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27 Ottobre 2020 / 23:06
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Cerved Rating Agency punta sulla sostenibilità

 
Credito

Cerved Rating Agency punta sulla sostenibilità

di Flavio Padovan - 6 Maggio 2020
Acquisita la startup italiana Integrate specializzata in rating ESG
Affiancare ai rating sull’affidabilità creditizia delle imprese, anche le valutazioni sul grado di sostenibilità degli operatori economici. Questo l'obiettivo che ha spinto Cerved Rating Agency ad acquisire il 100% di Integrate, startup innovativa italiana che ha sviluppato una metodologia ESG (Environmental, Social, Governance) in linea con le best practice internazionali ed è proprietaria di un ricco database di informazioni sulla sostenibilità.
I servizi ESG sono prodotti sempre più richiesti dal mercato finanziario e bancario, non solo per la maggiore attenzione dei consumatori e degli investitori al concetto di sostenibilità, ma anche per le novità regolamentari attese nei prossimi mesi. Cerved Rating Agency sarà dunque in grado di offrire una gamma completa di score e rating ESG che includerà anche una piattaforma utile alle banche e alle imprese di maggiori dimensioni per il calcolo rispettivamente di uno score ESG sui propri clienti e fornitori.
“Grazie allo specifico know how sviluppato da Integrate, già nostro partner commerciale - commenta Andrea Mignanelli, amministratore delegato di Cerved - consolideremo la presenza della nostra agenzia di rating nel settore della sostenibilità, unendo in maniera sinergica e complementare il patrimonio informativo e analitico di Cerved con le competenze di Integrate. Crescita sostenibile e protezione dai rischi - anche di natura ambientale - sono temi che stanno particolarmente a cuore a tutto il nostro Gruppo”.
L'acquisizione di Integrate non è il primo passo di Cerved nel settore della sostenibilità: lo scorso luglio il Gruppo ha rilevato MBS, società specializzata nella consulenza per la sostenibilità del business. Un interesse strategico: si tratta di temi al centro dell’agenda europea e di grande peso economico. Sono ben 148 mila, infatti, le imprese italiane che secondo la tassonomia definita dall’UE dovranno investire, ad esempio, nella transizione energetica, e tra queste moltissime sono di piccole dimensioni e finanziariamente fragili.
L’Unione Europa ha, inoltre, lanciato un piano per mobilitare 1.000 miliardi di euro di investimenti nei prossimi dieci anni con lo scopo di rendere il Vecchio Continente il primo a zero emissioni entro il 2050, ma per accedere a questo denaro le imprese devono dimostrare di avere adottato, o di stare approcciando, modelli sostenibili. E lo stesso varrà sempre di più per ogni tipo di credito, più facile da ottenere e a minor costo per chi potrà dimostrare di avere adeguato le proprie procedure a standard ESG.
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