Nel credito alle imprese, il dato non è più solo un supporto operativo, ma una leva strategica capace di trasformare tempi, processi e qualità della relazione. È questa la chiave di lettura proposta da Anna Roscio, Executive Director Sales & Marketing Imprese di Intesa Sanpaolo, a Credito al Credito 2026. “La gestione dei dati… può rappresentare un elemento di sviluppo nel rapporto tra banca e impresa”, spiega, indicando due benefici immediati: “la semplificazione dei processi e l’accelerazione dei tempi di risposta”. Un’evoluzione che contribuisce a un “forte riavvicinamento tra banca e impresa”, soprattutto nella fase di concessione del credito.
A rendere possibile questo salto sono strumenti sempre più avanzati di raccolta, lettura e interpretazione delle informazioni. “La tecnologia consente di reperire dati, raccogliere documenti, leggerli, sintetizzarli e formulare un giudizio”, sottolinea Roscio. Ma il paradigma non è quello della sostituzione: la distinzione tra operatività standard e casi complessi resta centrale. “Per le esigenze più semplici la tecnologia può fornire risposte immediate, mentre per quelle articolate il contributo umano rimane fondamentale”. Un equilibrio che definisce il nuovo perimetro competitivo anche rispetto all’ingresso delle fintech.
Nel nuovo contesto, il ruolo delle banche resta quindi centrale, ma deve evolvere. “La concessione del credito è un’attività interamente bancaria che va rinnovata grazie alla tecnologia”, evidenzia Roscio. Un passaggio cruciale soprattutto in una fase in cui gli incentivi pubblici, dal PNRR alla Transizione 4.0, si avviano alla conclusione, ma le esigenze di investimento delle imprese restano elevate.
Guardando avanti, la sfida è duplice. Da un lato, “le imprese devono comprendere che l’investimento è un fattore di crescita a prescindere dagli incentivi”; dall’altro, le banche sono chiamate a rafforzare il proprio ruolo di sostegno. “Il finanziamento, con formule dedicate a digitalizzazione, sostenibilità, energia e AI, può essere una leva centrale per la trasformazione delle imprese”. Un cambio di prospettiva che rimette il credito al centro dello sviluppo economico, in una logica più strutturale e meno dipendente dalle politiche pubbliche.


