Pagamenti, il contactless è la regola. E il mobile vale già il 30%
di Flavio Padovan
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5 Novembre 2026
Il report di Banca d'Italia pubblicato a fine ottobre fotografa abitudini sempre più digitali: nel primo semestre 2026 il 93% dei pagamenti con carta al POS avviene senza contatto. Crescono bonifici istantanei e open banking, mentre i prelievi restano sotto i livelli precedenti alla pandemia
Inserire la carta nel POS è diventato un gesto residuale. Nel primo semestre del 2026 il 93% dei pagamenti con carta al punto vendita è avvenuto in modalità contactless; quelli effettuati tramite dispositivi mobili hanno raggiunto il 30% del totale. Il cambiamento si vede alla cassa, ma riguarda una parte ben più ampia del sistema: tra il 2022 e il secondo trimestre del 2026 il numero delle operazioni con strumenti alternativi al contante è quasi raddoppiato.
Le statistiche pubblicate da Banca d'Italia il 27 ottobre, aggiornate al 30 giugno 2026, descrivono un'evoluzione che ha superato la spinta eccezionale della pandemia. Le restrizioni avevano accelerato il ricorso ai canali digitali; negli anni successivi l'utilizzo si è mantenuto su livelli più elevati, un andamento che Via Nazionale legge come il probabile segnale di un cambiamento strutturale nelle abitudini di pagamento.
Il grafico di apertura del rapporto dà la misura del percorso: da circa 2,5 miliardi di operazioni nel primo trimestre del 2022 a circa 4,5 miliardi nel secondo trimestre del 2026. Si tratta del numero delle transazioni, non del loro controvalore. E il perimetro degli strumenti alternativi al contante comprende anche assegni e altre forme di incasso: la crescita complessiva è riconducibile in larga parte alle carte, ma non va confusa con una misura dei soli pagamenti digitali né con la loro quota sul totale degli acquisti.
A sostenere l'espansione sono soprattutto le carte di debito e le prepagate, cresciute al POS più delle carte di credito. Nel secondo trimestre del 2026 il debito rappresenta il 71,9% delle operazioni con carta al punto vendita, le prepagate il 17,1% e il credito l'11%. Debito e prepagate arrivano così, insieme, all'89% delle transazioni. Per gli operatori è una composizione da tenere presente nello sviluppo dell'offerta e dei servizi di accettazione: gran parte della frequenza d'uso si concentra su questi strumenti.
La stessa carta di debito guadagna terreno nei pagamenti a distanza. Il rapporto segnala dal 2022 una crescita particolarmente sostenuta di questa componente, accanto all'utilizzo già consolidato delle prepagate e delle carte di credito. L'espansione interessa quindi sia il negozio fisico sia i canali remoti, con un ruolo del debito che si estende oltre il suo impiego tradizionale al POS.
La diffusione del contactless aggiunge un altro elemento. Con il 93% delle operazioni nel primo semestre, il pagamento senza contatto è ormai la modalità ordinaria di utilizzo della carta in negozio. All'interno di questa evoluzione, il 30% attribuito ai dispositivi mobili rende evidente quanto il rapporto con la carta possa passare da un'interfaccia diversa dal supporto fisico. Le due percentuali non si sommano: il mobile non costituisce una quota aggiuntiva rispetto al contactless. Per banche e prestatori di servizi di pagamento cresce, di conseguenza, il peso dell'esperienza d'uso del dispositivo e dell'integrazione dei servizi nella relazione con il cliente.
I bonifici restano il secondo strumento per numero di operazioni. Il confronto con le carte richiede però di considerare funzioni diverse: queste ultime riflettono soprattutto gli acquisti di beni e servizi dei consumatori; i bonifici servono a trasferire denaro tra famiglie, imprese e altri operatori per molteplici finalità, spesso con importi mediamente più elevati.
Anche qui la crescita si accompagna a una progressiva diffusione dei canali digitali. In tutti i trimestri esaminati, la parte prevalente dei bonifici è stata disposta tramite internet banking, mobile banking e altri servizi telematici. Il ricorso allo sportello e agli ATM per impartire l'ordine rimane marginale e tende a ridursi. La disponibilità del servizio attraverso i canali digitali è dunque una componente centrale dell'utilizzo dello strumento, anche nei rapporti che non nascono da un acquisto.
Tra i bonifici SEPA cresce soprattutto la componente istantanea. Banca d'Italia riconduce la dinamica sostenuta degli SCT Inst alla maggiore accessibilità del servizio e alle recenti modifiche del quadro regolamentare. Gli istantanei restano una quota minoritaria del totale SEPA, ma la loro incidenza aumenta sensibilmente lungo il periodo osservato.
