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01 Luglio 2022 / 04:50
 
Carige, arriva l’offerta BPER

 
Banca

Carige, arriva l’offerta BPER

di Flavio Padovan - 14 Dicembre 2021
Un euro per rilevare l’88,3% della banca ligure. A condizione che il Fondo interbancario la ricapitalizzi con il versamento di 1 miliardo di euro prima del closing. Previsto il lancio di un’Opa a 0,80 euro per azione sul restante capitale
Prove di terzo polo. Riparte il risiko bancario e a uscire allo scoperto questa volta è BPER che ha presentato un’offerta non vincolante per acquisire l’’88,3% del capitale della banca ligure in possesso del Fondo interbancario di Tutela Depositi (FIDT). Il controvalore proposto? Un euro, come già accaduto recentemente per altre operazioni di salvataggio del settore finanziario.
L'offerta di BPER è articolata e presenta alcune condizioni stringenti. Le principali sono: 
  • La concessione a BPER Banca entro il 20 dicembre di un periodo di contrattazione in esclusiva.
  • La firma entro il 31 dicembre di un Memorandum of Understanding vincolante con i termini dell’operazione e l’obbligo di chiudere l’acquisizione entro il 31 gennaio.
  • La ricapitalizzazione di Carige da parte di FITD per un importo pari a 1 miliardo di euro.
Risorse, quest’ultime, necessarie secondo BPER, per coprire gli onori di integrazione e le azioni derisking sull’intero portafoglio, “mantenendo livelli di dotazione patrimoniale in linea con quelli richiesti dal mercato e comunque non inferiori a quelli attuali di BPER”. Inoltre, necessarie anche per fare fronte “agli oneri potenzialmente derivanti dalla risoluzione anticipata di taluni accordi commerciali e operativi che, unitamente agli interventi per revisioni di carattere operativo e strutturale, consentiranno di assicurare il raggiungimento di adeguati livelli di redditività su base combined”.
A valle del closing, BPER lancerà un’Offerta pubblica di acquisto obbligatoria sul restante capitale sociale di Carige pagando un corrispettivo  di 0,80 euro per azione, circa il 29% rispetto al prezzo di chiusura del titolo del giorno 13 dicembre 2021.
Ovviamente l’operazione di acquisizione è subordinata alla consueta due diligence e all’ottenimento delle autorizzazioni da parte delle Autorità competenti.

I vantaggi dell’integrazione

L’operazione, si legge in una nota di BPER, consentirebbe “di risolvere in modo definitivo le problematiche di Carige, salvaguardando la clientela e il complesso degli stakeholder della stessa nonché tutelando al meglio gli interessi degli azionisti di minoranza”.
L’interesse di BPER nasce dalla volontà di accelerare la crescita dimensionale del Gruppo per proporsi come soggetto aggregante nella costituzione del terzo polo bancario nazionale.  Una strategia da realizzarsi, però, solo “con operazioni mirate che siano in grado di accrescere il valore per tutti gli stakeholders, continuando a garantire un elevato profilo di solidità patrimoniale di BPER Banca, almeno pari a quello attuale”.
Dal punto di vista industriale, i presupposti sembrano essere solidi. Le reti distributive sono infatti complementari, e permetterebbero a BPER di migliorare la posizione competitiva sul mercato nazionale e di crescere in modo significativo in Liguria e Toscana.
La banca guidata dall’Amministratore Delegato e DG Piero Luigi Montani stima che l’operazione porterà, tra l'altro:
- un aumento del 20% dei clienti. In particolare, con gli oltre 800 mila di Carige, BPER riuscirebbe a superare il traguardo di 5 milioni di clienti;
- la crescita del portafoglio crediti e del totale attivo a più di 150 miliardi di eruo, il quarto per dimensione in Italia;
- il miglioramento della qualità dell’attivo e l’ulteriore ridimensionamento dell’NPE ratio del Gruppo;
- significative sinergie di costo e di ricavo;
- l’opportunità di evoluzione del ruolo di Banca Cesare Ponti nel rafforzamento del polo Private Banking del Gruppo BPER e la conferma di Arca SGR quale società di riferimento per il risparmio gestito della clientela.
 
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