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WeSec, Vavrova (ABI): Nella sicurezza investire nelle relazioni conta quanto investire nella tecnologia

12 Agosto 2026

AI Club - Class CNBC: Intervista a Veronika Vavrova, Responsabile Divisione Governo Operativo ABI

Cybersecurity e frodi, sovranità tecnologica, intelligenza artificiale, infrastrutture, sicurezza fisica. WeSec nasce per mettere insieme dimensioni che troppo spesso vengono affrontate separatamente. E per aggiungere un elemento senza il quale anche gli strumenti più sofisticati rischiano di perdere efficacia: la capacità di condividere informazioni, esperienze e conoscenze.

Ne ha parlato Veronika Vavrova, Responsabile Operational Governance dell’ABI, ad AI Club di Class CNBC. Ospite di Mariavittoria Zaglio, Vavrova ha anticipato alcuni dei temi della prima edizione di WeSec - Il Salone della Sicurezza, promosso dall’ABI e in programma il 22 e 23 settembre all’Allianz MiCo di Milano.

Il lavoro parte naturalmente dall’analisi delle minacce e degli strumenti di resilienza. Ma l’obiettivo dell’ABI, spiega Vavrova, è anche quello di creare «spazio per il pensiero strategico» e piattaforme nelle quali far circolare informazioni qualificate. E non solo tra le banche, ma anche con istituzioni, forze dell'ordine, imprese di ogni settore, cittadini.

Un approccio che è alla base del programma di WeSec. Cinque i grandi filoni richiamati nell’intervista: cybersecurity e cyber fraud; sovranità tecnologica e infrastrutture; intelligenza artificiale e nuovi strumenti; integrazione tra sicurezza fisica e digitale; e, su tutto, la cultura della sicurezza. Perché il punto debole non è necessariamente una tecnologia. Può essere un processo, un comportamento, una singola persona. E in un ambiente fortemente interconnesso una vulnerabilità può propagarsi molto rapidamente.

La consapevolezza, quindi, non può fermarsi agli specialisti. WeSec vuole uscire da questo recinto. Il Salone nasce proprio aperto a una platea molto più ampia proprio perché la sicurezza riguarda chi progetta le tecnologie e chi le utilizza, chi governa le organizzazioni e chi ogni giorno accede a un servizio digitale.

Nell’intervista Vavrova insiste soprattutto sulla necessità di fare rete. «Le relazioni in questo campo sono essenziali», afferma. La ragione è semplice: nella sicurezza la tutela del singolo operatore passa anche dalla solidità dell’ecosistema di cui fa parte.

È una logica sulla quale ABI lavora da tempo, favorendo lo scambio di best practice e informazioni tra banche e operatori finanziari e costruendo partenariati pubblico-privati con soggetti come Banca d’Italia e Polizia Postale. La stessa rete si estende ai cittadini attraverso le attività di sensibilizzazione e cyber education.

Ma c'è un punto che Vavrova sottolinea in modo particolare: «Investire nelle relazioni è altrettanto importante quanto investire nei termini economici e nello sviluppo della tecnologia». Un messaggio che sposta il tema della sicurezza dal solo terreno degli strumenti a quello dell’organizzazione e della collaborazione.

L’intelligenza artificiale rende questa esigenza ancora più evidente. Accelera l’innovazione e rafforza le capacità di analisi e difesa, ma rende contemporaneamente più sofisticati gli strumenti a disposizione di chi attacca. Non a caso l’AI sarà uno dei temi di WeSec, accanto alla sovranità tecnologica e alle infrastrutture, dentro una riflessione che comprende anche geopolitica e sicurezza fisica.

Il 22 e 23 settembre a Milano si confronteranno quindi competenze e mondi diversi, accomunati da un problema che nessuno può risolvere da solo. È probabilmente questa la chiave più semplice per leggere la prima edizione di WeSec: la sicurezza cresce quando cresce la qualità della rete che la sostiene.

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