che autorizzazioni non più necessarie rimangano attive dopo un cambio di funzione o la conclusione di una collaborazione. È un aspetto rilevante per gli istituti che devono governare popolazioni eterogenee e numerosi servizi, mantenendo controllo e tracciabilità.
La piattaforma può inoltre collegare applicazioni moderne, ambienti cloud e sistemi legacy. La banca può quindi rafforzare progressivamente la sicurezza dell'identità, intervenendo sui casi d'uso prioritari senza dover sostituire immediatamente l'intero patrimonio applicativo. L'obiettivo è costruire un modello Zero Trust concreto, nel quale ogni accesso e ogni operazione siano verificati in funzione del contesto.
In questo percorso, i clienti sono guidati da Bludis, distributore delle soluzioni di Ping Identity, che mette a disposizione competenze di prevendita, supporto all'integrazione, formazione e assistenza continuativa. Da trent'anni, Bludis, opera nella distribuzione di soluzioni ICT a valore aggiunto, con una forte specializzazione nella cybersecurity.
Di questi temi si è discusso il 22 e 23 settembre al WeSec - Il Salone della Sicurezza, dove Bludis e Ping Identity hanno approfondito le sfide legate alle frodi digitali e alla protezione delle identità.