Promuovere l’inclusione finanziaria, sociale e culturale delle persone con demenza e il sostegno ai loro familiari, sviluppando ulteriormente nelle banche conoscenze e capacità di relazione di fronte alle fragilità cognitive. È l’obiettivo del protocollo d’intesa siglato a Roma tra ABI e Fondazione Alzheimer Italia.
A spiegare il significato dell’accordo è Marco Elio Rottigni, Direttore Generale ABI, nella videointervista rilasciata a Bancaforte. Il punto di partenza è la continuità del rapporto tra banca e cliente, che attraversa le diverse fasi della vita e deve saper evolvere quando cambiano condizioni, comportamenti e necessità.
«La banca sostanzialmente, in tutto lo sviluppo di una vita di una persona, c’è», osserva Rottigni. C’è quando si apre il primo rapporto, quando si costruisce una famiglia, quando si affronta l’acquisto di una casa. Ed è presente anche quando il cliente entra in una fase diversa della propria vita e può avere bisogno di modalità di relazione e di supporto differenti.
L’impegno è quindi rendere questa presenza sempre più consapevole e preparata anche di fronte alle fragilità cognitive. Per Rottigni servono empatia, sensibilità e capacità di comprendere come rapportarsi a una persona che vive una condizione diversa, aiutandola nel modo più appropriato.
Non è soltanto una questione di procedure o strumenti. Conta la qualità della relazione, la capacità di riconoscere situazioni nuove e di adeguare il supporto alle esigenze della persona e di chi le sta accanto.
Rottigni richiama però anche un secondo elemento: le banche possono dare un contributo importante, ma all’interno di una rete più ampia. «La comunità bancaria è una parte di una comunità molto più ampia», sottolinea. Da qui la necessità di mettere in relazione soggetti che nella società svolgono funzioni diverse e possono portare competenze complementari.
È in questa logica che si inserisce il protocollo con Fondazione Alzheimer Italia. «Il tema dell’Alzheimer, il tema delle demenze è un tema in cui le banche possono aiutare», afferma Rottigni. Un aiuto che diventa più efficace quando si costruisce una rete attorno alle persone maggiormente in difficoltà e alle loro famiglie.
L’intesa punta dunque a rendere ancora più strutturato un impegno già presente nella relazione tra banca e cliente, facendo crescere competenze, sensibilità e collaborazione con chi opera sul fronte delle demenze e delle fragilità cognitive.





