è cultura! incontra L’Aquila: la prima tappa del gemellaggio con le Capitali italiane della Cultura
di Flavio Padovan
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3 Novembre 2026
Il Festival promosso da ABI e Acri avvia una collaborazione destinata a proseguire negli anni. Dal 16 al 25 ottobre, un programma gratuito tra arte, visite e attività educative ha coinvolto Banca d'Italia, BPER, Fondazione Carispaq, MUNDA e ADSI Abruzzo. Ruzzi (ABIMedia): «Vogliamo dare visibilità all'impegno culturale delle banche e delle fondazioni, metterlo in rete e renderlo patrimonio condiviso»
L'Aquila è la prima tappa di un progetto che accompagnerà, anno dopo anno, le Capitali italiane della Cultura. Il Festival è cultura!, promosso dall'Associazione Bancaria Italiana (ABI) e dall'Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio (Acri), ha inaugurato nella città abruzzese una collaborazione destinata a proseguire con le future Capitali italiane della Cultura. Il nuovo percorso amplia la rete di relazioni del Festival e ne rafforza la presenza sul territorio nazionale, coinvolgendo banche, fondazioni, musei, istituzioni e associazioni locali nella valorizzazione del patrimonio artistico e culturale e nella promozione di occasioni di partecipazione rivolte a pubblici diversi.
«Il gemellaggio con la Capitale della Cultura è una novità di quest'anno, ma è perfettamente in linea con lo spirito di è cultura!, un Festival diffuso su tutto il territorio nazionale», sottolinea Maria Teresa Ruzzi, Responsabile ABIMedia. «L'obiettivo è creare nuove collaborazioni, valorizzare le iniziative che già esistono e raggiungere un pubblico sempre più ampio. La cultura è un patrimonio che acquista ancora più valore quando viene condiviso e diventa accessibile a tutti».
Il progetto ha preso ufficialmente il via il 16 ottobre, con la presentazione del programma nell'Auditorium della Fondazione Carispaq. La collaborazione ha riunito Banca d'Italia, BPER Banca, Fondazione Carispaq, Museo Nazionale d'Abruzzo (MUNDA) e Associazione Dimore Storiche Italiane - Sezione Abruzzo, mettendo in relazione iniziative ed esperienze diverse. Fino al 25 ottobre, il calendario ha proposto visite guidate, aperture straordinarie e attività educative, offrendo a cittadini, famiglie, scuole e visitatori occasioni per conoscere il patrimonio culturale aquilano.
Visite, arte e laboratori: il programma aquilano
Il programma si è aperto il 17 ottobre con le visite alla sede aquilana della Banca d'Italia, in corso Federico II. Il percorso ha permesso di conoscere la storia della Filiale, le opere custodite al suo interno e il patrimonio bibliografico della Banca. Anche questa iniziativa ha fatto parte delle aperture organizzate dalla Banca d'Italia nell'ambito del Festival in diverse città italiane.
Dal 20 al 24 ottobre, il Museo Nazionale d'Abruzzo ha dedicato visite guidate gratuite al Gonfalone della città dell'Aquila, una delle testimonianze più importanti della sua identità storica e civica. Al Castello Cinquecentesco il pubblico ha potuto ammirare l'opera di Giovan Paolo Cardone, restaurata dopo i danni del terremoto del 2009 grazie al contributo dell'ABI e delle banche partecipanti al tavolo di lavoro sulla cultura. L'intervento, realizzato dall'Opificio delle Pietre Dure di Firenze tra il 2014 e il 2015, testimonia l'impegno collettivo del mondo bancario per la conservazione del patrimonio artistico e la sua restituzione alla fruizione pubblica.
Il 22 ottobre BPER Banca ha proposto tre appuntamenti a Palazzo Farinosi Branconi, storico edificio nel cuore della città che ospita il polo culturale de La Galleria BPER. Il programma ha affiancato alle visite delle sale storiche e delle collezioni attività didattiche per le scuole primarie e un laboratorio per famiglie con bambini dai 6 ai 10 anni. Tra i percorsi offerti al pubblico, la mostra permanente Scrigno di memorie. Paesaggi, colori e tradizioni: cinque secoli di arte del Meridione, che valorizza anche opere della storica collezione della Cassa di Risparmio della Provincia dell'Aquila, e l'esposizione I colori del Tempo. Lo splendore ritrovato di Palazzo Farinosi Branconi.
Il programma aquilano si è concluso il 25 ottobre con Palazzi Aperti - Dimore culturali, l'iniziativa promossa dall'Associazione Angelo de Nardis e da ADSI Abruzzo. La giornata ha previsto anche l'apertura straordinaria di Palazzo dei Combattenti, sede della Fondazione Carispaq e significativo esempio di architettura razionalista aquilana, con la possibilità di ammirare una Crocifissione di scuola fiamminga acquisita dalla Fondazione. Il calendario comprendeva inoltre percorsi tra dimore, oratori e cortili storici e una conferenza dedicata all'Aquila tra le due guerre.
