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Bancaforte TV

Macchi (KPMG): “Npl ai minimi, ma l’incertezza impone criteri di valutazione più evoluti”

di Flavio Padovan Maddalena Libertini
20 Aprile 2026

Il credito bancario si presenta oggi in una condizione di solidità, ma il contesto richiede un’evoluzione dei modelli di valutazione. È questa la sintesi di Lorenzo Macchi, Partner e Head of Financial Services di KPMG, intervenuto a Credito al Credito 2026. “Il credito sta bene, è in una posizione robusta, con crediti deteriorati ai minimi storici e tassi di default a livelli fisiologici”, evidenzia. Un quadro positivo che però si confronta con un contesto macroeconomico e geopolitico sempre più incerto.

Proprio l’incertezza rappresenta il principale elemento di discontinuità. “Le pressioni geopolitiche influenzano inflazione e tassi di interesse, richiamando l’attenzione sui criteri di concessione del credito”, sottolinea Macchi. La sfida per le banche è quindi rafforzare la capacità di selezione attraverso indicatori in grado di anticipare eventuali criticità, intervenendo prima che si traducano in deterioramento. Un tema su cui anche la vigilanza, per il 2026, ha indicato un rinnovato focus.

Nel frattempo, il legame tra credito ed ESG si conferma strutturale. “La correlazione tra rischio fisico e perdite sui finanziamenti è ormai riconosciuta dai dati di mercato”, osserva Macchi. Questo rende la sostenibilità un elemento sempre più centrale nella valutazione del merito creditizio, anche alla luce degli obblighi assicurativi sui rischi catastrofali.

Sul fronte della transizione, le evidenze di mercato rafforzano ulteriormente questa direzione. “Le aziende con prodotti o modelli ‘green’ mostrano migliori performance in termini di ricavi e capitalizzazione”, evidenzia Macchi, sottolineando la correlazione positiva tra sostenibilità e solidità finanziaria. A ciò si aggiunge una dinamica globale: la riduzione dei costi delle tecnologie rinnovabili e la crescente diffusione della transizione energetica oltre il perimetro europeo.

In questo scenario, il credito si conferma leva centrale per accompagnare la trasformazione economica, ma richiede modelli sempre più sofisticati, capaci di integrare rischio, sostenibilità e prospettive di lungo periodo.


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