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04 Ottobre 2026 / 11:55
«La sicurezza fisica? È sempre più digitale»

 
Sicurezza

«La sicurezza fisica? È sempre più digitale»

di Mattia Schieppati - 12 Maggio 2022
Rapine ancora in calo, grazie all’impego di strumenti sempre più avanzati e digitali di prevenzione e contrasto, ma soprattutto grazie alla capacità delle banche di fare sistema con forze dell’ordine, istituzioni e la community tecnologica. Segnali positivi pur «in uno scenario dove i confini tra sicurezza fisica e cybersecurity sono sempre più sfumati e dove crescono le complessità», spiega Marco Iaconis, Coordinatore di OSSIF, affrontando i temi che il 19 maggio saranno al centro della sessione sulla Phisical Security di Banche e Sicurezza 2022 (iscriviti gratuitamente qui)
Ancora un segno meno nelle rapine in banca registrate in un anno (2021 su 2020), cui si aggiunge il calo del cosiddetto indice di rischio – cioè il numero di rapine ogni 100 sportelli. È l’ennesimo tassello di un trend ormai consolidato che conferma come la strategia che ha portato a un lavoro congiunto tra banche e forze dell’ordine sul fronte della sicurezza fisica delle filiali abbia introdotto ormai un modus operandi che dà risultati estremamente concreti.
Vanno infatti tutte nella direzione dell’importanza della «collaborazione allargata» e dell’«approccio condiviso» le riflessioni con cui Marco Iaconis, Coordinatore di OSSIF (il Centro di Ricerca sulla Sicurezza Anticrimine dell’ABI) introduce i temi che caratterizzeranno il 19 maggio, dalle ore 14, la sessione dedicata alla sicurezza fisica all’interno della due giorni di Banche e Sicurezza (vedi qui i dettagli del programma e i relatori: https://banchesicurezza.abieventi.it/programma-2022).
«Ci troviamo in un momento particolare relativamente al tema della sicurezza», spiega Iaconis, «con una sovrapposizione sempre più spinta e sempre più sfumata tra rischi fisici e rischi cyber, e dove i diversi attori che operano nell’ambito della sicurezza devono essere in grado di mettere le tecnologie più avanzate non solo nel contrasto della cybercriminalità, ma anche per affrontare i pericoli fisici. Parliamo quindi di rapine e assalti, ma mettiamo in campo strumenti avanzati che vanno dalla big data analisys a sistemi di intelligenza artificiale per cogliere e interpretare quei “segnali deboli” che ci consentono di lavorare in maniera preventiva, anticipando le possibilità di crimini e incidenti».
Il titolo della sessione, “Physical security: robot, persone, processi e soluzioni organizzative e tecnologiche per affrontare cambiamenti e complessità”, traccia perfettamente il perimetro di questo nuovo campo d’azione, che spinge a non “sedersi sugli allori” dei trend di decrescita degli eventi criminosi indicati all’inizio.
«Le banche italiane continuano a investire mediamente ogni anno oltre 500 milioni di euro per rendere le proprie filiali ancora più protette e sicure. Adottando misure di protezione sempre più moderne ed efficaci e formando i propri dipendenti», ricorda Iaconis: «Resta la consapevolezza che su questo fronte non si può mai abbassare la guardia, bisogna sforzarsi di essere sempre un passo avanti rispetto agli attaccanti. Gli investimenti più significativi sono quelli che riguardano la videosorveglianza da remoto e i sistemi di casse automatizzate per cassieri, ma c’è un altro investimento – culturale – che sta rappresentando un punto di svolta: è il fatto che si è innescata una collaborazione positiva tra aziende bancarie, forze di polizia e autorità, che produce strategie e policy condivise», sottoliena Iaconis ricordando come scorso gennaio l’Abi abbia condiviso la nuova versione del Protocollo Anticrimine con il Ministero dell’Interno per rafforzare la collaborazione, attraverso dialogo e scambio di informazioni, e contrastare in modo sempre più efficace il fenomeno criminale delle rapine in banca (a oggi, il Protocollo è stato adottato da ben 61 prefetture). Come OSSIF, proprio in questa logica, abbiamo promosso un Osservatorio che allarga ulteriormente il perimetro della collaborazione, e coinvolge in una strategia comune anche le rappresentanze di altri settori esposti alla criminalità, dai commercianti al pharma ai gestori del petrol…».
Una collaborazione attiva, ed efficace, è anche quella con gli stessi fornitori delle soluzioni di sicurezza, favorita anche in questo caso da Ossif, come osserva Iaconis: «Tra la banca-utente e il fornitore tecnologico si innesca un circolo virtuoso: il feedback della banca consente al fornitore di rimodulare rapidamente il proprio prodotto o servizio in un upgrade continuo che fa crescere il livello di know-how complessivo del sistema».
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