L’ingresso dei crypto asset service provider nel perimetro regolamentare europeo segna una svolta per l’intero ecosistema finanziario digitale. A spiegarlo è Lorenzo Fagioli, Partner Financial Crime - Financial Services Risk Consulting di EY, che nell’intervista rilasciata a Bancaforte analizza gli effetti dell’entrata in vigore di MiCAR e dell’AML Package sui modelli di compliance, governance e gestione dei rischi degli operatori crypto.
“Per la prima volta i soggetti CASP vengono ricondotti all’interno del perimetro antiriciclaggio europeo con applicazione dei medesimi requisiti regolamentari previsti per gli operatori tradizionali”, osserva Fagioli. Un cambiamento che, secondo EY, sta già accelerando il rafforzamento dei framework di controllo, dall’adeguata verifica al monitoraggio transazionale, fino ai presidi contro riciclaggio, finanziamento del terrorismo e violazione delle misure restrittive.
Al centro della trasformazione c’è anche il ruolo della nuova autorità europea AMLA, destinata a imprimere un’ulteriore accelerazione alla qualità dei controlli. “Non si tratta semplicemente di rispondere a una norma, ma di generare credibilità e sostenibilità nel tempo”, sottolinea Fagioli, evidenziando come gli operatori crypto siano chiamati a investire in programmi strategici di medio periodo per raggiungere livelli di controllo comparabili alle best practice del settore bancario.
Secondo EY, anche gli operatori finanziari tradizionali che stanno entrando nel business crypto dovranno affrontare una profonda evoluzione organizzativa e culturale. “Sarà necessario investire in programmi di formazione e upskilling per fornire alle funzioni antiriciclaggio competenze su blockchain, modelli operativi e schemi di rischio crypto”, spiega Fagioli.
Tra i principali fattori di rischio emergono l’utilizzo di wallet autocustoditi, la maggiore rapidità delle transazioni cross-border e il crescente impiego delle stablecoin per aggirare misure restrittive e controlli interbancari. Per mitigare questi rischi, EY evidenzia l’importanza di strumenti avanzati di blockchain analytics, strong authentication, whitelist risk-based e modelli di monitoraggio multi-chain.
Le attività di assessment condotte da EY mostrano inoltre come i futuri CASP stiano concentrando gli investimenti soprattutto su governance, adeguata verifica, monitoraggio transazionale e autovalutazione dei rischi AML. “Investire in formazione rappresenta un elemento essenziale per diffondere una cultura basata sul rischio e garantire maggiore resilienza dei framework antiriciclaggio”, conclude Fagioli.



