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23 Settembre 2020 / 19:08
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Una piattaforma per il credito di filiera

 
Credito

Una piattaforma per il credito di filiera

di Flavio Padovan - 31 Luglio 2020
È stata lanciata da Officine Cst per finanziare il capitale circolante delle piccole e medie imprese italiane
È ora a disposizione di tutte le PMI italiane una nuova piattaforma di reverse factoring che consente di finanziare efficientemente il capitale circolante delle imprese, nell’ottica del cosiddetto credito di filiera. A proporla è Officine CST, società specializzata nella gestione di crediti performing e non performing verso la Pubblica Amministrazione ed il mercato retail e corporate, con 18 miliardi di crediti gestiti per conto di banche, utilities e fondi d'investimento.
La piattaforma, nata per gestire i fornitori della Pedemontana Veneta, è stata ora aperto anche ai fornitori di altre filiere produttive, per venire incontro alle esigenze delle imprese provate dalla crisi covid e alla ricerca di nuove forme di finanziamento.
“La nostra soluzione consente di ottenere cassa senza incrementare l’indebitamento – spiega Paolo Gesa (nella foto), direttore commerciale di Officine CST – il periodo di lockdown e la crisi conseguente avranno come effetto un peggioramento dei parametri di bilancio di almeno l’80% delle imprese. La riduzione del fatturato e del cash flow accompagnata ad un incremento dell’indebitamento, manderanno in tilt i modelli di credit scoring. Il governo ha messo in campo ingenti garanzie per facilitare l’accesso al credito delle PMI, ma questi debiti dovranno essere rimborsati”. E per Gesa la cessione pro soluto del credito è un’ottima alternativa al credito soprattutto in questa fase.
La piattaforma, sviluppata internamente ed interamente digitale, consente al fornitore di caricare in automatico le proprie fatture che, una volta validate dal capo filiera, vengono acquistate pro soluto da un veicolo per la cartolarizzazione (SPV).
“I vantaggi di operare tramite la nostra proposta sono molteplici: intanto l’istruttoria è efficiente ed automatizzata comprimendo i tempi di erogazione in pochi giorni. Anche i parametri di rischio sono semplificati: è importante che l’azienda sia gestionalmente in ordine, ma non sono previsti rating minimi di accesso. Infine, la cessione tramite SPV non costituisce una linea di credito come quelle delle banche o delle società di factoring e non viene segnalata nella centrale rischi di banca d’Italia.”
La soluzione viene proposta direttamente da Officine CST e tramite alcune partnership bancarie.
“Le banche sono interessate a questa soluzione perché tramite la sottoscrizione delle note della SPV riescono ad ottenere un markup sulla liquidità, ottimizzando nel contempo il capitale investito. Addirittura in molti casi sono gli stessi capi filiera – conclude Gesa – che ci chiedono di investire parzialmente nelle note: praticamente riacquistano il loro rischio di credito, che conoscono meglio di tutti, ottenendo un rendimento significativo sulla propria liquidità, e inoltre gestiscono la leva del prezzo dell’acquisto delle fatture dai propri fornitori”.
 
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