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23 Luglio 2024 / 03:37
 
Credito online: piace agli italiani, ma ancora troppi vincoli

 
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Credito online: piace agli italiani, ma ancora troppi vincoli

di Elena Chiocchio - 3 Giugno 2022
Gli italiani sono molto interessati a fare transazioni online. Eppure solo il 10 % dei prestiti in Italia è venduto con modalità digitale. Oltre alla diffidenza nei confronti dell’online pesa la scarsa digitalizzazione in molte fasi d’acquisto, come spiega Alessio Santarelli di MutuiOnline
«In Italia c’è una buona offerta di prodotti per quanto riguarda i mutui online, ma il livello di digitalizzazione è ancora basso in molte fasi della customer journey per cui il consumatore non ha margine di scelta. Ad esempio per quanto riguarda i mutui, nelle fasi di pre-approvazione ed inoltro in Italia non esistono ancora modelli di “approval in principle”, così come la raccolta documentale non è digitalizzata, mentre sui prestiti la situazione è migliore. Siamo invece avanti nella gestione del workflow con i notai, questo anche grazie a Pigna, una piattaforma del Gruppo MutuiOnline usata dal 70 per cento delle banche italiane». Alessio Santarelli, Direttore Generale Divisione Broking Gruppo MutuiOnline, intervenendo all’ultima edizione di Credito al Credito (vedi qui lo speciale di Bancaforte.it) è molto netto nell’indicare le potenzialità e i limiti di un mercato che ha, nel nostro Paese, indiscusse potenzialità.
A confermarne l’interesse degli italiani nello scegliere l’online come canale per le transazioni sono infatti anche i dati della McKinsey Retail Banking Consumer Survey 2021: il 56% è interessato ad acquistare online mutui (media UE 53%), il 61% a prestiti online (media UE 64%). Il paradosso è che, guardando nel concreto alla distribuzione delle vendite di prestiti e mutui per tipologia di canale, scopriamo ancora tanta diffidenza nei confronti delle operazioni online da parte degli italiani.
Infatti solo il 10% dei prestiti sono venduti online (media UE 61%) e una percentuale inferiore all’1% dei mutui è venduto tramite canali digitali, anche perché in Italia non c’è ancora la possibilità di atto digitale (media UE 29%). Sui prestiti non solo l’Inghilterra e i Paesi del nord ma anche la Spagna ha una situazione molto più digitalizzata rispetto a quanto vediamo in Italia.
Questi tassi di penetrazione così bassi del digitale rappresentano una grande opportunità da cogliere. Il che non significa digitale a tutti i costi: il cliente deve poter scegliere realmente tra filiale e digitale, in base alle sue necessità, non deve incontrare problemi se vuole fare tutto in digitale o viceversa.
«Ogni cliente è a sé; per questo oggi il fattore critico di successo è la disponibilità di servizi multicanale per rispondere alle esigenze di ogni tipo di clientela. Non vale la regola del “one size fits all”, tutt’altro: è il cliente che decide ed è sempre più consapevole di ciò che vuole», conclude Santarelli.
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