L'impegno delle banche per una cultura aperta e condivisa
L'esperienza aquilana racconta il contributo di banche, fondazioni e istituzioni alla tutela, alla produzione e alla diffusione culturale. Le iniziative hanno coinvolto soggetti diversi, con ruoli distinti: BPER attraverso le attività de La Galleria, la Banca d'Italia con l'apertura della Filiale, la Fondazione Carispaq con l'apertura di Palazzo dei Combattenti nell'ambito dell'iniziativa Palazzi Aperti, promossa dall'Associazione Angelo de Nardis e da ADSI Abruzzo. A questi si aggiunge il contributo dell'ABI e delle banche al restauro del Gonfalone, valorizzato dalle visite del MUNDA. Un insieme di interventi che mostra come la promozione culturale possa comprendere restauri, mostre, laboratori e attività educative, oltre alla conservazione e all'apertura dei luoghi di pregio.
«Le banche e le fondazioni di origine bancaria svolgono da sempre un ruolo importante nella vita culturale del Paese. Custodiscono patrimoni artistici e architettonici, sostengono progetti, promuovono iniziative che spesso nascono da un rapporto profondo con i territori», osserva Ruzzi. «Con è cultura! vogliamo dare visibilità a questo impegno, metterlo in rete e soprattutto renderlo patrimonio condiviso, accessibile a un pubblico sempre più ampio».
È una missione che va ben oltre la settimana centrale del Festival. Attraverso il portale eculturadavivere.it e le attività di comunicazione che lo accompagnano, è cultura! promuove durante tutto l'anno le iniziative culturali realizzate da banche e fondazioni, offrendo loro una vetrina comune e contribuendo a far conoscere al grande pubblico un patrimonio di luoghi, opere, progetti ed esperienze distribuito in tutta Italia.
«La settimana del Festival è il momento in cui questo lavoro diventa più visibile, ma il nostro progetto vive tutto l'anno, raccontando e valorizzando le iniziative promosse da banche e fondazioni in tutta Italia», prosegue Ruzzi. «Vogliamo che la cultura sia sempre più un bene comune, capace di avvicinare le persone, creare occasioni di incontro e partecipazione e rafforzare il legame tra le comunità e i luoghi in cui vivono».
Una vocazione nazionale che si riflette nei numeri presentati in occasione della quarta edizione. Nel 2026 il Festival coinvolge oltre 60 partner, tra cui 24 banche e gruppi bancari e 18 fondazioni di origine bancaria. Secondo i dati diffusi a metà ottobre, dall'inizio dell'anno erano state promosse oltre 460 iniziative culturali e il calendario ne prevedeva più di 600 entro dicembre, rispetto alle 250 del 2025 e alle 150 del 2024. La settimana centrale della manifestazione, dal 16 al 24 ottobre, ha interessato oltre 50 città italiane. Una crescita che riguarda la diffusione geografica e la varietà delle proposte: esposizioni, spettacoli, laboratori, percorsi didattici, aperture di palazzi storici e incontri dedicati al rapporto tra cultura e società.
La cultura come risorsa per il futuro dei territori
Il gemellaggio con le Capitali italiane della Cultura aggiunge una nuova dimensione a questo percorso. Ogni anno il Festival potrà costruire collaborazioni con istituzioni e realtà locali diverse, valorizzando le specificità delle città coinvolte e dando maggiore visibilità alle iniziative già attive nei territori. La scelta di partire dall'Aquila assume un significato particolare: dopo il terremoto del 2009, il recupero del patrimonio storico e artistico è stato parte integrante del percorso di ricostruzione e rilancio della città.
La cultura diventa così una risorsa per conservare la memoria e l'identità dei luoghi, rafforzare l'attrattività dei territori e generare opportunità economiche e sociali.
«Le iniziative culturali sono un enorme potenziale anche per il turismo dei territori e fanno scoprire un'Italia nascosta che è un grande valore, una fonte potente di identità e benessere con cui riconnetterci e di cui essere tutti molto orgogliosi», sottolinea Ruzzi, richiamando i risultati raggiunti dall'Aquila in termini di attrattività turistica nel suo anno da Capitale italiana della Cultura.
L'esperienza avviata all'Aquila indica così una nuova strada per è cultura!: affiancare alla promozione delle iniziative di banche e fondazioni una rete più estesa di collaborazioni con istituzioni culturali e comunità locali. Il progetto proseguirà con le prossime Capitali italiane della Cultura, facendo conoscere luoghi, opere, progetti ed esperienze e contribuendo a rendere la cultura sempre più accessibile e partecipata.
Tutti gli appuntamenti del programma aquilano erano gratuiti. Il calendario dell'edizione 2026 è consultabile sul portale www.eculturadavivere.it.