Integrare la sostenibilità nei meccanismi della tesoreria aziendale: è questa la sfida raccolta da Intesa Sanpaolo con Cash Pooling Excellence for ESG, progetto che ha ottenuto una Menzione speciale al Premio ABI Innovazione 2026.
“Già alla presentazione al Salone dei Pagamenti abbiamo ricevuto molte richieste dai clienti: il mercato aspettava chi facesse il primo passo”, racconta Mario Morelli, Responsabile International Corporate Cash Management Sales della Divisione IMI Corporate & Investment Banking. Un segnale chiaro di una domanda latente, intercettata con un’iniziativa che lega direttamente la gestione della liquidità agli obiettivi ESG.
Se l’innovazione è evidente nel risultato, il percorso non è stato privo di complessità, soprattutto sul piano organizzativo. “La sfida più difficile non è stata quella tecnica, ma quella culturale: far dialogare mondi diversi come cash management ed ESG, con linguaggi e priorità differenti”, spiega Morelli.
Il lavoro di integrazione tra competenze ha portato alla definizione di un framework unico, capace di coniugare ottimizzazione finanziaria e misurazione dell’impatto, trasformando un potenziale limite in un fattore abilitante.
Il progetto si inserisce in una visione più ampia, che guarda al ruolo della banca nello sviluppo del mercato. “Serve un approccio culturale: un’azienda che metta la sostenibilità al centro e una banca capace di integrare finanza ed ESG in un’unica offerta”, sottolinea Morelli.
In questa prospettiva, Intesa Sanpaolo punta a un ruolo attivo: “Non dobbiamo attendere che il mercato si standardizzi, ma contribuire a definire gli standard”. Un posizionamento che rafforza il ruolo della banca come attore sistemico e abilitatore di innovazione sostenibile.


