Pagamenti digitali, la sfida ora è l'accettazione
di Flavio Padovan
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6 Maggio 2026
Una ricerca di Pepe Research mostra un'Italia in cui il pagamento da smartphone è ormai un'abitudine per oltre metà della popolazione. Restano però differenze territoriali e, soprattutto, molti consumatori si scontrano ancora con esercizi commerciali che non supportano il metodo di pagamento preferito
L'adozione dei pagamenti digitali continua ad avanzare, ma non con la stessa velocità lungo tutta la filiera. Se da una parte cresce il numero di italiani che utilizzano lo smartphone per pagare, dall'altra permane un limite che rischia di rallentarne la diffusione: la disponibilità dei punti vendita ad accettare in modo uniforme le diverse soluzioni di pagamento.
È uno degli elementi che emerge da una ricerca realizzata da Pepe Research su un campione di 1.922 persone. Oltre la metà degli intervistati (52%) dichiara di utilizzare almeno occasionalmente lo smartphone per effettuare pagamenti, mentre il 14% lo fa ogni giorno o quasi. Rimane comunque una quota significativa di popolazione, il 48%, che non utilizza ancora questa modalità di pagamento.
L'utilizzo cresce sensibilmente tra i più giovani e nelle aree urbane. Tra gli under 25 i non utilizzatori scendono al 33%, mentre nella fascia tra 55 e 74 anni raggiungono il 70%. Anche la dimensione del comune incide sulle abitudini: nei centri con oltre 100 mila abitanti la quota di chi non usa lo smartphone per pagare è del 41%, contro il 59% dei comuni sotto i 5 mila abitanti. La stessa tendenza emerge osservando gli utenti più assidui: paga ogni giorno con lo smartphone il 24% degli under 25 e il 21% di chi vive nelle città più grandi.
La ricerca mostra inoltre che il mercato sta diventando sempre meno legato a un'unica piattaforma. Tra chi utilizza i pagamenti da smartphone, il 45% ricorre a più di un'applicazione: il 39% utilizza due o tre strumenti diversi e un ulteriore 6% ne impiega almeno quattro. Un comportamento che riflette la crescente diffusione di wallet, app bancarie e servizi di pagamento alternativi, spesso utilizzati in modo complementare.
L'indicazione più interessante riguarda però il rapporto tra domanda e offerta. Tre utilizzatori su quattro (74%) raccontano di essersi trovati almeno una volta nella condizione di voler pagare con la propria app preferita senza poterlo fare perché il punto vendita non era attrezzato; per il 18% è un'esperienza che si verifica spesso o addirittura sempre. Il fenomeno è ancora più evidente nei piccoli comuni e nel Mezzogiorno, dove la disponibilità di sistemi di pagamento digitali appare meno diffusa proprio a fronte di una domanda potenziale in crescita.
Secondo Giovanni Salvadori, Marketing Specialist di Pepe Research, è proprio questo uno degli aspetti più interessanti emersi dall'indagine: «La domanda di innovazione è particolarmente forte proprio nei segmenti dove oggi l'utilizzo dello smartphone per i pagamenti è ancora più limitato. È un'indicazione che lascia intravedere un significativo potenziale di crescita per gli operatori del settore».