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16 Gennaio 2022 / 18:54
 
Cybercrime in crescita nel 2020

 
Sicurezza

Cybercrime in crescita nel 2020

di Flavio Padovan - 1 Marzo 2021
Secondo l'Osservatorio Exprivia la pandemia ha causato un aumento dei reati informatici in Italia, con un picco nel mese di dicembre
Sono tornati a crescere a fine anno i reati informatici in Italia, con un picco a dicembre. Secondo le evidenze dell'ultimo rapporto sulle minacce informatiche in Italia elaborato dall’Osservatorio Cybersecurity di Exprivia, nell'ultimo trimestre del 2020 si sono registrati 237 crimini informatici, in aumento del 60% sul trimestre precedente e quasi del 400% rispetto al periodo gennaio-marzo, quando furono solo 49.
È marzo il mese che segna lo spartiacque nella dinamica del cybercrime: con l’iniziò della pandemia e, con essa, della diffusione dello smart working, si è assistito a un’impennata tra attacchi informatici, violazioni della privacy e incidenti in tutti i settori dell’economia e della pubblica amministrazione.
“Se da un lato la pandemia ha accelerato la digitalizzazione nel nostro Paese, dall’altro la sicurezza della rete è stata messa a dura prova - afferma Domenico Raguseo (nella foto), direttore Cybersecurity Exprivia. A stupirci maggiormente è che la vulnerabilità più sfruttata dagli attaccanti sia il fattore umano. È necessario quindi per tutti noi – aggiunge Raguseo - prendere consapevolezza dei rischi che si corrono in rete, iniziando a diffidare delle anomalie. Ad esempio, dai video o dalle gif inattesi che riceviamo sulle app di messaggistica istantanea, dagli errori di sintassi contenuti nelle e-mail sospette, dai domini non veritieri degli indirizzi di posta o dall’improvvisa velocità con cui navighiamo sul pc. Siamo noi i primi a poterci proteggere dagli attaccanti”.
Secondo il rapporto - che ha analizzato oltre 50 fonti di informazione pubbliche - il mese di dicembre è, con 96 eventi criminali, quello che ha registrato il numero record nell’anno.
In tutto il 2020, continua il rapporto, oltre il 60% degli eventi criminali ha provocato il furto dei dati, superando di gran lunga sia le violazioni della privacy (13% dei casi) – quasi triplicate dall’inizio dell’anno – che le perdite di denaro (10%).
Tra le tecniche più sfruttate dai cyber-criminali durante il 2020 primeggia il phishing-social engineering con il 43% dei casi, che colpisce in maniera particolare utenti distratti o con poca conoscenza delle modalità di adescamento tramite e-mail o social network. Seguono, gli attacchi unknown (24% sul totale degli eventi), ossia nuove metodologie sperimentate dagli hacker per non essere rilevati dai meccanismi di difesa tradizionali, e i malware (23%), il cui utilizzo è quadruplicato nel corso dell’anno.
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