Per il settore, il dato rende concreta la prospettiva di sviluppare servizi di incasso e pagamento che utilizzino trasferimenti immediati tra conti. Il rapporto non misura però quanto questa crescita dipenda da nuovi utilizzi e quanto dalla sostituzione di bonifici ordinari. È una distinzione rilevante per valutare l'espansione commerciale degli istantanei e il loro possibile impiego nei pagamenti di acquisto.
L'open banking offre un ulteriore punto di osservazione. Aumentano rapidamente le chiamate API attraverso le quali le terze parti autorizzate, con il consenso degli utenti, si collegano ai conti di pagamento. Gli AISP forniscono servizi informativi, come la consultazione di saldi e movimenti; i PISP consentono di avviare ordini di pagamento. Crescono anche le operazioni dispositive effettuate tramite questi ultimi.
Sono indicatori da leggere separatamente: una chiamata API non equivale a un pagamento e la crescita degli accessi informativi non misura, da sola, l'adozione dei servizi dispositivi. Il fatto che aumentino anche le disposizioni PISP documenta tuttavia un utilizzo operativo dell'open banking. Per Banca d'Italia, lo sviluppo di questi servizi facilita l'integrazione con piattaforme digitali e nuovi modelli operativi, amplia le possibilità di gestione dei pagamenti e favorisce l'interoperabilità tra operatori.
La diffusione del digitale convive con prelievi di contante che, dopo la discontinuità del 2020, hanno mostrato oscillazioni contenute. Prima della pandemia i prelievi agli ATM erano stati sostanzialmente stabili, su una media di circa 1,4 miliardi di operazioni annue. Nel 2020 erano scesi a circa 1,1 miliardi, per poi mantenersi negli anni successivi su livelli inferiori a quelli precedenti all'emergenza sanitaria.
L'ATM conserva un ruolo determinante: nel primo semestre del 2026 vi è transitato oltre l'88% dei prelievi complessivi. Le carte di debito restano lo strumento prevalente per ritirare banconote, mentre credito e prepagate pesano molto meno. Aumentano i prelievi presso supermercati, tabaccherie e negozi di prossimità, ma la loro quota sul totale nel 2025 si ferma allo 0,3%. Questi canali ampliano le possibilità di accesso al contante, pur mantenendo ancora un peso limitato nei volumi.
Il numero dei prelievi, naturalmente, non coincide con il numero dei pagamenti in contanti. La relativa stabilità dei primi non consente quindi di ricavare la quota dei secondi sugli acquisti. Per chi gestisce le reti di accesso, resta comunque una domanda di servizio da considerare nelle scelte sulla distribuzione e sull'operatività degli sportelli automatici.
Un cambiamento meno visibile riguarda la circolazione delle banconote tra gli operatori e la banca centrale. Nell'arco degli ultimi dieci anni diminuiscono sia gli esiti, ossia i biglietti prelevati presso le filiali di Banca d'Italia, sia gli introiti, quelli versati. Il rapporto attribuisce l'andamento alla diffusione degli strumenti alternativi al contante e allo sviluppo delle sale conta, che consentono agli operatori istituzionali di scambiarsi banconote riducendo la necessità di ricorrere alla banca centrale.
Il calo dei flussi riflette quindi anche una diversa organizzazione del circuito del contante. Rimane riconoscibile la stagionalità: i prelievi presso Banca d'Italia raggiungono il massimo nell'ultimo trimestre, in relazione ai consumi natalizi; i versamenti toccano il picco nel primo, quando rientrano le eccedenze accumulate dagli operatori. Il minimo particolarmente marcato degli introiti nel secondo trimestre del 2020 resta legato all'avvio della pandemia e alla minore circolazione delle banconote.
Alla vigilia del Salone dei Pagamenti, in programma dal 24 al 26 novembre all'Allianz MiCo di Milano, questi dati offrono una base concreta al confronto tra gli operatori. L'uso quotidiano delle carte è ormai largamente contactless e sempre più spesso mobile; sui trasferimenti tra conti si allarga lo spazio degli istantanei e dei servizi di open banking. Per banche e imprese dei pagamenti, una parte decisiva del lavoro sarà trasformare questa frequenza d'uso in servizi che semplifichino gli acquisti e la gestione degli incassi, mantenendo adeguato l'accesso al contante per chi continua a utilizzarlo.