Credito alle famiglie: finisce la stagione delle surroghe, il mercato cerca nuovi motori di crescita
di Flavio Padovan
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26 Giugno 2026
La 60ª edizione dell'Osservatorio Assofin-CRIF-Prometeia evidenzia un mercato ancora in espansione, ma con dinamiche diverse rispetto al 2025. Crescono il credito al consumo, i finanziamenti per la transizione energetica e il digitale, mentre resta contenuta la rischiosità
Il credito alle famiglie continua a crescere anche nel primo trimestre del 2026, ma le leve che sostengono il mercato non sono più quelle dell'anno scorso. La progressiva riduzione dell'effetto trainante delle surroghe lascia spazio a una domanda sempre più legata ai nuovi acquisti, agli investimenti delle famiglie e alla transizione energetica. Sullo sfondo rimangono un contesto internazionale ancora instabile, una politica monetaria meno espansiva e politiche di concessione che continuano a privilegiare la qualità del credito.
È questa l'indicazione che emerge dalla 60ª edizione dell'Osservatorio sul Credito al Dettaglio realizzato da Assofin, CRIF e Prometeia, che analizza l'evoluzione del credito retail e ne delinea le prospettive per i prossimi anni.
Il credito al consumo accelera
Il comparto più dinamico resta il credito al consumo.Dopo un 2025 chiuso con una crescita delle erogazioni del 2,4%, nei primi tre mesi del 2026 i flussi accelerano al 4,9%. A sostenere il mercato sono soprattutto i finanziamenti finalizzati all'acquisto di auto e moto (+6,2%), favoriti anche dalla prosecuzione degli incentivi per la mobilità sostenibile.
La cessione del quinto continua a registrare la dinamica più vivace (+7,5%), mentre i prestiti personali mantengono un andamento positivo (+4,1%). Tornano a crescere anche gli altri finanziamenti finalizzati (+5,5%) e, seppure con intensità limitata, le operazioni di rateizzazione tramite carta di credito (+0,7%).
Nel complesso, la domanda continua a orientarsi verso forme di finanziamento legate a investimenti e acquisti di maggiore valore piuttosto che ai consumi di breve periodo.
Per i mutui cambia il ciclo
Anche il mercato dei mutui entra in una fase diversa. I finanziamenti destinati all'acquisto dell'abitazione continuano a crescere (+4%), ma con ritmi molto inferiori rispetto al +23% registrato nel 2025. A cambiare radicalmente è soprattutto il peso delle surroghe, che dopo aver sostenuto il mercato per effetto della riduzione dei tassi registrano un calo del 66,8%, segnale del progressivo esaurimento dei contratti ancora migliorabili sotto il profilo economico.
Nel complesso, i flussi di mutui alle famiglie segnano una contrazione del 5,7%, pur in presenza di un mercato immobiliare che continua a mostrare segni di vitalità. Le erogazioni a tasso fisso rimangono prevalenti, rappresentando il 78% del totale, mentre iniziano a guadagnare spazio le formule miste, salite dal 10 al 14%.
La spinta della transizione energetica
Tra gli elementi che continuano a sostenere il mercato c'è la domanda di finanziamenti collegati alla sostenibilità. Nel 2025 sono raddoppiati i mutui destinati all'acquisto di immobili ad alta efficienza energetica e agli interventi di riqualificazione. Anche nel credito al consumo cresce il peso dei finanziamenti per pannelli fotovoltaici, pompe di calore e altri interventi di efficientamento, che rappresentano ormai il 21% del valore dei finanziamenti destinati alla casa.
La stessa dinamica interessa la mobilità sostenibile, che arriva a rappresentare il 22% dei finanziamenti auto erogati dagli operatori multiprodotto.
Distribuzione: il digitale continua a guadagnare terreno
L'evoluzione riguarda anche i canali distributivi. Nel 2025 i prestiti personali erogati interamente online raggiungono il 19% dei volumi, grazie anche agli investimenti degli operatori nei servizi di consulenza e assistenza a distanza. Parallelamente si rafforza il ruolo delle reti terze. Agenti e mediatori gestiscono ormai il 79% delle erogazioni di cessione del quinto e una quota prossima alla metà dei mutui immobiliari, confermandosi un canale sempre più rilevante per il credito retail.
Qualità del credito e prospettive
Nonostante le incertezze legate al quadro geopolitico e all'evoluzione dei tassi, la rischiosità resta contenuta. A marzo 2026 il tasso di default del credito alle famiglie si attesta all'1,5%; il credito al consumo registra un indice dell'1,8%, mentre quello dei mutui si conferma allo 0,4%.
Per Assofin, CRIF e Prometeia il credito alle famiglie continuerà a crescere anche nel prossimo biennio, pur con ritmi più moderati. A sostenere il mercato saranno soprattutto i mutui per l'acquisto della casa, il recupero dei finanziamenti finalizzati, i prestiti personali e la cessione del quinto.
L'evoluzione del settore dipenderà però sempre meno dagli effetti della politica monetaria e sempre più da fattori strutturali. L'attuazione della direttiva europea CCD2 introdurrà nuovi requisiti nella valutazione del merito creditizio e maggiore trasparenza verso i consumatori, estendendo il proprio ambito anche ai pagamenti dilazionati. Allo stesso tempo, gli investimenti in digitalizzazione e l'impiego crescente dell'intelligenza artificiale continueranno a trasformare processi, modelli distributivi e strumenti di valutazione del rischio.
Per banche e operatori del credito si apre così una fase in cui la capacità di coniugare innovazione, qualità dell'offerta e prudenza nella gestione del rischio diventerà un fattore competitivo sempre più rilevante.