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10 Gennaio 2026 / 02:43
 
Italiani tra fiducia e cautela: come cambiano le scelte finanziarie nel 2026

 
Fintech

Italiani tra fiducia e cautela: come cambiano le scelte finanziarie nel 2026

di Flavio Padovan - 9 Gennaio 2026
Un'indagine di Revolut fotografa aspettative, priorità di spesa e strumenti per gestire il denaro. Ad emergere è un cauto ottimismo, ma persistono timori e strategie di contenimento dei costi
Con l'avvio del 2026, gli italiani fanno i conti con le proprie prospettive economiche personali, tra segnali di fiducia e una diffusa attenzione alla sostenibilità delle spese. Una ricerca realizzata da Revolut in collaborazione con Dynata, su un campione rappresentativo di 1.000 cittadini italiani, offre una fotografia articolata dello stato d'animo dei consumatori e delle strategie adottate per affrontare i mesi a venire.
Il quadro che emerge è caratterizzato da un cauto ottimismo. Il 50% degli intervistati dichiara di sentirsi positivo rispetto alla propria situazione finanziaria nel 2026, mentre un ulteriore 14% si definisce soddisfatto della condizione attuale. Accanto a questa fiducia, però, persistono elementi di incertezza: il 40% esprime una visione pessimistica, quasi un italiano su tre si dice ansioso per il futuro finanziario e il 10% segnala difficoltà nel compiere progressi significativi nonostante l'impegno. Un equilibrio che riflette la complessità del contesto economico e l'eterogeneità delle situazioni familiari.

Pianificazione e sviluppo personale al centro delle strategie

Una parte crescente degli italiani guarda al 2026 come a un'occasione per rafforzare il controllo sulle proprie finanze. Il 21% degli intervistati intende gestire in modo più attivo il denaro attraverso risparmio e investimenti, mentre il 15% punta sullo sviluppo personale, come la ricerca di nuove opportunità lavorative o l'aggiornamento professionale, per migliorare il potenziale di reddito.
Si tratta di segnali che indicano una maggiore consapevolezza del legame tra competenze, pianificazione e stabilità finanziaria, in un contesto in cui la gestione del denaro è sempre più percepita come un processo continuo piuttosto che come una risposta emergenziale.

Autodisciplina prima di tutto, poi educazione e strumenti digitali

Alla domanda su quale sia il fattore più utile per migliorare la propria situazione finanziaria, gli italiani indicano innanzitutto elementi legati al comportamento individuale. Il 35% ritiene che l'autodisciplina sia lo strumento più efficace, evidenziando l'importanza di contenere le spese superflue e mantenere coerenza con i propri obiettivi.
Seguono l'educazione finanziaria, indicata dal 24% come leva fondamentale per comprendere meglio la gestione del denaro, e la disponibilità di strumenti digitali semplici e intuitivi, considerati utili dal 22% per monitorare spese, risparmi e investimenti. Accanto a queste priorità emergono anche soluzioni più legate ai comportamenti digitali: il 5% degli intervistati afferma che limitare o bloccare l'accesso ai social media aiuterebbe a ridurre le tentazioni di spesa, mentre il 12% si affiderebbe a strumenti basati sull'intelligenza artificiale per pianificare le proprie finanze in modo più efficace.
«Motivazione personale e autodisciplina restano i principali motori del progresso finanziario», osserva Ignacio Zunzunegui, Head of Growth Sud Europa di Revolut. «La tecnologia può però trasformare le buone intenzioni in risultati concreti, offrendo strumenti che aiutano a comprendere meglio il proprio denaro e a gestirlo in modo più consapevole».

Spese sotto controllo e scelte selettive

Accanto all'attenzione alla pianificazione, la ricerca evidenzia una diffusa propensione al contenimento dei costi. Quasi sei italiani su dieci prevedono di ridurre alcune voci di spesa nel corso del 2026 per far fronte alle uscite considerate essenziali, come abitazione, bollette e generi alimentari.
In particolare, il 25% dichiara che ridurrà la spesa per l'abbigliamento, il 24% quella per consumi non essenziali come viaggi o acquisti discrezionali, mentre il 18% opterà per prodotti alimentari più economici. Un dato più delicato riguarda il 7% degli intervistati che prevede di dover ridurre le spese sanitarie o mediche, segnale delle pressioni che continuano a gravare su una parte delle famiglie.
Nonostante ciò, alcune voci restano considerate difficilmente comprimibili. Il 18% afferma che, pur riducendo altre spese, cercherà di preservare quelle per i viaggi; il 12% proteggerà le spese per gli animali domestici e l'11% non è disposto a rinunciare a ristoranti, libri o attività culturali.

Un equilibrio ancora fragile

Nel complesso, il 30% degli italiani ritiene di poter gestire la propria situazione finanziaria con un certo sforzo, mentre solo il 9% si dichiara pienamente sicuro di potersi permettere tutto ciò di cui ha bisogno e desidera nel 2026. Un dato che restituisce l'immagine di un equilibrio ancora fragile, in cui fiducia e prudenza convivono e in cui la capacità di pianificare, scegliere e adattarsi rimane centrale.
Per il settore bancario e dei servizi finanziari, la fotografia che emerge indica una domanda crescente di strumenti semplici, educativi e orientati alla consapevolezza, in grado di accompagnare i cittadini in un contesto economico che richiede attenzione costante e decisioni sempre più informate.
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