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06 Novembre 2026 / 09:42
 
EUDI Wallet, Bancomat e Lissi testano la SCA per autorizzare i pagamenti

 
Pagamenti

EUDI Wallet, Bancomat e Lissi testano la SCA per autorizzare i pagamenti

di Flavio Padovan - 6 Novembre 2026
Primi riscontri positivi dalle prove di interoperabilità basate sulla specifica europea TS12. Il test mette alla prova uno dei passaggi più delicati dell'EUDI Wallet nei servizi finanziari: utilizzare il wallet per l'autenticazione forte mantenendo il dialogo tra implementazioni e provider diversi
Bancomat e Lissi hanno avviato test congiunti per utilizzare l'EUDI Wallet nella Strong Customer Authentication richiesta per autorizzare i pagamenti elettronici. I primi riscontri delle prove di interoperabilità, condotte sulla base della Technical Specification 12 dell'Architecture and Reference Framework europeo, sono positivi.
È ancora un test, non un servizio disponibile sul mercato. Ma riguarda uno dei nodi sui quali si giocherà buona parte della concreta utilizzabilità dell'identità digitale europea nei pagamenti: fare in modo che wallet, banche, prestatori di servizi di pagamento e circuiti possano riconoscersi e scambiarsi le informazioni necessarie utilizzando specifiche comuni.
Nel test Bancomat mette a disposizione le componenti per l'emissione e la verifica delle attestazioni utilizzate per la Strong Customer Authentication. Lissi interviene sull'altro versante con il proprio EUDI Wallet e con il Connector che consente al prestatore di servizi di pagamento di dialogare con il wallet.
La TS12 definisce precisamente questo meccanismo. L'EUDI Wallet non diventa un nuovo circuito di pagamento e non sostituisce l'infrastruttura sulla quale viaggia la transazione. Può invece essere utilizzato per autenticare il cliente e legare quella autenticazione a una specifica operazione, secondo i requisiti della SCA.
Per il cliente, in prospettiva, significa poter utilizzare il wallet europeo anche in una fase oggi normalmente gestita attraverso gli strumenti di autenticazione messi a disposizione dalla propria banca o dal PSP.
Per gli operatori il problema è più complesso. Un wallet sviluppato in Italia deve poter funzionare con servizi e infrastrutture realizzati in altri Paesi, e viceversa. Da qui l'insistenza di Bancomat sull'interoperabilità.
«Deve essere un principio fondamentale fin dalla progettazione, consentendo all'ecosistema italiano di collegarsi efficacemente agli altri ecosistemi e alle diverse implementazioni europee», osserva Matteo Valenti, Chief Product Officer di Bancomat.
Il test con Lissi serve proprio a verificare questo punto. Il Lissi Wallet opera come wallet unit, mentre il Lissi EUDI Wallet Connector gestisce lato prestatore di servizi di pagamento l'emissione e la verifica delle attestazioni necessarie alla SCA. Due componenti differenti, sviluppate da soggetti diversi, che devono parlare lo stesso linguaggio.
Ed è probabilmente questa la parte più importante della sperimentazione. Perché il successo dell'EUDI Wallet nei pagamenti dipenderà meno dalla disponibilità teorica della funzione e molto di più dalla capacità di utilizzarla senza creare nuove frammentazioni.
La stessa TS12 non si limita alla conferma di un pagamento. La specifica europea contempla anche l'autenticazione per l'accesso ai servizi, l'accesso alle informazioni dei conti e gli e-mandate. Il wallet può quindi diventare una componente trasversale della relazione digitale tra cliente e prestatore di servizi finanziari.
Bancomat sta lavorando su questo fronte anche attraverso il consorzio APTITUDE e la collaborazione avviata con APSP nell'ambito della sperimentazione italiana. L'obiettivo dichiarato è contribuire alla costruzione di una federazione nazionale capace di utilizzare i paradigmi dell'EUDI Wallet applicando anche modelli già conosciuti nel mercato dei pagamenti, compreso quello degli schemi a quattro parti. Un passo interessante perché sposta la discussione dal solo piano tecnologico a quello industriale.
Una volta definite identità, autenticazione e interoperabilità, resta infatti da stabilire come organizzare le relazioni tra wallet provider, banche, PSP, issuer delle attestazioni e soggetti che richiedono quelle credenziali. Chi garantisce le regole comuni? Chi collega i diversi attori? Come vengono remunerati i servizi? Quale ruolo possono svolgere infrastrutture e circuiti già presenti sul mercato?
Bancomat sembra candidarsi a presidiare anche questo spazio, utilizzando competenze e infrastrutture sviluppate nei pagamenti per contribuire alla costruzione dell'ecosistema italiano dell'identità digitale.
Sul fronte tecnologico, Lissi considera i risultati dei test un'indicazione della maturazione della TS12. «I pagamenti sono l'ambito in cui l'EUDI Wallet verrà utilizzato quotidianamente», afferma Sebastian Bickerle, Co-Founder e CTO di Lissi, sottolineando la capacità della società di operare su entrambi i lati del processo, wallet e componenti destinate ai PSP.
La prudenza resta necessaria. Un test di interoperabilità positivo non equivale a certificare un modello pronto per l'utilizzo su larga scala. Specifiche, implementazioni, regole operative e modelli economici devono ancora essere messi alla prova in un ecosistema nel quale opereranno una pluralità di wallet e provider europei. Ma è esattamente per questo che questi test contano.
Finché l'EUDI Wallet rimane una cornice normativa e architetturale, il rischio di frammentazione resta astratto. Quando due implementazioni indipendenti cominciano a scambiarsi attestazioni e a verificare concretamente una SCA, si entra nella fase nella quale l'interoperabilità può essere misurata.
Il tema sarà inevitabilmente tra quelli da seguire al Salone dei Pagamenti 2026, dal 24 al 26 novembre all'Allianz MiCo di Milano, dove Bancomat sarà Main Partner. Identità digitale e pagamenti stanno infatti diventando due componenti sempre meno separabili della stessa esperienza. I test con Lissi mostrano uno dei modi in cui questa convergenza potrebbe tradursi in infrastruttura.
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