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Coronavirus, richiesta di sospensione dell'applicazione delle definizioni di "default" 

 
Banca

Coronavirus, richiesta di sospensione dell'applicazione delle definizioni di "default" 

28 Febbraio 2020
L'ABI chiede alle competenti autorità europee e italiane di sospendere fino a un anno l’applicazione delle definizioni di "default" per l’individuazione dei crediti scaduti
In relazione alla contingente emergenza sanitaria e alle ricadute economiche per le imprese, si è riunito d’urgenza il Comitato di Presidenza dell’ABI, sotto la Presidenza di Antonio Patuelli.
Il Comitato di Presidenza in primo luogo evidenzia come gli interventi di sostegno alle imprese si debbano inquadrare all’interno delle attuali regole europee che disciplinano l’erogazione del credito e le modalità di individuazione e trattamento dei cosiddetti crediti deteriorati. A tal fine l’ABI chiede alle competenti autorità europee e italiane di sospendere fino a un anno l’applicazione delle definizioni di “default” per l’individuazione dei crediti scaduti e rivedere la tempistica degli accantonamenti automatici a fronte dei crediti deteriorati.
Il Comitato di Presidenza dell’ABI ha esaminato il testo dell’accordo per il credito sottoscritto in data 15 novembre 2018 fra ABI e le principali Associazioni di rappresentanza delle imprese. 
Tale accordo ha previsto la possibilità per le banche e gli intermediari finanziari aderenti di poter sospendere fino ad un anno il pagamento della quota capitale delle rate dei finanziamenti e di allungare la scadenza dei finanziamenti per le micro, piccole e medie imprese operanti in Italia che, al momento della richiesta, non presentano posizioni debitorie nei confronti della banca classificate come deteriorate (“non performing”). 
Il Comitato di Presidenza, in relazione all’emergenza in atto, ha deliberato di proporre alle Associazioni di rappresentanza delle imprese sottoscrittrici dell’accordo di estendere gli interventi di sostegno ai finanziamenti in essere al 31 dicembre 2019, ampliando quindi la platea dei finanziamenti interessati anche a quelli stipulati successivamente al 15 novembre 2018 nei confronti delle imprese che non presentino posizioni deteriorate. Rimangono invariate tutte le altre condizioni dell’accordo.
Il Comitato di Presidenza ha convenuto altresì di proporre al Governo di ampliare l’operatività del fondo di garanzia per le Pmi, aumentando tra l’altro la quota garantita per le linee di credito a breve in considerazione delle potenziali tensioni sul fronte della liquidità delle imprese.  Andrebbero altresì massimamente e tempestivamente utilizzati i Fondi Europei stanziati per le calamità naturali.
(covid-19)
 
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