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24 Marzo 2026 / 08:58
 
T+1: gli impatti critici di una evoluzione ineluttabile

 
Banca

T+1: gli impatti critici di una evoluzione ineluttabile

di Societe Generale - 24 Marzo 2026
La compressione dei tempi operativi rischia di generare nuove pressioni, in particolare nella gestione delle Corporate Actions volontarie. L'analisi di Societe Generale
Il mercato finanziario dell'Europa, unitamente a quelli di Regno Unito e Svizzera, si prepara all'adozione del ciclo di regolamento T+1, una riforma pensata per aumentare efficienza, competitività e rapidità di accesso alla liquidità. Tuttavia, la compressione dei tempi operativi rischia di generare nuove pressioni, in particolare nella gestione delle Corporate Actions volontarie, già complesse e fortemente dipendenti da processi manuali.
Quali i key drivers?
Le Key Dates in un evento societario sono collegate al ciclo di regolamento, che disciplina il tempo tra la data di negoziazione (T) e il regolamento (T+X). Emittenti, intermediari e investitori dovranno adattare di conseguenza i loro processi.La gestione delle transazioni si riferisce al processo di gestione degli eventi societari per le transazioni di titoli non regolate per tempo (fails - late settlement) e comprende market claims, trasformation e buyer protection.
Emittenti, intermediari e, più in generale, investitori devono adattare i propri processi in linea con il nuovo "Operational Time Table" introdotto con il passaggio a T+1. 
Il problema: troppo poco tempo per troppe attività 
Con T+1, l'intera sequenza di attività post-trade subisce un'accelerazione critica:
  • accolta delle istruzioni dei clienti
  • riconciliazione delle posizioni
  • risoluzione dei fail o delle allocazioni tardive
  • gestione delle buyer protection 
  • invio delle istruzioni al CSD di riferimento
Nell'attuale scenario, il 70-80% delle attività si svolge il giorno prima della deadline. Nel nuovo, la stessa percentuale si concentra il giorno stesso, in un arco operativo di circa 5 ore.
Conseguente aumento del rischio:
  • errori di riconciliazione
  • istruzioni incomplete o tardive
  • sovra o sotto-adesioni (tendering)
  • costi derivanti da securities lending o penalità di fail
  • esclusione dall'offerta per operazioni che regolano oltre i cut off
Il collo di bottiglia: la deadline 
L'attuale scadenza per molte Corporate Actions (ore 14:00) è incompatibile con le nuove dinamiche T+1. Le transazioni Delivery Versus Payment possono infatti regolare fino alle 16:00, creando quasi due ore "scoperte" in cui: le transazioni risultano entitled; ma non possono più essere istruite nell'evento.
Un esempio particolarmente semplice può essere la rappresentazione delle cosiddette mandatory reorganisation 
 
 
In ottica t+1 c'è almeno 1 giorno tra l'ultima data di negoziazione e la data di registrazione 
Viceversa, per gli Elective Event il processo è molto più complesso e vedremo che la Guaranteed Participation Date è l'ultimo giorno di negoziazione del titolo con il diritto a partecipare all'evento.
 
 
In ottica T+1 c'è almeno 1 giorno tra la Guaranteed participation date e la scadenza della Buyer protection: quale e' il principale impatto?
Clienti penalizzati e broker costretti a rincorrere soluzioni post-deadline, con ricadute sull'intera catena di asset servicing.
OUTCOME
Una deadline più estesa consente ai team di corporate actions di:
  • riconciliare con maggiore precisione
  • ridurre l'impatto di eccezioni operative
  • gestire le istruzioni senza operare in condizioni di stress operativo
Quindi, in sintesi, occorre automatizzare i processi di comunicazione non solo per quanto attiene le notifiche ma e soprattutto per quanto attiene i processi di istruzione, in considerazione dei tempi sempre più compressi per completare i processi.
 
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