Il credito torna al centro dello sviluppo economico, ma il suo andamento nei prossimi anni resta un’incognita aperta. È la lettura proposta da Alessandro Carpinella, Senior Partner di Prometeia, a Credito al Credito 2026. “Capire come il credito verrà distribuito alle imprese significa risolvere un enigma”, osserva, evidenziando il divario tra previsioni macroeconomiche prudenti - crescita intorno all’1,5% - e aspettative più ambiziose del settore bancario, che arrivano fino al 5%.
Per interpretare questa dinamica, Carpinella individua alcuni segnali chiave. “Le grandi banche tornano con fiducia a cercare quote di mercato e a competere più duramente”, spiega, indicando una rinnovata pressione competitiva nel settore. A questo si aggiungono i grandi investimenti legati alle transizioni in atto - digitale, energetica e geopolitica - che potrebbero generare una domanda di credito ancora difficile da quantificare.
Il nodo più rilevante riguarda però il ruolo delle PMI. “Il credito alle PMI è stato una grande mancanza negli ultimi anni”, sottolinea Carpinella, evidenziando come un rilancio deciso su questo segmento possa avere un impatto significativo sull’intero sistema. Un cambio di passo che riporterebbe il credito a essere leva diffusa di crescita e non solo supporto a operazioni di maggiore dimensione.
In questo contesto, emerge anche una trasformazione del modello bancario. “Sono tornate le banche universali”, osserva Carpinella, sottolineando come gli istituti stiano investendo in modelli di servizio più completi e integrati, con il credito al centro della relazione con il cliente. Una scelta che implica maggiori costi, ma che punta a rafforzare l’efficacia commerciale e la capacità di presidio del mercato.


