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22 Febbraio 2020 / 23:13
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La top ten delle città start-up friendly

 
Scenari

La top ten delle città start-up friendly

di Mattia Schieppati - 15 Gennaio 2020
Pubblicato l’Innovation Cities Index 2019 del World Economic Forum: New York la migliore città del mondo dove far crescere aziende innovative. Prima delle italiane è Milano, al 29esimo posto e ottava in Europa ...
Silicon Valley addio: San Francisco perde sei posizioni in un anno, scende dal terzo al nono posto e rende ancora più evidente lo stacco – e lo smacco – subito dalla rivale New York, che lo scorso anno era alle spalle e invece ora di posizioni ne ha guadagnate addirittura 3, conquistando il gradino più alto del podio.
È il netto ribaltamento di equilibri tra West e East Coast statunitense il dato più suggestivo che emerge dalla pubblicazione dell’Innovation Cities Index 2019, l’annuale classifica stilata dal World Economic Forum che dal 2007 mette in fila le città più aperte e capaci di diventare hub di innovazione (qui la classifica).
Se la costa Pacifica degli Stati Uniti resta infatti la casa dei big della tecnologia (Apple, Google e Facebook nella Bay-Area, Microsoft e Amazon più a nord, ma sempre sulla sponda occidentale), il contesto più favorevole allo sviluppo dei nuovi business del tech torna a essere la Grande Mela, con la sua potenza finanziaria. A pesare nel ranking su cui si basa l’Index sono un insieme di fattori che configurano le condizioni migliori e il miglior quadro normativo per far nascere e prosperare le società innovative.
Scorrendo l’elenco che mette in fila ben 500 città, si nota come tra le prime 10 metropoli ben 5 siano statunitensi: al quarto posto si piazza Los Angeles (nella città del cinema il settore tecnologico rappresenta circa il 10% dell’economia locale), mentre Chicago, Boston e San Francisco occupano la sesta, settima e ottava posizione.
Con un balzo New York ha dunque quest’anno superato di netto Tokyo (prima nel 2018, scesa di una posizione) e Londra (seconda nel 2018, ora terza), che insieme a Parigi (nona posizione) rappresentare l’Europa nella parte alta della classifica.
La Grande Mela si conferma come la «centrale globale del business», riconoscono gli analisti che hanno realizzato la classificca, una città che investe pesantemente nella coltivazione di oltre 7 mila start-up tecnologiche, dove il settore hi-tech è cresciuto sviluppando talenti e competenze leader a livello mondiale nella produzione 4.0, robotica, cybersecurity e scienze della vita e della salute.
Nonostante l’arrembante crescita delle metropoli cinesi, il riferimento in Oriente continua a essere Tokyo, che consolida la sua forza in particolare nella ricerca e sviluppo nel campo della robotica e della manifattura.
A trainare la Cina è Singapore, al quinto posto, mentre Pechino è solo 26esima, Shangai 33esima e Shenzen 53esima.
Prima delle italiane è Milano, con un dignitosissimo 29esimo posto (11 posizioni guadagnate rispetto al 2018, ma comunque ancora solo ottava in Europa), ma bisogna scendere fino alla posizione numero 146 per trovare la seconda città tricolore, Napoli, che perde 10 caselle dallo scorso anno. Sorprendente lo sprint di Firenze, 159esima, ma con ben 52 posizioni recuperate rispetto al 2018, in caduta libera invece Torino, che aveva perso 20 posizioni tra il 2017 e il 2018, e ora ne ha perse altre 12, scendendo al 176esimo posto.
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