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26 Marzo 2026 / 11:33
 
Mendia (ReActive): “T+1 strategico se inteso come tassello di un disegno più ampio”

 
Scenari

Mendia (ReActive): “T+1 strategico se inteso come tassello di un disegno più ampio”

A cura della redazione - 26 Marzo 2026
Nell'analisi di Mario Mendia, Amministratore Delegato di ReActive (Gruppo Almaviva), le criticità presenti della nuova normativa, ma anche le strategie - e gli strumenti - per renderla una leva di trasformazione positiva.
 
Dottor Mendia, l'implementazione del T+1 pone agli operatori alcune criticità e cambi di modello. Quali sono a vostro parere gli aspetti che verranno più impattati?
La criticità principale è l'eliminazione del giorno buffer, oggi disponibile, per le attività di middle e back office. Con T+1, qualsiasi intervento manuale deve essere evitato e, se necessario per gestire un'eccezione, deve avvenire il giorno stesso della negoziazione, spesso fuori orario di ufficio. Il modello a tendere deve essere totalmente automatizzato — incluso l'exception management — con un'orchestrazione end-to-end error-proof in cui nessun task può essere gestito in modo isolato. Gli aspetti impattati saranno molteplici. Trade matching, allocation e conferme rappresentano una novità strutturale: il nuovo regime ne richiede un'applicazione estensiva oggi assente in molti contesti e prevede tempi sfidanti sia nella giornata operativa, le 23 di T0, sia dal punto di vista della realizzazione progettuale, a dicembre di quest'anno. La gestione della liquidità e delle corporate actions richiede una ridefinizione profonda, poiché molti tempi e scadenze attuali risultano incompatibili per tempi e logiche con il nuovo ciclo. Il securities lending va ripensato per garantire tempestività rispetto a esigenze in rapida evoluzione. Il settlement stesso risulta paradossalmente meno critico grazie a meccanismi già disponibili come partial settlement, hold & release. Sul piano tecnologico, l'accorciamento dei tempi rende sempre più obsolete le architetture batch, ma la transizione non può essere radicale: occorre convivere con sistemi legacy garantendo disponibilità e qualità del dato nell'ambito dei vincoli.
Questo passaggio apre agli operatori anche opportunità? Quali, per esempio?
T+1 non è un adempimento isolato: è un tassello di un disegno più ampio che comprende Pontes, APPIA, l'Euro Digitale, il 28° Regime e la Savings and Investments Union — programma per mobilitare fino a 10.000 miliardi di risparmi verso investimenti produttivi europei. A livello operativo, chi eviterà le implementazioni last-minute di pura compliance potrà sfruttare T+1 come leva di trasformazione: ridisegnare processi e sistemi, focalizzarsi sui segmenti più redditizi e ridurre il capitale immobilizzato a supporto della negoziazione.
Quali sono le soluzioni che come ReActive/Almaviva Group potete produrre per accompagnare il settore bancario e gli operatori in questa implementazione?
Una soluzione di trade matching nativa e modulare, integrabile nelle architetture esistenti. Opera in modalità aperta con le controparti, supporta i nuovi formati ISO ma gestisce l'eterogeneità degli attuali ecosistemi integrando i formati in uso e garantendo STP end-to-end in ogni scenario, in particolare per il matching dell'OTC, è previsto il caricamento dei dati anche a partire da formati non strutturati, quali documenti PDF e/o immagini. L'exception management è al centro: rilevazione proattiva di disallineamenti, ricomposizione parametrizzata fin dalla partenza, con AI generativa per l'addestramento progressivo sui flussi reali. A fianco della soluzione, offriamo esperti della value chain per l'integrazione della piattaforma, il redesign architetturale, il testing e l'operational support — con presidio dei task negli orari critici che gli operatori trovano più difficili da gestire autonomamente. Il nostro obiettivo è permettere che le risorse investite nel cambiamento realizzino un'effettiva trasformazione digitale di questi processi.
 
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